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Tranvia Opicina, Trieste
Infrastrutture ed Edifici Pubblici 4 ottobre 2024

Alla scoperta di Trieste attraverso il suo storico tram 2 o Tranvia Opicina


Andiamo alla scoperta del tram 2 di Trieste: un viaggio unico tra storia, panorami e cultura.
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Riccardo Liguori

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il tram 2 di Trieste, meglio conosciuto come la Tranvia di Opicina, non è solo un mezzo di trasporto: è un viaggio nel tempo e nello spazio, alla scoperte della città e i suoi dintorni da una prospettiva unica. 

Attivo fin dal 1902, il tram parte dal cuore del capoluogo friulano, piazza Oberdan, e percorre un tragitto di circa 5 km, collegando il centro cittadino alla località di Opicina, situata sull’altopiano carsico. 

Questo percorso regala ai viaggiatori la possibilità di ammirare panorami unici sul golfo di Trieste e di immergersi in un’atmosfera che richiama i fasti del passato.



Le caratteristiche del tram 2 di Trieste

Ciò che rende il tram 2 di Trieste così speciale è la sua natura ibrida: è l’unico tram in Europa dotato di un sistema misto che combina la trazione elettrica con una funicolare. Questo ingegnoso meccanismo si rende necessario per affrontare il forte dislivello di quasi 400 metri tra il centro città e Opicina, con pendenze che in alcuni tratti raggiungono il 26%.

Non solo un mezzo di trasporto, quindi, ma una vera sfida ingegneristica che ha resistito al passare del tempo e delle tecnologie, diventando un simbolo dell’orgoglio cittadino.

Il percorso del tram, che si snoda tra le stradine di Trieste, si fa subito ripido una volta usciti dal centro. È proprio in questi tratti più scoscesi che entra in funzione la funicolare: i tram si agganciano a speciali vagoni di supporto che li aiutano a superare i tratti più impervi. Una volta arrivati sull’altopiano, il tram riprende il suo normale funzionamento elettrico, permettendo ai passeggeri di godersi la vista dall’alto e di respirare l’aria fresca del Carso triestino.

Un viaggio tra storia e natura

Lungo il percorso del tram 2, a ogni fermata, si aprono sentieri e passeggiate che portano alla scoperta di angoli nascosti di Trieste e della natura circostante. Uno dei punti più spettacolari è il tratto che si affaccia sul golfo, da cui si può ammirare la città in tutta la sua bellezza, con il mare che si stende all’orizzonte e le colline verdi che la circondano.

Il viaggio sul tram 2 è reso ancora più affascinante dagli interni dei vagoni: le panchette in legno e le grandi finestre che si affacciano sul paesaggio offrono ai passeggeri un’esperienza nostalgica, come se ci si trovasse in un romanzo del primo Novecento.



Italo Svevo e il tram di Opicina

Anche la cultura triestina è legata indissolubilmente al tram 2. Tra i suoi illustri viaggiatori vi era lo scrittore Italo Svevo, pseudonimo di Aron Ettore Schmitz. Svevo utilizzava il tram di Opicina per raggiungere Villa Letizia, la casa delle vacanze estive della sua famiglia.

La bellezza del percorso e la sua unicità ispirarono lo scrittore, che descrisse suggestivamente il tratto panoramico in uno dei suoi racconti, “Come non si deve guidare”. Lungo quel percorso, Svevo si perdeva nelle riflessioni e nei ricordi, mentre osservava il paesaggio mutare lentamente, come in un sogno.

Tram 2, un simbolo che resiste al tempo

Nonostante i cambiamenti tecnologici e le sfide economiche che la città ha affrontato nel corso degli anni, il tram 2 di Trieste è riuscito a sopravvivere. Il servizio ha subito diverse interruzioni e restauri nel corso del tempo, ma la determinazione dei triestini a preservare questo simbolo del loro passato è stata più forte di ogni difficoltà.

Oggi, il tram continua a trasportare non solo cittadini, ma anche turisti che desiderano scoprire la città in modo originale e autentico.

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