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un uomo legge la bollette
Energia e Utenze 3 gennaio 2024

Fornitura elettrica: dal 2024, penali per recesso anticipato nei contratti energetici a prezzo fisso


Dal 1° gennaio 2024, nel mercato dell'energia elettrica italiano è stato introdotto cambiamento normativo, che riguarda la possibilità per i fornitori di applicare un onere di recesso anticipato.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

A partire dal 1° gennaio 2024, nel mercato dell’energia elettrica italiano si introduce un importante cambiamento normativo che incide sulla libertà contrattuale dei clienti domestici e delle piccole imprese.

Questa modifica, delineata da una delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) del 6 giugno, prevede la possibilità per i fornitori di energia elettrica di applicare un onere di recesso anticipato.

La delibera dell’ARERA rappresenta un significativo cambiamento nel quadro normativo del mercato energetico italiano, con impatti potenzialmente considerevoli sui diritti e sulle scelte dei consumatori.



Le modifiche introdotte

Questo nuovo onere si applica esclusivamente nei contratti a durata determinata e a prezzo fisso. L’obiettivo, secondo quanto dichiarata da ARERA, è quello di stabilire una sorta di equilibrio contrattuale, dove le parti si impegnano per un periodo concordato a condizioni fisse. 

Si precisa che anche per i contratti a tempo indeterminato, l’onere di recesso si applica se vi sono condizioni economiche a prezzo fisso per un periodo determinato, limitatamente al primo periodo di validità di queste condizioni.

L’ARERA ha stabilito che i fornitori devono indicare chiaramente nel contratto l’eventuale onere di recesso, specificando il suo importo massimo. Questo onere deve essere specificamente approvato e sottoscritto dal cliente, garantendo trasparenza e consapevolezza.

Le informazioni relative al recesso e ai suoi oneri devono essere incluse nel riquadro “Modalità e oneri per il recesso” della scheda sintetica dell’offerta, facilitando la comprensione e la comparazione per il consumatore.



Le reazioni dell’associazioni dei consumatori

La reazione dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) è stata immediata e critica. Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’UNC, si è espresso duramente nei confronti del Governo e il Parlamento, ritenendo che non stiano tutelando adeguatamente i consumatori.

Vignola sostiene che questa normativa favorisce le compagnie energetiche a discapito della libera concorrenza e della mobilità dei consumatori. L’UNC aveva precedentemente chiesto l’abrogazione dell’art. 7, comma 5 del Decreto Legislativo n. 210 dell’8 novembre 2021, senza successo

Il timore espresso dall’UNC si concentra sul fatto che, con l’eliminazione del mercato tutelato e la mancanza di una campagna informativa adeguata, le famiglie potrebbero trovarsi impreparate a fronteggiare queste nuove disposizioni contrattuali e, di conseguenza, subire penalità economiche in caso di recesso anticipato. 

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