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Stop alle detrazioni fiscali per le caldaie a gas dal 2025: cosa prevede l’emendamento alla Legge di Bilancio
Tasse, Imposte e Tributi 18 dicembre 2024

Stop alle detrazioni fiscali per le caldaie a gas dal 2025: cosa prevede l’emendamento alla Legge di Bilancio


Chi vorrà continuare a beneficiare di bonus fiscali dovrà orientarsi verso tecnologie innovative e a basso impatto ambientale: pompe di calore, sistemi solari termici o caldaie a biomassa.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Dal 2025 non sarà più possibile ottenere agevolazioni fiscali per l’acquisto di caldaie a combustibili fossili. Un cambiamento radicale nei bonus edilizi spingerà i proprietari verso soluzioni sostenibili come pompe di calore, impianti solari termici e caldaie a biomassa.

Il via libera all’emendamento

Via libera all’emendamento che segna la svolta definitiva per il settore termico: stop alle agevolazioni per l’acquisto di caldaie a gas e altri combustibili fossili. Il 2025 si preannuncia come un anno di transizione importante, in cui l’efficienza energetica e la sostenibilità guideranno le scelte dei proprietari immobiliari. 

Chi vorrà continuare a beneficiare di bonus fiscali dovrà orientarsi verso tecnologie innovative e a basso impatto ambientale: pompe di calore, sistemi solari termici o caldaie a biomassa. Una decisione che rientra nelle politiche europee di decarbonizzazione e promuove un’accelerazione verso edifici più sostenibili e meno dipendenti dai combustibili fossili.

La transizione ecologica si fa concreta e comincia a colpire le caldaie a gas. A partire dal 2025, non saranno più previsti incentivi fiscali per l’acquisto e l’installazione di questi impianti, escludendoli sia dall’ecobonus sia dal bonus ristrutturazioni. 

La misura, inserita in un emendamento alla Legge di Bilancio, e approvata con il placet del Governo, rappresenta il primo passo concreto verso l’applicazione della Direttiva Case Green evitando così il rischio di incorrere in una probabile procedura di infrazione.

Il provvedimento in sintesi

Niente più detrazioni dal prossimo anno chi vorrà sostituire la propria caldaia a gas lo farà senza agevolazioni. L’emendamento esclude infatti esplicitamente le caldaie a combustibili fossili dai bonus fiscali per il recupero edilizio e l’efficientamento energetico per tutto il triennio 2025-2027.

Una scelta netta, spinta dalla necessità di decarbonizzare il patrimonio edilizio italiano, ma che rischia di avere ripercussioni pesanti soprattutto sul ceto medio e sulle famiglie meno abbienti. 

Se da un lato l’addio ai combustibili fossili è un obiettivo imprescindibile per la lotta al cambiamento climatico, dall’altro lato le alternative, come le pompe di calore elettriche, risultano ancora troppo costose per molti nuclei familiari.

Le ripercussioni sulle famiglie italiane

La fine degli incentivi arriva in un momento delicato per il bilancio delle famiglie italiane. Installare una pompa di calore elettrica, soluzione più ecologica, richiede un investimento iniziale significativo, che molti non sono in grado di sostenere senza il supporto di bonus fiscali. Molte famiglie, soprattutto quelle con redditi medio-bassi, saranno costrette a mantenere vecchie caldaie inefficienti, più costose da gestire e più inquinanti.

Assotermica, l’associazione di settore, ha lanciato l’allarme:

«Escludere le caldaie a condensazione dai bonus significa tagliare fuori milioni di famiglie dall’efficientamento energetico, indebolendo la transizione ecologica e penalizzando un comparto industriale che genera oltre 3 miliardi di euro di fatturato e offre lavoro a migliaia di imprese». 

Secondo l’associazione, oltre la metà dello stock di case in offerta è in classe G e le caldaie a condensazione rappresentano oggi una delle poche soluzioni accessibili per migliorare l’efficienza. Ricordiamo che l’esclusione del bonus, per essere operativa  dovrà attendere la conclusione dell’iter parlamentare e la pubblicazione della Legge di Bilancio 2025 sulla Gazzetta Ufficiale.

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