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Senior cohousing e cohousing intergenerazionale: un nuovo modello di convivenza
Case, Ville e Condomini 18 ottobre 2024

Senior cohousing e cohousing intergenerazionale: un nuovo modello di convivenza


La legge 23 marzo 2023 n. 33 (così detto Decreto anziani) segna una svolta importante nella regolamentazione di queste nuove forme di coabitazione.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un recente studio effettuato dal Consiglio Nazionale del Notariato offre un primo inquadramento normativo sul senior cohousing e sul cohousing intergenerazionale, che rappresentano forme innovative di coabitazione, basate su solidarietà e condivisione, favorendo risparmi economici, rigenerazione urbana e maggiore sicurezza sociale.

Case troppo grandi, anziani sempre più soli

Con il passare degli anni, sempre più anziani si trovano a vivere in case di proprietà spesso troppo grandi per le loro attuali esigenze. Queste abitazioni, svuotate dal tempo e non più adatte al nucleo familiare originario, richiedono inoltre frequenti interventi di manutenzione, essendo costruzioni spesso datate. A ciò si aggiunge il fatto che la popolazione anziana rappresenta uno dei gruppi economicamente più vulnerabili.

I dati parlano chiaro: l’Istat prevede che la quota di individui con 65 anni o più passerà dal 23,5% nel 2021 al 34,9% nel 2050. Tra vent’anni, circa 10,2 milioni di persone vivranno sole, con una netta crescita della popolazione anziana che raggiungerà il 60% di questo totale.

Questo cambiamento demografico richiede un ripensamento delle politiche sociali e assistenziali, per affrontare al meglio le esigenze abitative e di assistenza di una popolazione in continua crescita.

Il senior cohousing e il cohousing intergenerazionale potrebbe essere una delle soluzioni abitative innovative per affrontare le esigenze degli anziani e favorire l’integrazione sociale tra generazioni. Ma cosa prevedono questi modelli di convivenza e quale è il quadro normativo di riferimento? La legge 23 marzo 2023 n. 33 (così detto Decreto anziani) segna una svolta importante nella regolamentazione di queste nuove forme di coabitazione.

Cos’è un contratto di senior cohousing o di cohousing intergenerazionale? 

Il senior cohousing e il cohousing intergenerazionale rappresentano forme di convivenza solidale in cui anziani, o anziani e giovani, condividono spazi abitativi e servizi comuni, promuovendo una vita comunitaria che mira al benessere collettivo. Il cohousing si distingue per l’assenza di rapporti affettivi tra i coabitanti, i quali non sono vincolati da legami di coppia o familiari. 

Le abitazioni possono essere di proprietà privata o pubblica, e gli accordi possono essere regolati tramite contratti di compravendita, locazione o comodato d’uso gratuito, sempre accompagnati da un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento.

Chi può stipulare questi contratti? 

Il contratto di cohousing può essere stipulato da due o più persone maggiorenni, che decidono volontariamente di condividere un’abitazione e di aderire a un progetto di vita in comune. Gli individui coinvolti, definiti “coabitanti solidali”, non devono essere legati da unioni affettive o da rapporti di assistenza morale e materiale. 

Per garantire la sicurezza e la trasparenza delle condizioni di coabitazione, è previsto che i contratti siano redatti per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio e successivamente trascritti nei registri immobiliari. Il regolamento interno disciplina, tra l’altro, le modalità di partecipazione alla convivenza e la gestione dei servizi comuni.

Cosa ha previsto la legge 23 marzo 2023 n. 33?

La legge 23 marzo 2023 n. 33 ha formalmente riconosciuto il senior cohousing e il cohousing intergenerazionale come nuove soluzioni abitative, delegando al Governo l’emanazione di decreti attuativi per disciplinare le politiche abitative a favore degli anziani. 

Tra i principali vantaggi, queste forme di convivenza offrono la riduzione dei costi abitativi, un miglioramento della sicurezza e un incremento dell’interazione sociale, con impatti positivi sulla qualità della vita degli anziani. Il Notariato, attraverso lo studio “Accordi di convivenza solidale tra anziani”, sollecita ulteriori interventi legislativi per garantire una regolamentazione chiara e adeguata a rispondere alle esigenze emergenti di questo fenomeno.

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