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La Centrale Idroelettrica Taccani
Infrastrutture ed Edifici Pubblici 17 aprile 2025

La Centrale Idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda è un gioiello Liberty


La Centrale Idroelettrica Taccani è un esempio di architettura industriale in stile Liberty: ecco la storia e le caratteristiche.
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Vinci Formica

Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

A Trezzo sull’Adda c’è una centrale idroelettrica che riveste un grande interesse come luogo di archeologia industriale e come architettura di pregio artistico. Si tratta della Centrale Idroelettrica Taccani, una delle tante presenti lungo il fiume Adda (tutte di inizio Novecento), come: la Esterle e la Bertini di Cornate d’Adda, la Rusca di Cassano, la Semenza di Calusco d’Adda e quella di Crespi d’Adda. 

Sono testimonianza del profondo cambiamento dell’area lombarda tra fine Ottocento e inizio Novecento, cambiamento che ha investito la produzione dell’energia, l’economia, il tessuto sociale e il paesaggio. Scopriamo insieme laa storia della centrale idroelettrica di Trezzo e com’è fatta

La storia della Centrale Idroelettrica Taccani

La Centrale sorge nel comune di Trezzo sull’Adda sulla riva destra del fiume, in particolare sotto il promontorio roccioso che conserva i resti del Castello Visconteo del Trecento. L’area viene acquistata nel 1894 da Cristoforo Benigno Crespi, capostipite della famiglia Crespi e industriale della produzione del cotone, il quale voleva realizzare una centrale che, sfruttando l’energia dell’acqua, potesse fornire energia al complesso di Crespi d’Adda, che è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 1995. 

L’industriale ottenne le concessioni per la produzione di energia elettrica e nel 1903 costituì la “Società Anonima per le Forze Idrauliche di Trezzo sull’Adda Benigno Crespi”. Dopo degli studi preliminari sulla nuova centrale effettuati alcuni anni prima, nel 1897, dall’ingegner Pietro Brunati (già progettista del Villaggio Crespi) il progetto tecnico della centrale viene affidato agli ingegneri Adolfo Covi, Alessandro Taccani e Oreste Simonatti.

L’inizio dei lavori, con la posa della prima pietra, avviene l’11 luglio 1904 e la centrale entra in funzione nel 1906

Oggi, la Centrale Taccani, di proprietà dell’Enel e tuttora in funzione, è tutelata per il suo valore storico e architettonico e valorizzata dalle attività del Parco Regionale Adda Nord, di cui fa parte. 

Come si può visitare

È visitabile solo tramite visite guidate dall’1 marzo al 5 novembre in date programmate e con prenotazione obbligatoria con la Pro Loco di Trezzo.

Com’è fatta la Centrale Idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda

La centrale oggi conserva esattamente la struttura originaria.

Il progetto architettonico viene affidato all’architetto Gaetano Moretti, che aveva già lavorato per la famiglia Crespi. La richiesta di Cristoforo Benigno Crespi era di realizzare un edificio che si armonizzasse con il contesto paesaggistico naturale e anche con il Castello Visconteo e, per questo motivo Moretti, ricoprì il cemento della struttura con la pietra locale, il ceppo dell’Adda, estratta dal fiume.

La struttura si presenta con un edificio centrale più alto, che ospita la sala comandi, e due ali laterali di diversa lunghezza, per la sala macchine e le turbine. Spiccano la presenza di moduli verticali e la sommità frastagliata, che richiamano rispettivamente la forma della torre medievale e le sue merlature.

L’edificio presenta molti elementi in stile liberty, tipico di quel periodo, come le vetrate, i decori sinuosi, i lampioncini e le ringhiere in ferro battuto, che conferiscono all’insieme una grande eleganza. 

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