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Rockport, Maine
Case, Ville e Condomini 29 gennaio 2025

Villa Whipstaff, la dimora del film Casper ispirata a Gaudì


Il castello del fantasmino più celebre degli anni Novanta ricorda una delle opere più celebri del genio architetto catalano. Scopriamo quale.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il 2025 segna un anniversario speciale per tutti gli amanti del cinema anni ’90: il film “Casper” compie trent’anni. Questo fantasy umoristico diretto da Brad Silberling ha esordito nel 1995, conquistando subito un posto d’onore nei cuori di tanti giovani spettatori, grazie alla storia del dolce fantasmino e all’uso pionieristico di effetti speciali elaborati dalla computer grafica CGI (computer generated imagery). 

Uno degli elementi più iconici della pellicola è la dimora in cui vivono il fantasmino e i suoi stravaganti zii. Il film è infatti ambientato a Villa Whipstaff, un castello dall’architettura insolita e misteriosa, ispirata a uno dei grandi maestri del modernismo catalano, l’architetto spagnolo Antoni Gaudí, l’architetto di della Sagrada Familia. Scopriamo le caratteristiche di questa location. 

Dove si trova il castello del film Casper? 

Molte scene del film si svolgono nel castello Whipstaff Manor, che nella fantasia del film sorge sulle scogliere di Friendship, cittadina fittizia del Maine. La cittadina è inventata, ma le riprese di alcune scene esterne si sono svolte davvero nello Stato americano del Maine, in particolare nella zona di Rockport, vicino alla turistica Camden, per restituire l’atmosfera delle piccole città del nord-est statunitense. 

Ma il castello esiste davvero? 

Nella realtà non esiste come edificio storico, infatti gli interni sono stati realizzati negli Universal Studios di Los Angeles, dove è stato creato un gigantesco set in studio. Le mura, le torri e le sale gotiche sono frutto di un abile lavoro di scenografia allestito a Hollywood. 

Questa scelta ha alimentato negli anni le leggende su questo luogo fiabesco (o “spettrale”, nel caso di Casper), innescando una vera e propria caccia al castello del fantasmino, che non porta a Hollywood ma ci riporta nella Spagna di Gaudí. Scopriamo dove.

Il castello di Casper ispirato a una delle case più celebri

Il design di Whipstaff Manor fu concepito per discostarsi totalmente dallo stereotipo delle case stregate in stile vittoriano. La produzione, con in testa il regista Brad Silberling, desiderava proporre al pubblico un’architettura sinuosa, fiabesca, che incarnasse meglio la personalità amichevole del fantasmino.

A suggerire l’idea, all’epoca fu lo scenografo Leslie Dilley, ispirandosi all’arte e all’architettura di Antoni Gaudí, l’architetto della Sagrada Familia, celebre per lo stile dalle forme curve, i giochi di luce e i particolari cromatismi degli edifici

Questa influenza si nota soprattutto nei tetti a spirale, nelle finte piastrelle dalla linea morbida e nelle scale o strutture lignee che ricordano la fluidità degli spazi gaudiani. 

Perfino certe decorazioni interne, come gli stipiti o gli archi ben visibili nel film, presentano quel tratto “organico” che ha reso unica l’opera di Gaudí. Se si osservano, ad esempio, le forme ondulate del legno, si può intravedere un richiamo alle sculture e alle curve presenti in opere come Casa Batlló, nel cuore di Barcellona.

La storia del castello e altre curiosità sugli allestimenti

La scelta di una “casa spettrale” per ospitare Casper e i suoi zii fu dettata soprattutto dall’esigenza narrativa: Whipstaff Manor doveva essere un luogo remoto, pieno di stanze e passaggi segreti, ideale per generare situazioni comiche e avventurose. 

Sebbene nel film si parli di una dimora ereditata dalla perfida Carrigan Crittenden, determinata a scoprirvi un tesoro nascosto, la struttura fu costruita ex novo nei teatri di posa a Hollywood. Alcuni elementi di scena, come i corridoi labirintici o le scale monumentali, furono realizzati in più sezioni per consentire riprese da angolazioni diverse. 

Altra curiosità, tra le tante: l’idea di mescolare l’ambiente gotico a quello più “surreale”, è perfettamente in linea con l’uso massiccio della computer grafica che si affacciava per la prima volta in quegli anni. Casper fu infatti uno dei primi lungometraggi in cui il protagonista – il fantasmino – veniva realizzato integralmente in CGI. Gli attori Christina Ricci e Bill Pullman recitarono su un set fisico, immaginando di poter parlare con il fantasmino che venne aggiunto in digitale nella fase di post-produzione. 

Cosa rappresenta la Casa Batlló?

Per comprendere la vera eredità di Gaudí sul set di Casper bisogna soffermarsi su Casa Batlló, uno degli edifici più iconici del genio catalano. L’opera si trova a Barcellona, ​​e si distingue per la facciata ondulata ricoperta di ceramiche variopinte che riflettono la luce come un fondale marino. Grazie all’effetto cangiante dei materiali, la superficie sembra prendere vita, evocando un mare in movimento o, secondo altre interpretazioni, il dorso di un drago. 

Casa Battlò

Gli elementi strutturali richiamano ossa e forme naturali, mentre all’interno si trovano scale organiche, lucernari a guscio di tartaruga e dettagli in legno o ferro battuto, tutti pensati per fondere bellezza e funzionalità.

In Casper, la “mano” gaudiana si avverte nei tetti dalla forma insolita, nei corrimani e nelle balaustre con motivi floreali, nonché in certe decorazioni che sembrano ispirate alle squame del drago di Casa Batlló. Lo stesso spirito di Gaudí, libero da schemi e guidato dalla fantasia e dalla natura, si riflette negli ambienti di Whipstaff Manor, trasformando il set cinematografico in qualcosa di più di una semplice casa infestata: una cattedrale del surreale, un palazzo “vivo” in cui si muovono i simpatici fantasmi.

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