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Frazionamento immobiliare
Case, Ville e Appartamenti 13 dicembre 2024

Frazionamento immobiliare, come funziona e perché sceglierlo: tutto quello che c’è da sapere


Scopri come funziona il frazionamento immobiliare, i suoi benefici e i passaggi necessari per un investimento intelligente e sicuro nel mercato immobiliare.
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Dario Balsamo

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il frazionamento di un immobile è una pratica edilizia che permettere di suddividere un immobile in più parti, ciascuna destinata a diventare un’unità autonoma. L’utilità di questa procedura è evidente poiché, frazionare un immobile, può non solo permettere di ottimizzare l’utilizzo degli spazi ma anche far generare reddito attraverso affitti o vendite separate. È evidente però che tutto ciò ha un costo ed una procedura da seguire, tutti elementi che richiedono attenzione. È fondamentale, pertanto, conoscere le norme che regolano questa operazione, in modo da gestire correttamente tutte le fasi e prevenire problemi legali o amministrativi. 

Frazionamento catastale e urbanistico

In primo luogo, è necessario distinguere tra frazionamento urbanistico e frazionamento catastale. Il frazionamento urbanistico riguarda l’intervento edilizio vero e proprio, che modifica la pianta originaria dell’immobile, mentre il frazionamento catastale è legato alla registrazione al Catasto della nuova suddivisione e alla creazione di un nuovo subalterno per ciascuna nuova unità. Entrambe le modifiche devono essere tempestivamente comunicate al Comune e al Catasto per garantire la conformità urbanistica e catastale dell’immobile, che è essenziale per evitare problematiche in fase di compravendita o affitto.

Quando è possibile frazionare un immobile?

Il frazionamento può essere realizzato solo se l’immobile rispetta determinati requisiti:

Procedura per il frazionamento di un immobile

La procedura per il frazionamento immobiliare dipende dalle normative locali, dal piano regolatore generale (PRG) o dal regolamento edilizio. I passaggi principali da seguire sono:

Frazionamento senza opere

Il frazionamento senza modifiche edilizie si può richiedere con una semplice CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), comportando inoltre costi relativamente contenuti, i quali riguardano principalmente spese amministrative, imposte per la variazione catastale ed oneri professionali.

Frazionamento con opere

Nel caso di frazionamento con modifiche strutturali occorre invece la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ed in questo caso i costi aumentano a causa dei lavori edilizi necessari. E’ evidente infatti che in questa ipotesi i costi legati al frazionamento di un immobile comprendono numerose voci, tra cui gli oneri di urbanizzazione, l’allaccio delle nuove utenze (acqua, luce, gas) e la redazione degli attestati di prestazione energetica per le nuove unità. È importante inoltre considerare i costi per i lavori di ristrutturazione, che includono sia i materiali che la manodopera.

Frazionamento abusivo e sanatoria

Il frazionamento abusivo si verifica quando l’operazione di suddivisione di un immobile avviene senza le necessarie comunicazioni al Comune e al Catasto, configurando un abuso edilizio. In questi casi, l’immobile è considerato non conforme e il proprietario può incorrere in sanzioni amministrative e pecuniarie. Tuttavia, è possibile sanare un frazionamento abusivo presentando una CILA in sanatoria o una SCIA e pagando la relativa sanzione.

Orientamenti giurisprudenziali

Ci sono numerose sentenze in materia di frazionamento, le quali sono interessanti poiché chiariscono i vari aspetti legati al frazionamento di immobili. Ecco una rapida rassegna.

Sentenza del TAR Campania (n. 2650/2017)

Il TAR ha annullato la decisione di un comune che aveva autorizzato il frazionamento di un immobile senza considerare adeguatamente l’impatto sul piano urbanistico e sul carico urbanistico. Il tribunale ha evidenziato che il frazionamento non può essere realizzato in assenza di un’analisi completa dell’adeguatezza della zona rispetto alla capacità di supportare nuove unità abitative.

Sentenza del Consiglio di Stato (n. 1670/2019)

In questo caso, il Consiglio di Stato ha ribadito che la modifica della destinazione d’uso e la divisione di un immobile in più unità abitative, senza il necessario permesso, può configurarsi come abuso edilizio, anche se non comporta un aumento della volumetria. La corte ha sottolineato come l’intervento alteri la funzione originaria dell’edificio, giustificando l’obbligo di ottenere una regolare autorizzazione.

Sentenza della Corte di Cassazione (n. 29109/2020)

La Corte di Cassazione ha precisato che il frazionamento catastale senza opere edilizie può essere valido solo se non comporta modifiche ai servizi igienico-sanitari o alle dotazioni impiantistiche dell’immobile. Se il frazionamento porta a una situazione di insalubrità o a una mancata accessibilità ai servizi primari, l’operazione diventa irregolare e non può essere accettata senza la dovuta documentazione tecnica.

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