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Come risparmiare sul riscaldamento di casa?
Energia e Utenze 31 ottobre 2025

Come risparmiare sul riscaldamento di casa?


Il riscaldamento incide non poco sui consumi di una famiglia, ma quanto consuma esattamente un calorifero acceso? Scoprilo qui.
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Pietro Gualtieri

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

Con l’avvicinarsi dell’inverno, uno dei primi pensieri è il costo del riscaldamento. E, se non si è tra i fortunati che possono permettersi un investimento extra per una stufa a pellet o un camino a bioetanolo, ci si troverà a dover ri-accendere i termosifoni.

Ma quanto costerà quest’anno? E quali strategie adottare per risparmiare?

Quanto tempo tenere accesi i termosifoni?

Per gli impianti di riscaldamento delle abitazioni in montagna e nelle regioni del Nord poste nella la zona E, gli impianti di riscaldamento possono essere accesi fino a 14 ore mentre sono 8 le ore consentite per le fasce costiere e il Sud Italia, nella zona B. Da ciò deriva una sensibile variazione del tempo necessario per riscaldare e mantenere caldo un ambiente.

La normativa consente di tenere una temperatura fino a 22 gradi. Gli esperti consigliano di mantenere il termostato sui 20-21° quando si è in casa e di abbassarlo tra i 16-18° se si esce. Questo consentirà di risparmiare: infatti, per ogni grado in meno si abbattono i consumi dal 5 al 10% mentre, dai 20° in su, la spesa aumenta del 6/7% per ogni grado.

Quanto consuma un calorifero acceso per un’ora?

L’energia consumata in un’ora di riscaldamento nella stagione invernale è variabile ed è influenzata da svariati fattori come l’isolamento termico ma, facendo una media, possiamo dire che di norma parliamo di un intervallo di 2-12 kWh, pari a 0,25-1,5 mc/ora.

Le stime dicono che il costo medio e domestico di 1 kWh per alimentare una caldaia a gas metano è pari a 0,11 euro. Moltiplicando tale costo per 5,23 kWh si otterrà 0,57 euro, ossia il costo orario approssimato. Assumendo che la metratura dell’appartamento si di circa 100 mq si spendono 0,57 euro all’ora.

Le abitudini personali della famiglia, lo stile di vita e il tempo trascorso in casa, incidono sui costi, in positivo o in negativo, su questi valori. Secondo una stima diffusa da ARERA (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) ogni famiglia spende grossolanamente all’anno circa 900 euro per gli impianti di riscaldamento domestico con un costo medio che si aggira attorno agli 80 euro mensili.

Come risparmiare sul riscaldamento secondo ENEA

ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ha diffuso alcuni suggerimenti su come risparmiare sul riscaldamento. Ecco il decalogo completo:

Installare sistemi di monitoraggio e controllo

Enea suggerisce l’utilizzo di contatori intelligenti per monitorare accuratamente i consumi energetici e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie abitudini energetiche.

Eseguire la manutenzione degli impianti

Un impianto di riscaldamento non efficiente consuma più di uno che è stato controllato e ripulito per eliminare le eventuali incrostazioni di calcare. Senza considerare che chi non esegue la manutenzione regolare degli impianti è passibile di una multa a partire da 500 euro.

Controllare la temperatura degli ambienti

Mantenere la casa a una temperatura troppo elevata è dannoso per la salute, ma anche per la bolletta. Enea consiglia di impostare i termosifoni o gli altri impianti di riscaldamento a una temperatura di 19°C, sufficienti a garantire benessere e risparmio. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi.

Fare attenzione alle ore di accensione

Le regole sul riscaldamento non sono uniformi in tutta Italia: il Paese è suddiviso in 6 fasce climatiche, a seconda delle temperature – più o meno rigide – che si raggiungono in quell’area durante l’inverno. L’arco alpino, per esempio, non ha limitazioni e può scegliere in autonomia quando accendere i termosifoni, mentre a Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle i caloriferi entreranno in funzione solo a dicembre e solo per 5 ore al giorno. Quindi, è fondamentale controllare le date e le ore massime di accensione in base alla fascia climatica. Secondo ENEA, per ogni ora in meno di riscaldamento si risparmia circa il 15% del combustibile.

Schermare le finestre durante la notte

Di notte, tenere le tapparelle o le persiane chiuse riduce la dispersione di calore verso l’esterno dell’abitazione. Anche tenere le tende chiuse, soprattutto se pesanti, può aiutare.

Non coprire i radiatori

A proposito di tende, tenerle davanti ai termosifoni limita la quantità di calore che questi rilasciano nella stanza. Lo stesso vale per mobili o altri ostacoli. Al contrario, per aumentare l’efficienza dei caloriferi si possono inserire dei fogli di carta stagnola tra i radiatori e il muro.

Non lasciare le finestre aperte troppo a lungo

Arieggiare gli ambienti domestici è fondamentale per la salute, soprattutto durante la stagione influenzale (come ci ha raccontato in un’intervista il virologo Fabrizio Pregliasco), ma attenzione: lasciare le finestre aperte troppo a lungo comporta un’inutile dispersione di calore. Per “cambiare l’aria” di una stanza sono sufficienti pochi minuti.

Fare un check-up dell’abitazione

Non basta controllare l’impianto di riscaldamento, bisogna assicurarsi che tutta la casa sia pronta all’inverno. Consulta un esperto per verificare l’isolamento di pareti, porte e finestre e risparmiare fino al 40% dell’energia.

Installare valvole termostatiche

Le valvole termostatiche (obbligatorie nei condomini) consentono di ridurre i consumi fino al 20%.

Scegliere soluzioni di ultima generazione

Infine, per risparmiare sulla bolletta (ma anche per aiutare l’ambiente) è fondamentale scegliere impianti di riscaldamento all’avanguardia, per esempio sostituendo soluzioni ormai vecchie con più moderne pompe di calore, cronotermostati e regolatori elettronici a distanza.

Temperatura più bassa in casa: quanto si risparmia

Abbassare di qualche grado la temperatura dei caloriferi delle stanze di casa può rivelarsi un modo semplice per cercare di spendere meno per il riscaldamento durante i mesi invernali. Questo dato parte dalla constatazione che il consumo dovuto al riscaldamento rappresenta la voce di spesa più rilevante. 

A titolo di esempio, per una casa di superficie di circa 85 metri quadrati, per ogni grado in meno all’interno dell’intervallo tra i 18 e i 22 gradi, il risparmio sarebbe di circa 90 euro all’anno

Perciò per ogni metro quadrato, se si diminuisce la temperatura di un solo grado, si consuma 0,50 euro in meno di gas

Quindi abbassare la temperatura di 1 o 2 gradi può essere sufficiente per risparmiare in bolletta senza avere un abbassamento termico eccessivo. 

Naturalmente ci sono poi altri fattori che possono favorire o meno il risparmio, quali la zona climatica in cui si vive, la tariffa del contratto con l’operatore, il numero di ore in cui si tiene acceso il riscaldamento, la dimensione della casa e il grado di isolamento dell’abitazione. 

Come regolare la temperatura dei caloriferi

In linea generale, è bene tenere la temperatura nel range compreso tra i 18 e i 22 gradi: tenerla più bassa potrebbe generare rischi per la salute, specie di bambini, anziani o malati, e viceversa tenerla più alta potrebbe causare un’eccessiva secchezza dell’aria e quindi problemi respiratori, oltre a una maggiore spesa. 

Per la zona notte la temperatura ideale è intorno ai 18 gradi, perché una temperatura maggiore potrebbe causare disturbi del sonno.

Nella zona giorno si consiglia di mantenerla intorno ai 20 gradi

Per regolare la temperatura dei termosifoni basta utilizzare le termovalvole che sono presenti sugli stessi, posizionando la manopola sul livello desiderato da 0 a 5, laddove 0 indica che il calorifero è spento in quanto viene chiuso l’afflusso di acqua e 5, il livello massimo, genera un calore di circa 24 gradi. 

L’ideale è tenere la valvola sui livelli 2 o 3, che appunto generano un calore di 18-20 gradi centigradi. 

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