Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Il Canone Rai è una delle tasse più discusse in Italia, poiché coinvolge direttamente il possesso di apparecchi televisivi e interessa milioni di famiglie in tutto il Paese. Nel corso degli anni, la normativa è stata modificata per semplificarne il pagamento e contrastare l’evasione.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sul Canone Rai 2026: dall’importo alle modalità di pagamento, fino ai criteri per ottenere l’esenzione.
È di fine settembre 2026 l’indiscrezione secondo cui il canone Rai potrebbe andare verso una riduzione. A proporre la modifica sono stati i senatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso, entrambi di Forza Italia, che a Palazzo Madama hanno avanzato la proposta di tagliare il canone dagli attuali 90 euro a 70 euro. Se così fosse, la proposta prevede che la Rai riceva maggiori finanziamenti pubblici attraverso altre voci per compensare le mancate entrate dal canone.
La proposta si inserisce nel più ampio contesto dell’esame della riforma della televisione pubblica. Si attende ora il passaggio in commissione.
Il Canone Rai, formalmente noto come “tassa di concessione governativa per la detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive”, è stato introdotto in Italia nel 1938. All’epoca, lo scopo principale era garantire un finanziamento stabile al servizio pubblico radiotelevisivo; l’obbligo è rimasto invariato nonostante i cambiamenti tecnologici, come l’avvento della televisione digitale e delle piattaforme di streaming.
Dal 2016, con la Legge di Stabilità, il Canone Rai è stato integrato direttamente nella bolletta elettrica; la modifica ha avuto un impatto significativo sul Canone, poiché ha ridotto drasticamente i casi di evasione fiscale legati alla tassa.
Il pagamento del Canone Rai è obbligatorio per chiunque possieda un televisore in grado di ricevere trasmissioni radiotelevisive, anche se non si guardano i programmi della Rai. Il principio fondamentale è che il possesso di un televisore implica automaticamente la possibilità di usufruire del servizio pubblico.
L’obbligo riguarda tutti i cittadini che detengono un contratto di fornitura elettrica residenziale per l’abitazione principale. In questi casi, l’addebito avviene automaticamente nella bolletta dell’elettricità, indipendentemente dal fatto che l’apparecchio venga effettivamente utilizzato.
Il sistema attuale prevede che il Canone Rai sia addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione principale. L’importo per il 2026 rimane invariato rispetto agli anni precedenti, fissato a 90 euro annuali, e viene suddiviso in dieci rate mensili, ciascuna da 9 euro, addebitate da gennaio a ottobre.
Per chi non ha un contratto di energia elettrica intestato, come nel caso di abitazioni affittate con utenze a nome del proprietario, il pagamento del Canone Rai può essere effettuato tramite modello F24. In alternativa, chi detiene apparecchi in strutture pubbliche o per attività commerciali (come hotel, bar e ristoranti) è soggetto al cosiddetto “canone speciale”, con importi variabili in base alla categoria dell’esercizio.
La legge prevede alcune esenzioni specifiche che riguardano determinate categorie di persone:
Il Canone Rai è dovuto solo una volta per nucleo familiare e si applica esclusivamente all’abitazione principale. Per le seconde case non è previsto alcun addebito, indipendentemente dal fatto che siano dotate di un apparecchio televisivo. Questa regola si applica a condizione che l’intestatario della bolletta sia lo stesso della residenza principale.
Per gli esercizi pubblici come hotel, bar e ristoranti, la situazione è diversa. Questi sono soggetti a un “canone speciale”, che varia in base al numero di apparecchi presenti e alla tipologia di attività svolta. Il calcolo del canone per queste strutture è generalmente più elevato rispetto a quello per i privati.
Chi ha diritto all’esenzione deve inviare un’apposita dichiarazione sostitutiva. Il modulo è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere trasmesso in diversi modi:
La domanda di esenzione deve essere inviata entro specifiche scadenze per evitare l’addebito del canone non dovuto. Per ottenere l’esenzione per tutto l’anno, il modulo deve essere trasmesso entro il 31 gennaio 2026.
Chi invece presenta la domanda entro il 30 giugno 2026 potrà beneficiare dell’esenzione solo per il secondo semestre dell’anno. È fondamentale rispettare queste scadenze e conservare una copia della documentazione inviata, in caso di eventuali future verifiche.
Chi non possiede più un televisore o decide di dismetterlo può richiedere la cessazione del Canone Rai. Anche in questo caso, è necessario compilare una dichiarazione sostitutiva, indicando la non detenzione di apparecchi televisivi. La dichiarazione può essere trasmessa con le stesse modalità previste per l’esenzione.
In alternativa, chi cambia residenza o intestatario della bolletta elettrica deve verificare che il nuovo intestatario non subisca un doppio addebito, comunicando eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate.