Link copiato!
Link copiato!
Case, Ville e Condomini 22 luglio 2024

Impianto di condizionamento dell’aria: a quali limiti deve soggiacere il condomino?


Installazione di un impianto di condizionamento in condominio: quando serve l'autorizzazione dell'assemblea? Il caso.
author-avatar
Nicola Camporese

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Con l’avanzare della stagione estiva e con l’aumentare delle temperature diventa sempre più imprescindibile la presenza di un impianto di condizionamento dell’aria nelle abitazioni di ogni cittadino.

Tuttavia, l’installazione di detti macchinari può comportare, in alcuni casi, la necessaria autorizzazione dell’assemblea condominiale, in quanto i lavori possono insistere anche sulle parti comuni dell’edificio. Di conseguenza, ci si chiede a quali condizioni l’autorizzazione assembleare è propedeutica all’installazione di un impianto di condizionamento dell’aria?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.17975/2024, rispondeva al suddetto interrogativo.



La vicenda

L’odierna vicenda traeva la propria origine dall’impugnazione da parte di un condomino di più delibere assembleari con le quali si obbligava quest’ultimo a rimuovere i condizionatori installati senza autorizzazione e, contemporaneamente, gli si negava il diritto di installarne di nuovi nella zona del cortile comune.

Il condomino, soccombente sia in primo che secondo grado, ricorreva alla Suprema Corte che, prima di enunciare il principio di diritto, andava a compiere una breve analisi sulla possibilità che detta installazione potesse comportare una modifica delle parti comuni.



L’analisi della Corte di Cassazione

Innanzitutto (in quanto pregiudiziale), è stata analizzata la questione relativa alla possibile esistenza di una delibera assembleare che obbligasse il condomino ad avere la preventiva autorizzazione dell’assemblea a eseguire i lavori. 

La Suprema Corte, sul punto, sottolineava che tale vincolo era stato imposto nelle delibere impugnate; ergo, il medesimo poteva valere solo per le installazioni successive e non per quella oggetto della vertenza.

Appurato ciò, veniva di seguito riaffermato il principio secondo il quale l’inservibilità della cosa comune non può consistere in un semplice disagio nel suo utilizzo, ma è costituito da una concreta inutilizzabilità del bene (Cass. 24960/2016). Nel caso di specie, continuava la Corte, non sussistono degli elementi che provassero l’alterazione della destinazione o l’inutilizzabilità delle cose comuni; dunque, nell’odierna controversa, non risultava necessaria una preventiva autorizzazione assembleare. 

Alla luce delle suddette considerazioni, si emanava il seguente principio di diritto:

ai sensi dell’art. 1120 c.c., l’installazione, sulle parti comuni, di un impianto per il condizionamento d’aria a servizio di una unità immobiliare, che non presupponga la modificazione di tali parti, può essere compiuta dal singolo condomino per conto proprio, in via di principio senza richiedere al Condominio alcuna autorizzazione. Il rilascio o il diniego di una siffatta autorizzazione può tutt’al più significare l’inesistenza o l’esistenza di un interesse di altri condomini a fare uso delle cose comuni in modo pari a quello del condomino determinatosi all’installazione”.

Le conclusioni

Tanto detto, la Suprema Corte ha voluto affermare che, salvo che vi siano lavorazioni (che implicano delle modifiche degli spazi comuni), non è necessario che ci sia una delibera assembleare di approvazione dei lavori di installazione di un impianto di condizionamento dell’aria.

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it