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Tasse, Imposte e Tributi 1 settembre 2026

Tributi locali, sconto per chi paga con addebito sul conto: cosa cambia per i proprietari


Pagare automaticamente un tributo comunale attraverso il proprio conto corrente potrà diventare più conveniente, ma lo sconto non scatterà per tutti e soprattutto non sarà automatico.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 entrato in vigore il 12 agosto modifica la disciplina delle riduzioni per i contribuenti che autorizzano l’addebito diretto permanente delle somme dovute sul conto corrente bancario o postale. Non viene introdotto un diritto generalizzato a pagare meno, perché la riduzione potrà applicarsi soltanto se la Regione o l’ente locale competente avrà previsto l’agevolazione nella propria disciplina e se il contribuente rispetterà le condizioni stabilite.

Cosa cambia concretamente

Prima di analizzare le novità entrate in vigore recentemente è necessario precisare che l’articolo 118-ter del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, aveva già previsto la possibilità per gli enti locali di deliberare riduzioni fino al 20% delle aliquote e delle tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali quando il soggetto tenuto al pagamento autorizzava in maniera permanente l’addebito diretto sul proprio conto corrente bancario o postale. Il principio, quindi, era già presente nell’ordinamento: premiare il contribuente che rende più semplice e prevedibile la riscossione del tributo. 

Il decreto legislativo n. 147/2026 non cancella questo meccanismo ma lo modifica essenzialmente in due punti:

La norma nazionale autorizza lo sconto, ma non lo concede direttamente. Non basta quindi possedere un conto corrente, scegliere la domiciliazione o pagare puntualmente. Occorre che il Comune abbia inserito l’agevolazione nella propria disciplina e che il contribuente rispetti le condizioni previste.

Esempi pratici

Per chi possiede un’abitazione, il tributo comunale che più facilmente viene associato a un pagamento gestito direttamente dall’ente è la TARI (tassa sui rifiuti). 

Un Comune potrebbe quindi decidere di incentivare i contribuenti che autorizzano il prelievo automatico della TARI dal conto corrente, prevedendo per esempio una riduzione percentuale oppure un importo fisso. Ciò non significa, però, che da ora tutti coloro che pagano la tassa sui rifiuti tramite conto corrente avranno diritto a uno sconto.

Proprio per questa ragione due proprietari di immobili situati in Comuni diversi potrebbero trovarsi in situazioni differenti. È una conseguenza diretta dell’autonomia riconosciuta agli enti territoriali. 

Il decreto parla espressamente di autorizzazione permanente all’addebito diretto sul conto corrente bancario o postale. Si tratta cioè della domiciliazione del pagamento, non del semplice fatto di utilizzare occasionalmente il proprio conto o una carta per pagare una rata.

In termini pratici, l’autorizzazione consente all’ente o al soggetto incaricato della riscossione di addebitare automaticamente le somme dovute alle rispettive scadenze.

Anche per questo sarà importante leggere il regolamento comunale: dovrà essere l’ente a stabilire le procedure operative, i tempi di attivazione e le eventuali conseguenze in caso di mancato addebito, ad esempio per insufficienza dei fondi presenti sul conto.

La legge nazionale definisce infatti il quadro generale, ma buona parte della disciplina concreta viene rimessa all’ente.

Il nuovo decreto introduce un’esclusione

Occorre fare una precisazione importante: il nuovo meccanismo degli sconti per chi sceglie l’addebito automatico sul conto corrente non si applica a tutti i tributi locali.

Il nuovo comma 1-bis dell’articolo 118-ter esclude dall’agevolazione le entrate regionali e locali la cui riscossione avviene esclusivamente mediante il sistema dei versamenti unitari disciplinato dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 

L’esclusione opera, in particolare, per le entrate il cui pagamento deve avvenire esclusivamente attraverso il sistema dei versamenti unitari. In questa categoria rientra l’IMU, il cui versamento ordinario è effettuato tramite modello F24.

Per questo motivo, la nuova disciplina non deve essere interpretata come l’introduzione di uno sconto generalizzato sull’IMU per chi decide di pagare con addebito automatico sul conto corrente.

Per un proprietario, quindi, la distinzione tra IMU e TARI è essenziale. La riforma riguarda in generale le entrate regionali e locali, ma non significa che tutte possano beneficiare dello stesso incentivo. 

Come sapere se il proprio Comune applica lo sconto

È opportuno verificare almeno quattro elementi:

Il punto centrale resta la decisione dell’ente locale.

Un altro aspetto riguarda la decorrenza. Il decreto legislativo è entrato in vigore il 12 agosto, tuttavia, non attribuisce automaticamente ai contribuenti una riduzione e non obbliga i Comuni ad adottarla. L’agevolazione deve essere prevista dalla disciplina dell’ente competente e applicata secondo le condizioni, le decorrenze e le modalità stabilite dalla legge regionale o dal regolamento comunale.

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