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Si può togliere il cartello di passo carrabile? Come fare e quanto costa
Tasse, Imposte e Normative 10 febbraio 2025

Si può rinunciare al cartello di passo carrabile? Come fare e quanto costa


Togliere passo carrabile è possibile: ecco come revocare l’autorizzazione, quanto costa e a chi rivolgersi.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Se hai ottenuto un passo carrabile per accedere comodamente al tuo garage o alla tua attività commerciale, ma ora non ne hai più bisogno, potresti chiederti se è possibile toglierlo e in che modo procedere

In effetti, il Codice della strada regola in modo preciso l’occupazione del suolo pubblico per consentire il passaggio dei veicoli dalle aree private a quelle pubbliche. Ma quali sono i casi in cui la rimozione è ammessa e quanto può costare?

Quando e perché cessare e togliere il passo carrabile

Autorizzazione scaduta

La prima ipotesi riguarda l’autorizzazione scaduta: la concessione comunale per il passo carrabile ha una durata limitata (generalmente alcuni anni, comunque mai oltre i ventinove) e, alla scadenza, va rinnovata. Se decidi di non presentare una nuova domanda o se l’amministrazione non intende più concederla, sei tenuto a rimuovere la segnaletica e, se necessario, ripristinare le condizioni originarie del marciapiede o del suolo pubblico. In questo modo, l’accesso ritorna disponibile per la sosta libera delle vetture.

Passo carrabile irregolare o falso

Un secondo caso si verifica se il passo carrabile è non regolare, ossia non autorizzato o addirittura falso. Alcuni proprietari, infatti, appongono un cartello di divieto di sosta senza aver ottenuto il permesso dal Comune. L’uso di segnaletica non ufficiale è un’irregolarità che va sanata immediatamente: non solo si rischia una multa, ma si deve anche procedere alla rimozione del cartello e al ripristino delle condizioni originarie.

Passo carrabile non più necessario

La terza circostanza è la più frequente: il passo carrabile è ancora valido, ma il cittadino non ha più interesse a mantenerlo. Questo accade, ad esempio, se hai cambiato casa o se il tuo negozio non necessita più di carico e scarico merci nella stessa zona. In tale situazione, è sufficiente presentare una richiesta di revoca dell’autorizzazione al Comune competente. Una volta ottenuto il via libera, dovrai coprire le spese necessarie alla rimozione della segnaletica e alle eventuali opere di manutenzione del marciapiede, se è stato abbassato per favorire il transito dei veicoli.

La procedura di revoca presso il Comune

Per togliere passo carrabile in modo regolare, bisogna dunque rivolgersi all’ente proprietario della strada (di solito il Comune). Si presenta un’apposita istanza compilando i moduli disponibili online o presso gli uffici comunali, allegando eventuali marche da bollo e documenti richiesti. Superata questa fase, l’amministrazione valuterà se revocare la concessione e fornirà le indicazioni necessarie per riportare il suolo pubblico allo stato originario.

Quando l’ente preposto accoglie la domanda, è possibile procedere con la rimozione del divieto di sosta e di ogni segnaletica connessa. Se in precedenza il marciapiede era stato modificato (ad esempio abbassato), occorrerà anche riportarlo alla conformazione iniziale, assicurandosi di rispettare le prescrizioni comunali in materia di sicurezza e decoro urbano.

Quanto costa ripristinare il suolo pubblico

I costi relativi all’operazione dipendono innanzitutto dal tipo di intervento necessario. In taluni casi, è sufficiente rimuovere il cartello di divieto di sosta, in altri bisogna invece eseguire lavori di muratura o asfaltatura per ricostruire la porzione di marciapiede abbassata. Ciò implica l’ingaggio di un’impresa edile o di un tecnico specializzato, con un’incidenza variabile sulla spesa finale.

Inoltre, potrebbero essere previste tasse comunali o il pagamento di oneri amministrativi ancora pendenti, come la quota di occupazione del suolo pubblico per l’ultimo periodo di validità. A conti fatti, togliere passo carrabile è fattibile seguendo le indicazioni fornite dal Comune e rispettando le regole locali. Concluso l’iter, non sarai più obbligato a versare alcuna imposta per l’area riservata, e lo spazio pubblico tornerà a disposizione di tutti.

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