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È obbligatorio avere un defibrillatore in condominio?
Case, Ville e Condomini 9 giugno 2025

È obbligatorio avere un defibrillatore in condominio?


Il defibrillatore può salvare vite in caso di arresto cardiaco, ma è obbligatorio installarlo in un condominio? Cosa dice la normativa italiana.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il defibrillatore automatico esterno (DAE) è presente in modo crescente in scuole, palestre, centri commerciali e luoghi ad alta frequentazione. Ma cosa succede nei contesti privati, come i condomìni? A fronte di una maggiore sensibilità verso il primo soccorso, si moltiplicano le iniziative per promuoverne l’installazione anche in ambito residenziale. Resta però una domanda centrale: l’adozione di un DAE in condominio è obbligatoria o solo consigliata? E, in caso di installazione, chi se ne assume la responsabilità?

Cos’è e come funziona un defibrillatore

Il defibrillatore automatico esterno è un dispositivo portatile che consente di ripristinare il normale ritmo cardiaco di una persona colpita da arresto, erogando una scarica elettrica controllata. Il DAE analizza il battito cardiaco attraverso elettrodi applicati sul torace e determina autonomamente se sia necessario intervenire. In tal caso, guida l’utente attraverso istruzioni vocali e visive, rendendolo accessibile anche a chi non è un operatore sanitario. La semplicità d’uso, unita all’efficacia, lo rende uno strumento essenziale per intervenire nei primi minuti, cruciali per la sopravvivenza del paziente.

Chi può usare un defibrillatore

Secondo la normativa italiana, chiunque può utilizzare un DAE in situazioni di emergenza, anche senza un corso specifico. Il Decreto Legge n. 116 del 2021 ha infatti stabilito che qualsiasi cittadino può intervenire con un defibrillatore, purché agisca in buona fede e nell’ambito di un evidente stato di necessità. 

Frequentare un corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) resta però fortemente consigliato per imparare a gestire correttamente tutte le fasi della rianimazione cardiopolmonare. In molte regioni italiane, i corsi sono promossi da enti pubblici, Croce Rossa e associazioni di volontariato.

Chi è obbligato a installare un defibrillatore

L’obbligo di installazione di defibrillatori è regolato da normative specifiche che interessano luoghi pubblici o ad elevata frequentazione. La legge 116/2021 prevede l’obbligo per:

In tali casi, la mancata installazione può comportare responsabilità civili e penali in caso di incidenti. Per le aziende e gli enti con più di 15 dipendenti è inoltre incentivata l’adozione dei DAE attraverso agevolazioni fiscali e bandi regionali.

Oltre alla presenza fisica del dispositivo, la legge richiede che sia garantita la presenza di personale formato nelle tecniche di rianimazione e utilizzo del DAE (BLSD), affinché il dispositivo possa essere effettivamente utilizzato in caso di emergenza.

Dove installare e come segnalare i DAE

Un defibrillatore deve essere installato in un luogo facilmente accessibile e ben segnalato, preferibilmente visibile da più punti dell’edificio. La collocazione ideale è in spazi comuni, come l’ingresso, l’androne o vicino all’ascensore. È essenziale che il dispositivo sia accessibile 24 ore su 24, eventualmente dotato di teca con allarme o apertura semiautomatica. 

La presenza del DAE va segnalata con appositi cartelli e, secondo le linee guida del Ministero della Salute, è buona prassi registrarlo presso il 118 locale, in modo che i soccorritori ne conoscano l’ubicazione. Alcune app regionali (come DAE RespondER in Lombardia o DAE Dove in Emilia-Romagna) permettono di visualizzare i defibrillatori più vicini.

È obbligatorio installare un defibrillatore in condominio?

Attualmente non esiste alcun obbligo di legge che imponga l’installazione di un defibrillatore nei condomini residenziali. Non rientrando tra i luoghi pubblici o con elevata affluenza, i condomìni non sono soggetti alla normativa vigente sull’obbligo dei DAE. 

Nulla però vieta che l’assemblea condominiale decida volontariamente di dotare lo stabile di uno o più dispositivi, deliberandolo con le modalità previste dal Codice Civile per le innovazioni o le spese straordinarie. La delibera può essere approvata con la maggioranza dei presenti in assemblea e almeno un terzo del valore millesimale, salvo diversa disposizione nel regolamento di condominio.

In caso di deliberazione contraria, i singoli condomini non possono installare autonomamente un defibrillatore nelle parti comuni, ma possono farlo all’interno della propria proprietà privata, assumendosene la gestione e i costi.

I benefici di avere un defibrillatore in condominio

Anche se non obbligatoria, l’installazione di un defibrillatore in condominio rappresenta un investimento nella sicurezza e nella salute collettiva. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci all’anno, spesso in ambito domestico. Intervenire con tempestività, nei primi tre minuti dall’evento, può aumentare le probabilità di sopravvivenza fino al 70%. In un contesto residenziale, dove abitano persone anziane o con patologie cardiache, la presenza di un DAE può fare la differenza tra la vita e la morte.

Oltre ai vantaggi in termini di sicurezza, un condominio dotato di DAE può essere considerato più attrattivo sul mercato immobiliare, soprattutto in quartieri ad alta densità. La disponibilità di dispositivi di primo soccorso può rientrare tra i criteri di qualità dell’edificio, incidendo positivamente sul valore degli immobili.

Alcuni Comuni offrono incentivi o contributi per l’installazione volontaria di DAE nei condomini. È quindi utile verificare con l’amministratore condominiale la possibilità di accedere a bandi locali o regionali. Inoltre, i costi di acquisto e manutenzione del dispositivo (circa €1000–1500 per l’apparecchio e €100–200 l’anno per la manutenzione) possono essere ripartiti tra i condomini come spesa straordinaria.

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