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riscaldamento
Case, Ville e Condomini 17 ottobre 2022

Ospedali, asili e… : tutti i luoghi dove il riscaldamento non sarà tagliato


La riduzione delle giornate in cui sarà consentito riscaldare gli ambienti non interesserà alcuni ambienti strategici: ecco quali sono.
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Mario Mazzarò

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Nelle stesse giornate in cui il governo presieduto da Mario Draghi si appresta a passare il testimone ad un nuovo esecutivo (con ogni probabilità guidato da Giorgia Meloni), il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha comunicato agli italiani le nuove regole che dovranno seguire per quanto riguarda il riscaldamento delle abitazioni durante l’inverno.

Ad essere oggetto dei nuovi limiti sono gli ambienti riscaldati tramite impianti di climatizzazione alimentati a gas naturale. Una risorsa che rischia di essere sempre meno disponibile per il nostro Paese viste le molte incertezze per il prossimo futuro che riguardano le forniture provenienti dalla Russia.

Limiti e regole per il riscaldamento, le zone in cui viene suddiviso il territorio italiano

Il decreto firmato dal titolare del dicastero si basa sul Piano di riduzione dei consumi che dovrebbe consentire al nostro Paese di trascorrere la stagione invernale senza il ricorso ad ulteriori razionamenti.

La normativa riguarda tutti i cittadini del territorio nazionale, che viene suddiviso in sei differenti zone individuate in base alle diverse esigenze di riscaldamento durante i mesi più freddi.

Si passa dalle 5 ore giornaliere di riscaldamento consentite per la zona A (quella con le località dal clima più mite) nel periodo compreso tra l’8 dicembre e il 7 marzo, fino alle 13 ore quotidiane della zona E, che presenta temperature medie molto più severe: qui i cittadini potranno accendere il riscaldamento dal 22 ottobre al 7 aprile.

Non esiste alcuna limitazione solamente nella zona F, quella che ingloba le aree più elevate di Alpi e Appennini.


Leggi Anche: RISCALDAMENTO INVERNO 2022: LA LISTA COMPLETA DELLE ZONE CLIMATICHE


Le riduzioni del periodo di riscaldamento e quali ambienti saranno esentati

In sostanza, rispetto alla normativa in vigore prima dell’introduzione del decreto, si tratta di una riduzione complessiva di 15 giorni per quanto riguarda il periodo di accensione. La restrizione è di un’ora per quanto attiene alla durata giornaliera.

Nel testo infine vengono specificate le eccezioni che non dovranno sottostare ai nuovi limiti.

Parliamo degli edifici adibiti a luoghi di cura, delle scuole materne, degli asili nido, delle piscine, dei centri benessere e degli ambienti al cui interno vengono svolte attività industriali.

Anche le amministrazioni locali potranno emettere in maniera autonoma delle deroghe per singoli casi in cui verrà prevista un’esenzione.

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