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Si può vivere in un faro?
Case, Ville e Condomini 27 marzo 2025

Si può vivere in un faro?


Sempre più persone cercano luoghi alternativi dove vivere o rifugiarsi. I fari italiani, un tempo sentinelle solitarie del mare, tornano spesso a nuova vita.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

C’è chi scappa dalla città, chi sogna una vita più lenta e chi cerca luoghi-rifugio dove vivere fuori dal tempo. Negli ultimi anni sempre più persone hanno scelto soluzioni abitative alternative: case economiche da ristrutturare in località a rischio spopolamento, costruzioni sostenibili sugli alberi, van riconvertiti. Ma tra tutte, ce n’è una che continua ad affascinare: vivere in un faro.

Non è solo romanticismo, ma spesso è il richiamo di un’esistenza essenziale, coccolata dalle onde del mare e accarezzata dal vento. Lo sa bene Tom Sherbourne, protagonista del celebre romanzo “La luce sugli oceani” di M.L. Stedman, che trova rifugio proprio in un faro su un’isola remota. Per lui, bastava “stare sulla sua isola, in compagnia del vento e del mare”, come se quel mondo sospeso fosse tutto ciò di cui aveva bisogno.

Oggi molti fari italiani sono stati riconvertiti in resort esclusivi o affidati in gestione con bandi pubblici, a chi ha deciso di cambiare vita e vivere come guardiano del faro. Alcuni si possono affittare per una notte, altri per cinquant’anni. Come nei romanzi in cui il faro diventa rifugio o punto di ripartenza, anche nella realtà è possibile vivere così, sospesi tra il mare e il vento. Scopriamo dove e come vivere in un faro. 

Come diventare guardiani di un faro?

Un tempo era un mestiere solitario e fondamentale. Il guardiano del faro, detto anche farista, viveva isolato, con il compito di tenere accesa la lanterna ogni notte. Oggi, con i sistemi di controllo remoto, questa figura è quasi scomparsa. Di fatto, restano meno di cento faristi in tutta Italia, incaricati solo della manutenzione periodica. Per chi volesse intraprendere questa strada, è possibile frequentare corsi per entrare nel Servizio dei Fari della Marina Militare. Ma, vivere in un faro oggi non vuol dire necessariamente essere un guardiano.

Si può vivere in un faro?

In Italia, alcune di queste strutture sono state assegnate attraverso bandi o annunci pubblici, come accaduto per le case cantoniere, un tempo riservate ai lavoratori delle ferrovie. La tecnologia ha sostituito la figura del guardiano farista, senza più il bisogno di una presenza fissa, aprendo la strada a nuove possibilità. Per questo, diversi fari sono stati riconvertiti in case, luoghi d’accoglienza, centri culturali o strutture ricettive. Sono stati avviati progetti come “Valore Paese Italia – Fari”, nati per ridare vita a questi luoghi. Così, il sogno di vivere in un faro può diventare realtà, anche solo per un weekend o una stagione. A patto di fare i conti con umidità, vento e solitudine: un prezzo che molti sono disposti a sostenere, pur di vivere sospesi tra cielo e mare.

Come si affitta un faro

Queste sentinelle solitarie del mare appartengono allo Stato, in particolare al Demanio o al Ministero della Difesa. Questi fabbricati rientrano nella categoria catastale del gruppo E/6, assieme ai semafori e alle torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale, dove un tempo si poteva vivere per dare la carica agli orologi pubblici. 

Dal 2015, alcuni fari sono stati concessi in affitto per periodi fino a 50 anni, a privati, associazioni o imprese, attraverso bandi pubblici. Di solito, per questa tipologia di progetti, gli assegnatari devono farsi carico della ristrutturazione e della gestione, secondo criteri di sostenibilità e compatibilità ambientale. I requisiti sono indicanti nei bandi pubblici. 

Al momento non risultano bandi attivi, ma negli anni passati sono stati assegnati fari in tutta Italia, dalla Sicilia alla Toscana.

Quanti fari ci sono in Italia e come cercare quelli in affitto

La rete nazionale dei segnalamenti marittimi, gestita dal Servizio della Marina Militare, copre le coste della penisola, delle isole e i principali porti di interesse nazionale. In totale comprende 874 ausili alla navigazione, tra cui 147 fari attivi e 727 fanali, incluse mede e boe luminose. La maggior parte è ancora sotto il controllo della Marina Militare, ma molti sono stati affidati in concessione. Per chi volesse cercarne uno da affittare, il consiglio è tenere d’occhio i siti ufficiali di Agenzia del Demanio e Difesa Servizi, iscrivendosi alle newsletter per ricevere aggiornamenti sui bandi pubblici.

Dove si può dormire in un faro in Italia?

Se vivere stabilmente in un faro dipende dai bandi pubblici, dormire almeno una notte è alla portata di molti. Alcuni fari sono in fase di recupero, dalle isole Tremiti all’isola d’Elba, passando per Ustica, Siracusa e le Egadi. Altri sono stati trasformati in resort esclusivi in location mozzafiato. Ecco i più suggestivi, tra i tanti, dove è possibile alloggiare in un faro:

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