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Staten Island
Case, Ville e Condomini 30 aprile 2025

Dove si trova la villa del film “Il padrino”? Curiosità su questa location


Alla scoperta di una delle case più identificative della storia del cinema: la villa del film "Il Padrino".
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Lorenzo Usai

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

La villa del film “Il Padrino” conserva l’essenza di scene diventate tra le migliori della settima arte. Scopriamo insieme, dunque, cosa si nasconde dietro questa abitazione resa celebre da una pellicola diventa un cult.

Un cult indelebile

Rappresentativo di un intero genere e riassumibile come il vero film di riferimento da cui attingere se si vuole fare questo tipo di cinema, “Il Padrino” del 1972 diretto e co-scritto da Francis Ford Coppola è un inestimabile capolavoro.

Pieno di battute citate all’infinito e in maniera multi-trasversale, è uno di quei titoli che hanno saputo oltrepassare le barriere della propria natura arrivando a farsi conoscere da chiunque (anche solo per sentito dire) ed entrando facilmente nel linguaggio comune. Come già saprete, racconta di una famiglia italoamericana nella New York degli anni 40-50 e del reticolato criminale, fatto di traffici illegali e mafiosi, che macchia l’intera città. La potenza del film risiede, però, nel fatto di non essere un classico mafia-movie, essendo profondamente basato sul romanzo di Mario Puzo, ne descrive ogni vibrazione portando il genere cinematografico ad un livello superiore.

Ricopre di un sapore noir il contesto gangster legandosi soprattutto ai valori più intensi della famiglia. In tutto questo, alcune delle sequenze di maggiore impatto (per esempio l’apertura del film stesso) vengono incorniciate proprio all’interno di una casa, luogo essenziale tra l’altro per qualsiasi famiglia.

Le scene iconiche all’interno della villa

Il Padrino inizia così, con il racconto di un uomo in penombra di cui si vede solo il volto, ma presto l’inquadratura inizia ad allargarsi e ci troviamo dietro la schiena di Don Vito Corleone, seduto alla sua scrivania, nel suo ufficio, all’interno della prestigiosa casa.

A questa scena segue poi una lunga cerimonia per il matrimonio della figlia del boss, sempre nel giardino della villa. Gli affari malavitosi dunque si mescolano indissolubilmente con quello che dovrebbe essere un giorno roseo e di infinita gioia. In questa atmosfera agrodolce in cui la luce della vita si fonde con l’oscurità della morte, ciò che rimane protetto e inviolabile è appunto la casa. Un ambiente sacro, un luogo di confine tra invitati e scagnozzi, da un lato, villa per il ricevimento e le nozze; dall’altro, quartier generale per i loschi business.

Il modo in cui questa location viene illuminata poi, è quasi come a volerla esibire senza però mostrarla fino in fondo. Un po’ come accade alle mostre d’arte, anche qui ricorrono zone di luce e d’ombra che avvolgono di mistero e fascino ogni anfratto che ci si trova davanti. Le luci non toccano appositamente alcune stanze, preferendo posarsi su determinati angoli dedicati a enfatizzare il contrasto tra le due aree. Il giardino, per esempio, in opposizione all’interno, è fiorente, pieno di colori, la musica investe di allegria questa giornata soleggiata e gruppi di persone ballano spensierati.

Insomma questa casa signorile, dopo appena 15 minuti dall’inizio del film, ci ha già saputo raccontare ciò che “Il Padrino” farà in un’intera trilogia.

Dove si trova la vera casa de “Il Padrino”

Oltre a consacrare i suoi attori (tra i più noti Al Pacino, Marlon Brando e James Caan), questa indimenticabile avventura diretta da Francis Ford Coppola ha anche elevato alcuni famosi scorci di New York a vere e proprie icone. Tante, infatti, sono le location della Grande Mela che hanno fatto da sfondo alle riprese.

Tra queste spunta la dimora della famiglia Corleone che inizialmente, nella realtà, era una semplice casa privata di Staten Island, più precisamente collocata al 110 Longfellow Avenue. Inutile dire che a partire dagli anni Settanta questo luogo ha iniziato a essere preso di mira dai tanti fan del film, curiosi di vedere l’abitazione dal vivo. Ma vediamo come tutto ha preso forma e soprattutto qual è la storia di questa dimora, divenuta un simbolo universale.

La storia

Situata nella zona di Emerson Hill a Staten Island, distretto a sud della città di New York, la villa venne costruita in perfetto stile neo-Tudor nell’anno 1930. Un’immensa abitazione privata realizzata in un quartiere residenziale, lontana da quel clima criminale che poi l’avrebbe resa famosa.

La villa è stata di proprietà della famiglia Norton fino al 2010 per poi passare a un acquirente privato per la cifra di 1,7 milioni di dollari. Dopo due anni circa, però, fu nuovamente venduta a un valore quasi raddoppiato, parliamo infatti di circa 3 milioni di dollari, motivati da ingenti lavori di ristrutturazione sia interni che esterni.

Ma arriviamo alla sua trasformazione in protagonista della pellicola “Il Padrino”. A suggerirla a Coppola fu l’attore Gianni Russo, originario proprio di Staten Island. L’interprete di Carlo Rizzi pensò subito a questa villa che immediatamente regalò suggestioni positive al regista per il suo particolare stile e decise di renderla la casa di Don Vito Corleone.

Le caratteristiche della villa de “Il Padrino”

La dimora si estende su un terreno di circa mille metri quadrati e in occasione del 50esimo anniversario del film, si è resa disponibile per un mese su Airbnb, segnando in pochissimi minuti il tutto esaurito. Varcata la porta d’ingresso ci si affaccia su un ampio soggiorno con doppio divano, camino, poltrona e una parete composta da credenze e librerie. Le camere da letto sono otto, sette sono invece i bagni e la cucina è formata da un piano cottura professionale, vari forni, un’isola e altre superfici di appoggio. Proseguendo troviamo poi la sala da pranzo, una palestra, due uffici e un pub all’inglese nel seminterrato.

Macchiata dall’ingombrante alone criminale, ma solo nella finzione, è stata ottimamente descritta anche nella grandiosa serie tv “The Offer” (che racconta le vicende dietro la lavorazione del film), come punto saldo e determinante per la riuscita del lungometraggio.

Innegabile dunque l’impatto che questa casa ha saputo imprimere nell’immaginario comune mondiale. Tra le tante case che abitano la storia del cinema, questa rimarrà sempre una delle più identificative.

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