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finestre liquide
Utenze e Bollette 14 febbraio 2023

Cosa sono le finestre liquide che riducono il consumo di energia?


Per risparmiare i costi energetici e ridurre la dispersione della luce, l’ultima novità sono le finestre liquide. Come funzionano.
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Giovanna Ferraresi

Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Non ci stupiamo più di nulla, la ricerca e l’innovazione tecnologica raggiunge livelli inimmaginabili, ma sempre ispirandosi alla perfezione innata della Natura.

Questa volta lo studio intitolato “Multilayered optofluidics for sustainable buildings” di un gruppo di ricercatori dell’università di Toronto parla di “un sistema fluidico multistrato in grado di ridurre i costi energetici di riscaldamento, raffreddamento e illuminazione degli edifici ottimizzando la lunghezza d’onda, l’intensità e la dispersione della luce trasmessa attraverso le finestre”.

Il leader del team di ricercatori è il neolaureato Raphael Kay, che ha intuito come poter ridurre il consumo di energia utilizzata per riscaldare, raffreddare e illuminare gli edifici cittadini. In che modo? Imparando a controllare la quantità, il tipo e la direzione dell’energia solare che entra nell’edificio.

L’idea arriva dal mondo animale. Perché molti esseri viventi, come ad esempio i calamari, hanno una pelle che contiene strati sovrapposti di organi che hanno la capacità di controllare l’assorbimento della luce ed anche la funzione di influenzarne la riflessione e l’iridescenza. 


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Come controllare la luce solare che entra dalla finestra

Oggi, esistono diversi metodi innovativi che permettono di ridurre la quantità di luce che entra nell’edifico e di ridurre la dispersione del calore del sole.

Sono le cosiddette facciate intelligenti che utilizzano sistemi di filtrazione della luce come le tende automatiche o le finestre elettrocromiche, esistono anche vetri in grado di assorbire la luce, ma sono ancora sistemi che non possono distinguere la luce solare visibile dalla luce solare con onda invisibile.

Come funziona la finestra liquida

Il sistema sviluppato nella Università di Toronto sfrutta il potere della microfluidica per offrire un’alternativa.

Il prototipo che è stato generato dal team di ricercatori si compone da fogli piatti di plastica che sono permeati da una serie di canali, spessi solo qualche millimetro, attraverso i quali possono essere pompati dei fluidi. 

Si tratta di fluidi personalizzati da pigmenti, particelle o altre molecole, in grado di controllare il tipo di luce e anche la direzione della luce.

In pratica, si tratta di un multistrato composto da fogli di plastica con all’interno liquidi tali da controllare l’intensità, il filtraggio della lunghezza d’onda, la regolazione della diffusione della luce trasmessa all’interno. 

Un sistema semplice ed economico, che consente un incredibile controllo della luce solare. Con questo particolare tecnologia, si possono progettare intere facciate di edifici.

*Immagine in alto – Credits to Ambiente.tiscali.it

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