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Perché le facciate delle case ci sembrano volti umani?
Case, Ville e Condomini 1 dicembre 2024

Perché le facciate delle case ci sembrano volti umani?


Chi non ha mai individuato un volto umano nelle nuvole, negli interni di un’auto e nella facciata di una casa? Si tratta di un fenomeno chiamato pareidolia.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Due finestre spalancate che somigliano a degli occhi increduli. Un portone semiaperto sembra una bocca sbalordita. Può essere una delle tante e inquietanti sensazioni che si avvertono osservano la facciata di una casa. Alcuni esterni sembrano nascondere dei volti umani. È quello che accade, per esempio ai protagonisti del film thriller “La casa dalle finestre che ridono”; si sentono osservati dalla facciata Liberty della villa Boccaccini a Comacchio, dove il regista Pupi Avati ambientò alcune scene del suo capolavoro. 

Il cinema riesce a guardare oltre le apparenze, giocando in questo caso con l’immaginazione di una casa che si rivela custode di segreti e indicibili misteri. La verità della mente però, è più semplice della finzione, infatti non sono le case a sembrare volti umani, ma è il nostro cervello a essere programmato per vedere volti ovunque. È un’illusione suggestiva chiamata pareidolia, un meccanismo naturale che trasforma l’architettura in qualcosa di vivo. Scopriamo cosa può accadere osservando la facciata di una abitazione, e come riconoscere le emozioni attraverso l’architettura e il design.

Perché vediamo le facce negli oggetti?

Chi di noi non ha mai individuato un volto nelle nuvole, negli interni di un’auto o, appunto, nella facciata di una casa? Questo accade perché il nostro cervello è programmato per riconoscere forme familiari, in particolare i volti, anche dove non ci sono.

Secondo gli studiosi, questa capacità è il risultato di un adattamento evolutivo. Infatti, per i nostri antenati, riconoscere rapidamente un volto o una figura umana tra mille insidie e pericoli, poteva fare la differenza tra la vita e la morte. A quel tempo si viveva stando in guardia, poiché un predatore poteva mimetizzarsi nella foresta o riconoscere un potenziale alleato in lontananza poteva essere determinante per la sopravvivenza. Questa necessità, come tante altre, ha plasmato e adattato il nostro cervello durante l’evoluzione dell’uomo.

Pareidolia 1

La spiegazione a questo fenomeno si trova nelle aree cerebrali coinvolte nella percezione dei volti, come la parte del lobo detta “giro fusiforme”. Per il nostro cervello, due finestre e una porta possono somigliare a occhi e bocca, innescando così questa suggestione. È un meccanismo tanto rapido quanto automatico: in sostanza, vediamo ciò che vogliamo (o ci aspettiamo) di vedere. Questo fenomeno si chiama “pareidolia”. 

Che cosa vuol dire pareidolia?

La pareidolia è il termine scientifico di questo fenomeno. Deriva dal greco e si può tradurre come “vicino all’immagine“. Si tratta di un’illusione subcosciente che ci porta a interpretare delle forme casuali come fossero qualcosa di significativo e familiare, spesso un volto umano. Anche le figure antropomorfe, come molti animali rappresentati nella mitologia greca, sarebbero un richiamo indiretto a questo meccanismo mentale. In antichità, questo tipo di rappresentazione serviva spesso a simboleggiare qualità o poteri divini legati a entrambe le nature, quella umana e quella animale.

Non sono solo percezioni visive. Esiste anche una pareidolia acustica, quando, per esempio, sentiamo parole o frasi in rumori casuali, come nei presunti messaggi subliminali nascosti nelle canzoni.

Esempi di pareidolia

La pareidolia, definita anche “illusione pareidolitica”, è molto più comune di quanto si pensi. La mente associa oggetti a volti umani anche in altri casi, come quelli seguenti, tra i più comuni:

Pareidolia 2

Perché le facciate delle case sembrano volti umani?

Le facciate delle case sono un perfetto esempio di pareidolia. Questo, perché possiedono elementi simmetrici e ordinati che il nostro cervello associa automaticamente ai tratti di un volto.

Ecco quali sono gli elementi che “costruiscono” un volto:

Come riconoscere le emozioni osservando la facciata di una casa

I “volti” delle case possono generare emozioni, quali paura o gioia. Gli stili architettonici sviluppati nei secoli e l’estetica, hanno contribuito ad ampliare lo spettro emozionale. Quindi, la posizione e la forma degli elementi possono suggerire le seguenti emozioni:

Pareidolia 3

L’architettura utilizza la pareidolia per emozionare

La pareidolia non si limita alla percezione inconscia e quotidiana, ma è diventata anche un fenomeno culturale e artistico. Fotografare facciate che sembrano volti è una passione per molti, come testimoniano interi reportage fotografici dedicati a “case dai tratti umani”. 

Inoltre, alcuni architetti hanno sfruttato consapevolmente questa tendenza per progettare edifici che sembrano volti, accentuando la connessione tra l’architettura e le emozioni umane.



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