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Infiltrazioni in condominio: guida completa su cause, responsabilità e risarcimenti
Case, Ville e Condomini 13 ottobre 2025

Infiltrazioni in condominio: guida completa su cause, responsabilità e risarcimenti


Guida completa alle infiltrazioni in condominio: cause, responsabilità, risarcimenti e casi pratici. Scopri chi paga, quando interviene l’assicurazione e come prevenire i danni.
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Pietro Gualtieri

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

Le infiltrazioni d’acqua in condominio sono uno dei problemi più frequenti e complessi nella vita condominiale. Si manifestano con macchie sui soffitti, muri umidi o danni più gravi alle strutture, e spesso danno origine a discussioni tra vicini e a costi imprevisti. Capire chi deve pagare e come ottenere il risarcimento è essenziale per evitare contenziosi e risolvere rapidamente la situazione.

Cosa si intende per infiltrazioni in condominio

Le infiltrazioni si verificano quando l’acqua o l’umidità penetrano in punti non impermeabili dell’edificio, compromettendo pareti, pavimenti o soffitti. Le cause possono essere molteplici: scarsa manutenzione del tetto o dei pluviali, difetti costruttivi, materiali usurati, perdite dalle tubazioni condominiali o private, giardini pensili non impermeabilizzati, terrazzi mal coibentati o lavori edili non eseguiti a regola d’arte.

L’individuazione dell’origine del danno è fondamentale: solo così si può capire se la responsabilità spetta al condominio o al singolo proprietario.

Cosa fare quando si scopre una perdita di acqua in condominio

Se si nota una perdita all’interno del proprio appartamento, la prima cosa da fare è chiudere l’acqua per limitare i danni. Poi occorre chiamare un idraulico e avvisare l’amministratore di condominio, soprattutto se si sospetta che il problema riguardi anche altri appartamenti. Le spese iniziali per l’accertamento potrebbero ricadere sul danneggiato, ma se si scopre che la responsabilità è del condominio o di un vicino, si avrà diritto al rimborso.

Se la perdita si verifica in una parte comune, come nei vani scala o nelle cantine, è l’amministratore che deve intervento immediato, chiamando un tecnico e avviando le riparazioni.

La regola generale: responsabilità del condominio

Quando il problema proviene da parti comuni come il tetto, le gronde, i pluviali, il cortile o la colonna di scarico, la responsabilità è del condominio. L’articolo 2051 del Codice civile parla chiaro: chi ha la custodia di un bene risponde dei danni che questo provoca, a meno che non dimostri che l’evento sia stato causato da un fatto imprevedibile e inevitabile, il cosiddetto “caso fortuito”.

In pratica, se l’infiltrazione deriva da una cattiva manutenzione o da un guasto prevedibile, è il condominio a dover risarcire i danni e ad affrontare i lavori di riparazione.

Quando paga il singolo condomino

Se invece l’origine è riconducibile a una proprietà esclusiva, come un terrazzo privato o un giardino sopra un box, il proprietario ne risponde direttamente. La giurisprudenza, però, distingue tra diverse situazioni:

Chi paga in caso di infiltrazioni da mancata manutenzione

La Cassazione ha più volte ribadito che il condominio è responsabile se non esegue la manutenzione ordinaria e la manutenzione straordinaria delle parti comuni. Il dovere di mantenere l’edificio in buono stato non è facoltativo, ma un obbligo permanente. Se i danni derivano da negligenza – ad esempio pluviali ostruiti, guaine deteriorate o infiltrazioni dal tetto mai riparato – il condominio deve rispondere pienamente dei danni.

Per ottenere il risarcimento, il condomino danneggiato deve presentare una perizia tecnica che dimostri il nesso tra l’infiltrazione e la parte comune dell’edificio. I giudici valutano spesso anche la tempestività con cui l’amministratore è intervenuto o meno.

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Concorso di responsabilità tra condominio e condomino

Ci sono casi in cui le infiltrazioni dipendono in parte da beni comuni e in parte da spazi privati. Il caso più classico è quello del lastrico solare o del terrazzo a uso esclusivo.

In queste situazioni, la giurisprudenza prevede un concorso di responsabilità: le spese e i danni vengono ripartiti per due terzi a carico del condominio e per un terzo a carico del proprietario. È una soluzione di equilibrio che tiene conto sia del ruolo strutturale del lastrico (bene comune), sia del suo uso privato.

Infiltrazioni durante lavori edili

Se le infiltrazioni si verificano durante o a seguito di lavori condominiali, come il rifacimento del tetto o la posa di un cappotto termico, la responsabilità resta inizialmente in capo al condominio, che potrà poi rivalersi sull’impresa esecutrice o sul direttore dei lavori. In questi casi è importante verificare se l’assicurazione condominiale copre i danni da lavori edili, poiché non tutte le polizze prevedono questa garanzia.

L’assicurazione condominiale copre le infiltrazioni?

La polizza globale fabbricati può coprire i danni da infiltrazioni, ma solo in determinati casi. Solitamente interviene se la causa è la rottura accidentale di una tubazione o un evento imprevisto, ma non copre i danni dovuti a scarsa manutenzione, usura o difetti di costruzione. Per questo è consigliabile che l’amministratore, in accordo con l’assemblea, controlli periodicamente le condizioni di polizza e i massimali di copertura.

Infiltrazioni nel box auto

Il condomino proprietario del giardino soprastante l’autorimessa è responsabile delle infiltrazioni nell’autorimessa sottostante, causate dal livello di terreno più alto rispetto al risvolto della guaina impermeabilizzante presente nel muretto perimetrale.

Lo ha stabilito il Tribunale di Pavia, con la sentenza n. 1198 del 5 ottobre 2023. Accolta la domanda risarcitoria della proprietaria del box auto danneggiato. In assenza della prova contraria del “caso fortuito”, il proprietario del giardino, in qualità di custode, risponde dei danni. 

Infiltrazioni dal pluviale condominiale: chi paga i danni?

Il pluviale condominiale è una parte essenziale dell’impianto di scolo delle acque meteoriche. Collegato alla grondaia, convoglia le acque piovane dalla sommità dell’edificio fino a terra o verso le fognature. Secondo l’articolo 1117 del Codice Civile, i pluviali fanno parte delle “opere e installazioni destinate all’uso comune”. Ciò significa che essi appartengono alla collettività condominiale, anche quando la copertura dell’edificio è di proprietà esclusiva, come nel caso di un lastrico solare. 

Le infiltrazioni causate da un pluviale ostruito o rotto sono un problema grave. L’acqua, non riuscendo a fluire correttamente, si accumula e può penetrare nelle pareti esterne dell’edificio, provocando danni all’interno degli appartamenti. Essendo il pluviale parte comune, la sua manutenzione spetta al condominio e in caso di danni dovuti a mancata manutenzione il condominio stesso può essere chiamato a rispondere economicamente

Le spese per la manutenzione dei pluviali e degli scarichi sono a carico di tutti i condomini, in proporzione al valore delle loro unità immobiliari, ai sensi dell’art. 1123 del Codice Civile. 

Pluviale condominiale

Infiltrazioni in casa in affitto: chi paga e quando si può chiedere la riduzione del canone

Quando l’appartamento è locato, la responsabilità varia a seconda della causa del danno. Se l’infiltrazione proviene da una parte comune, paga il condominio; se deriva da una tubazione interna o da un difetto dell’immobile, risponde il proprietario-locatore.

L’inquilino, in presenza di danni o locali inutilizzabili, può chiedere la riduzione del canone di affitto, il risarcimento dei danni o, nei casi più gravi, recedere anticipatamente dal contratto. La giurisprudenza riconosce anche il diritto a essere risarciti per la perdita dell’uso dell’immobile, calcolata in base ai canoni di affitto della zona.

Le sentenze

In questo contesto meritano di essere segnalate due sentenze che hanno analizzato un aspetto cruciale riguardante le responsabilità locative e le dinamiche condominiali. 

Con sentenza emessa il 31 gennaio 2024, il Tribunale di Napoli ha stabilito che in caso di infiltrazioni attribuibili al condominio il canone di locazione può essere ridotto. Pertanto, il locatore è tenuto alla restituzione pro quota se parte dei locali diventa inagibile. Tale riduzione persiste fino al completo recupero della fruibilità dell’immobile.

Invece, la sentenza emessa dal Tribunale di Roma (n. 10151 del 22 giugno 2022) ci fornisce un’occasione per riflettere fino a che punto un conduttore può giustificare il mancato pagamento dei canoni di locazione in presenza di difetti o danni all’immobile.

In conclusione, il conduttore che intenda avvalersi dell’eccezione d’inadempimento in presenza di infiltrazioni o altri gravi difetti dell’immobile locato deve dimostrare concretamente come tali problemi rendano l’immobile sostanzialmente inagibile o compromettano gravemente il suo utilizzo

Infiltrazioni della colonna fognaria: cosa deve risarcire il condominio?

Il condominio deve risarcire i danni provocati da infiltrazioni d’acqua provenienti dalla colonna fecale se non dimostra il caso fortuito.

La colonna di scarico è un bene di proprietà comune, pertanto, il condominio, in quanto custode delle parti comuni, risponde dei danni ex art. 2051 c.c., a meno che non riesca a dimostrare il caso fortuito, ossia un fattore estraneo, imprevedibile ed inevitabile, idoneo ad interrompere il rapporto causa-effetto tra cosa in custodia e danno riportato dal locale del singolo condomino.  

È quanto emerge dalla sentenza del Tribunale di Cassino n. 1080 del 27 luglio 2022.

Mancata collaborazione del condominio

Può accadere che l’amministratore o l’assemblea non agiscano con la necessaria tempestività.
In questo caso il condomino danneggiato può inviare una diffida formale al condominio, anche tramite PEC, chiedendo l’immediato intervento.

Se non ottiene risposta, può rivolgersi al giudice per un’azione d’urgenza o, in casi estremi, procedere ai lavori in autonomia e chiedere successivamente il rimborso. La mancata collaborazione del condominio, quando i danni peggiorano nel tempo, può costituire un’aggravante di responsabilità.

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Casa con infiltrazioni svenduta o non affittata? Risarcisce il condominio

Una sentenza del Tribunale di Palermo, la n. 2140 datata 8 maggio 2023, ha trattato un caso di infiltrazioni nell’appartamento con conseguente diminuzione del prezzo in caso di vendita.

Il caso riguarda un condominio nel quale una signora, stanca dei continui ritardi nel porre fine alle infiltrazioni subite nel proprio appartamento e provenienti dal lastrico solare di copertura dell’edificio condominiale, decide di citare il condominio in giudizio e chiedere la condanna del condominio al risarcimento dei danni subiti nel suo appartamento per le infiltrazioni subite oltre che il risarcimento derivante dal minor valore dell’immobile che, nel frattempo era riuscita a vendere, anzi a svendere.

Il giudice ha dato ragione alla proprietaria, che ha ottenuto un risarcimento di oltre 16 mila euro, pari alla differenza fra la proposta di acquisto al prezzo di 105 mila euro e l’effettivo corrispettivo ottenuto dall’acquirente, sotto i 90 mila euro.

Danni risarcibili: materiali e morali

Il risarcimento non riguarda solo gli aspetti materiali. Oltre ai danni a muri, pavimenti e arredi, la giurisprudenza riconosce anche danni non patrimoniali, come il disagio o la sofferenza derivante dal vivere in un ambiente insalubre. Per questo motivo, il Tribunale di Napoli (con la sentenza del 25 gennaio 2025) ha riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale da infiltrazioni d’acqua, con costi ripartiti tra il proprietario del terrazzo e il condominio.

Il giudice ha inoltre precisato che il proprietario dell’unità immobiliare danneggiata ha diritto al risarcimento anche se, in qualità di condomino, è tenuto a contribuire alle spese di riparazione delle parti comuni.

Inoltre, se l’appartamento non è più utilizzabile, il proprietario può chiedere un risarcimento pari al valore locativo dei locali inutilizzabili. Sono stati riconosciuti anche risarcimenti per mancato incasso dell’affitto, quando il conduttore ha lasciato l’immobile a causa delle infiltrazioni.

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Quando il responsabile delle infiltrazioni in condominio è il costruttore

Non sempre la responsabilità è del condominio. Quando le infiltrazioni derivano da vizi originari di costruzione, può essere chiamato in causa il costruttore. L’articolo 1669 del Codice civile stabilisce che quest’ultimo risponde dei gravi difetti di costruzione per un periodo di dieci anni dalla consegna dell’edificio. Il condominio deve dimostrare, con adeguate prove tecniche, che le cause del danno risalgono al momento della costruzione o alla cattiva esecuzione dei lavori.

Quando il condominio deve intervenire con urgenza

Se le infiltrazioni compromettono la stabilità dell’edificio o l’abitabilità dei locali, l’amministratore ha il dovere di intervenire immediatamente, senza attendere l’approvazione dell’assemblea. Le spese potranno essere ratificate successivamente, ma l’omissione dell’amministratore in presenza di un rischio concreto può configurare una responsabilità personale.

Lo strumento più utile in queste circostanze è quello previsto dall’art. 700 c.p.c., secondo cui:

Chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d’urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito”.

L’utilizzo di questo strumento trova conferma in una decisione del Tribunale di Catanzaro, che, con l’ordinanza n. 1157 del 26 maggio 2023, ha accolto il ricorso proposto ex art. 700 c.p.c. dai proprietari di un appartamento sito al quinto piano di un edificio condominiale e del vano deposito al sesto, condannando l’ente di gestione a effettuare immediatamente i lavori indicati dal consulente tecnico d’ufficio per il ripristino dell’abbaino condominiale, oltre che per il rifacimento del manto di copertura dell’edificio.

Come prevenire le infiltrazioni in condonomio

La prevenzione è l’arma più efficace per evitare danni e contenziosi. Una manutenzione regolare di tetti, terrazzi, grondaie e pluviali è il primo passo per ridurre il rischio di infiltrazioni.

È consigliabile programmare ispezioni periodiche, controllare il corretto deflusso delle acque meteoriche e verificare lo stato delle impermeabilizzazioni. Investire in interventi di prevenzione significa proteggere il valore dell’immobile e ridurre le spese future.

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