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Case, Ville e Appartamenti 8 giugno 2026

Rimborso degli anticipi fatti dall’amministratore di condominio: quali sono le regole?


L’amministratore può intervenire anticipando le spese solo in particolari circostanze. Vediamo quali.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel contesto della gestione di un condominio, può succedere che l’amministratore, per assicurare il corretto funzionamento dell’edificio, anticipi alcune spese di tasca propria. Questa situazione non è rara, soprattutto quando è necessario intervenire rapidamente per evitare danni o problemi, e non c’è tempo per convocare l’assemblea.

Ma in quali casi l’amministratore ha diritto a essere rimborsato per queste spese? E quali prove deve fornire per ricevere il rimborso dai condomini? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quando l’amministratore può anticipare spese?

L’amministratore di condominio deve gestire le parti comuni dell’edificio e seguire le decisioni dell’assemblea. Tuttavia, possono verificarsi eventi imprevisti che richiedono un intervento immediato per esempio: una perdita d’acqua improvvisa, un guasto all’impianto elettrico, la rottura dell’ascensore o interventi urgenti per garantire la sicurezza dell’edificio.

In queste situazioni, aspettare di convocare l’assemblea potrebbe peggiorare il danno o mettere a rischio i condomini. È in questi casi che l’amministratore può decidere di coprire le spese con i propri soldi, con la speranza di essere rimborsato in seguito dal condominio.

Anticipi pagati dall’amministratore: quando avviene il rimborso

Di solito, il diritto al rimborso delle spese anticipate dall’amministratore non è automatico. La legge ha chiarito che ci sono condizioni precise da rispettare; altrimenti, il condominio non è obbligato a restituire le somme anticipate. Un riferimento importante è la sentenza del Tribunale di Roma n. 7254 del 9 maggio 2023, che ha ribadito alcuni principi fondamentali.

L’amministratore può ottenere il rimborso solo se può dimostrare di aver effettuato i pagamenti con risorse proprie. Ciò significa che non è sufficiente una dichiarazione generica o una richiesta di rimborso semplice; deve fornire prove documentali, come ricevute, fatture, bonifici o altri documenti che dimostrino l’effettivo esborso di denaro. Senza questa prova, il diritto al rimborso non può essere riconosciuto. Il principio è chiaro: chi chiede il rimborso deve dimostrare in modo preciso di aver sostenuto la spesa.

Un altro aspetto importante evidenziato dalla giurisprudenza riguarda la natura della spesa. Come accennato in precedenza, non tutte le spese anticipate dall’amministratore sono automaticamente rimborsabili: è necessario che si tratti di interventi urgenti e indispensabili per la gestione del condominio. Sempre secondo la sentenza del Tribunale di Roma n. 7254/2023, l’amministratore deve dimostrare che la spesa era necessaria e non rinviabile.

In altre parole, deve provare che non era possibile aspettare una decisione dell’assemblea condominiale. Se questo requisito non è rispettato, il rimborso non è dovuto, anche se la spesa è stata effettivamente sostenuta.

Quando non spetta il rimborso per gli anticipi effettuati dall’amministratore

Il diritto al rimborso non esiste quando le spese anticipate non sono urgenti o necessarie.

Per esempio, se l’amministratore decide di fare interventi non indispensabili o migliorativi senza prima coinvolgere l’assemblea, non può chiedere il rimborso delle somme anticipate. In questi casi, il principio è semplice: le decisioni di tipo ordinario o non urgente devono essere approvate dai condomini. L’amministratore non può sostituirsi all’assemblea senza una giustificazione valida.

Qual è il ruolo dell’assemblea condominiale

L’assemblea dei condomini rimane l’organo principale per decidere su tutte le spese del condominio. L’amministratore deve attuare le decisioni collettive, non sostituirsi a esse, salvo in casi di urgenza. Per questo motivo, il suo potere di anticipare le spese è considerato un’eccezione e non la norma. Quando interviene senza autorizzazione preventiva, deve poter dimostrare che la situazione non permetteva alternative.

Anticipi delle spese da parte dell’amministratore di condominio: come avviene il rimborso?

Per ottenere il rimborso delle somme anticipate, l’amministratore deve dimostrare in modo puntuale le spese sostenute. È necessario che presenti una documentazione completa che indichi l’importo del credito vantato, la tipologia degli interventi o delle spese effettuate e la data in cui sono stati eseguiti i pagamenti. Deve inoltre provare di aver utilizzato risorse personali, fornendo elementi che attestino la provenienza delle somme impiegate. In assenza di adeguate prove documentali, il diritto al rimborso non può essere riconosciuto (a riguardo, si può citare la sentenza n. 428 del 31 gennaio 2023, che ha rigettato il rimborso in quanto le anticipazioni fatte dalla società di amministrazioni di condominio erano state effettuate in contanti o tramite bonifici bancari tratti dal conto corrente societario).

Dal punto di vista pratico, il rimborso delle somme anticipate dall’amministratore avviene generalmente attraverso il bilancio condominiale o mediante una specifica delibera dell’assemblea. Una volta verificata la documentazione che attesta gli esborsi effettuati, l’importo viene inserito tra le spese del condominio e ripartito tra i condomini secondo i criteri previsti dalle tabelle millesimali o dalla natura della spesa sostenuta. I proprietari versano quindi le rispettive quote e il condominio restituisce all’amministratore quanto anticipato.

Se l’anticipazione riguarda una spesa urgente, l’amministratore può presentare le ricevute e le fatture alla prima assemblea utile per ottenere la ratifica dell’intervento e il riconoscimento formale del credito.

Qualora il condominio non provveda spontaneamente al rimborso nonostante la prova delle somme anticipate e la loro utilità per la gestione condominiale, l’amministratore può agire giudizialmente per ottenere il pagamento del proprio credito. In tal caso sarà un giudice a verificare la legittimità delle anticipazioni e a condannare eventualmente il condominio alla restituzione delle somme dovute.

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