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Ponte sullo Stretto, a quanto ammontano gli indennizzi per gli espropri e cosa succede se non si raggiunge un accordo
Infrastrutture ed Edifici Pubblici 3 aprile 2024

Ponte sullo Stretto, a quanto ammontano gli indennizzi per gli espropri e cosa succede se non si raggiunge un accordo


Espropri, indennizzi, asservimento: leggi l'approfondimento su tutto quello che accadrà nelle zone interessate dal Ponte sullo Stretto.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina inizia il suo iter di realizzazione sollevando interrogativi cruciali: progresso infrastrutturale a costo di espropri. Tra legittimità giuridica e impatto sulle comunità, la sfida tra diritti dei cittadini e interessi collettivi sembra appena iniziata. Le associazioni ambientaliste manifestano una netta contrarietà all’opera, mentre l’iter procedurale sembra non conoscere soste.

Cosa prevede il “Decreto Ponte”

Il Decreto-legge n. 35/2023, noto come “Decreto Ponte”, rappresenta un punto di svolta nella pianificazione infrastrutturale italiana e si concretizza con un progetto di un collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria attraverso la costruzione di un ponte strallato lungo 3,2 km. L’approvazione definitiva di tale progetto segna una importante fase nella realizzazione di un’opera infrastrutturale di rilevante impatto economico, sociale e ambientale.

I diversi punti di vista

L’utilità e la necessità del progetto cambiano a seconda del punto da cui lo si guarda. Secondo il Ministero delle Infrastrutture, il Ponte è un’opera prioritaria, necessaria e sostenibile. Secondo, invece, alcune associazioni e gli abitanti dei territori interessati al progetto, la percezione è molto diversa. Infatti, inizia a trasparire un certo malcontento all’interno dei centri urbani, sui quali impatterà l’infrastruttura e, da subito, gli espropri e le aree di cantiere.

Organizzazioni come Legambiente hanno espresso netta contrarietà all’opera, descrivendola come un investimento dispendioso e non prioritario, che rischia di incidere negativamente sull’ecosistema dello Stretto di Messina. La critica principale si concentra sulla valutazione di sostenibilità dell’opera, che dovrebbe bilanciare gli indubbi vantaggi in termini di mobilità e integrazione territoriale con la necessaria tutela dell’ambiente naturale e del paesaggio.

Come funzionano gli espropri per la costruzione del Ponte sullo Stretto e cosa succede adesso

Il processo di espropriazione si inquadra in un contesto di pubblica utilità e segna l’avvio delle procedure espropriative necessarie per la realizzazione dell’infrastruttura del Ponte sullo Stretto di Messina. 

La fase di pubblicazione e di contestazione è cruciale per l’accettazione del progetto e per la risoluzione delle eventuali contestazioni da parte dei proprietari dei terreni interessati. La società Stretto di Messina si impegna a fornire assistenza e a garantire la massima trasparenza e partecipazione nel processo, come evidenziato dalla messa a disposizione di sportelli informativi e dalla pubblicazione della documentazione su più piattaforme accessibili.

In questa tabella riassumiamo le fasi principali della procedura.

FaseAttivitàDettagli
Pubblicazione Avviso L’8 aprile inizia la procedura con la pubblicazione dell’avviso sui quotidiani nazionali e territoriali di Sicilia e Calabria. L’avviso annuncia l’avvio del procedimento espropriativo per i terreni necessari alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Periodo di Contestazione Gli interessati hanno 60 giorni dalla data di pubblicazione per presentare contestazioni al provvedimento.
Supporto agli Interessati Gli interessati possono richiedere assistenza e fare osservazioni tramite appuntamento telefonico con personale tecnico. 
Pubblicazione Documentazione Oltre alla pubblicazione sugli organi di stampa, l’avviso e la documentazione relativa (piano particellare, elenco ditte proprietarie) saranno disponibili sui siti istituzionali delle Regioni Siciliana e Calabria, della società Stretto di Messina e negli albi pretori dei comuni interessati.
Sportelli Informativi Per garantire supporto nella consultazione della documentazione, saranno aperti sportelli informativi a Messina e Villa San Giovanni, nei locali forniti dai comuni.

Cos’è un esproprio per pubblica utilità

Gli espropri per pubblica utilità rappresentano una delle materie più complesse del diritto amministrativo. Questo processo comporta la privazione forzata del diritto di proprietà o di altri diritti reali su beni, giustificata dalla necessità di realizzare opere o servizi ritenuti essenziali per l’interesse collettivo. Questa procedura spesso riguarda vasti progetti infrastrutturali, come quello del Ponte sullo Stretto, che possono determinare la “scomparsa” di interi quartieri o comunità.

Le procedure espropriative sono spesso oggetto di contestazioni. Dal punto di vista giuridico, le impugnazioni possono riguardare:

Sul piano sociale, invece, gli espropri possono scatenare profonde reazioni nelle comunità interessate, che vedono minacciata la propria stabilità abitativa, economica e sociale. 

Nel caso di specie la società Stretto di Messina si impegna a fornire assistenza e a garantire la massima trasparenza e partecipazione nel processo, come evidenziato dalla messa a disposizione di sportelli informativi e dalla pubblicazione della documentazione su più piattaforme accessibili. Nonostante tutto, con molta probabilità, ci saranno dei contenziosi lunghi e molto dispendiosi.

Indennità agli espropriati, come si determina e cosa succede in caso di mancato accordo

Nella seguente tabella riassumiamo dettagliamo le modalità di determinazione e pagamento dell’indennità agli espropriati.

La procedura Come si determina l’indennità 
Procedura bonariaPromozione da parte della società stretto di Messina con l’obiettivo di salvaguardare l’interesse delle parti.
Determinazione dell’indennità per i terreniFornitura di elementi utili per la valutazione del valore del bene.  Il pagamento viene versato così suddiviso: l’80% dell’indennità entro 60 giorni dall’accordo bonario; il restante 20% al momento del rogito.
Determinazione dell’indennità per i fabbricati:Considerazione di tutti gli oneri necessari al rilascio; in caso di mancato accordo, l’espropriato può chiedere la determinazione dell’indennità in via amministrativa o giudiziale.
Occupazione anticipataPossibilità di avviare la procedura anche prima dell’accordo bonario per i terreni, in assenza di condivisione sull’indennità.
Trasferimento della proprietàImmissione in possesso al versamento della prima indennità e trasferimento della proprietà al momento del rogito notarile. 

Non solo espropri: cos’è l’asservimento

Dall’alba di oggi, 3 aprile 2024, la Stretto di Messina ha reso pubblici i riferimenti urbanistici e quelli anagrafici di tutti coloro che in qualche modo saranno interessati alle operazioni di esproprio o similari. Sono 1.526 pagine di dati. Dall’analisi del documento vi un distinguo fondamentale: non si tratta di soli espropri ma anche di asservimento.

Infatti, nelle aree sulle quali dovrà essere costruito la torre che sosterrà il ponte, o dovrà passare la ferrovia in questo caso il bene privato sarà espropriato ricorrendo all’indennizzo. Ci sono aree funzionali all’opera dove sarà sufficiente avere solo una “servitù ovvero una limitazione che si impone alla proprietà privata che non viene persa ma subisce solo delle limitazioni.

Da questa distinzione appare ovvio che vi è una bella differenza tra essere in area di esproprio ed essere in asservimento o di occupazione temporanea. Per gli espropri è prevista una valutazione di mercato del bene, mediante tecniche estimative come quella per comparazione.

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