Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Nell’architettura industriale e nella progettazione contemporanea, la copertura a shed continua a essere una scelta di grande interesse tecnico. Non è un caso: questa soluzione, nata oltre un secolo fa, oggi vive una nuova stagione grazie all’evoluzione dei materiali, alla spinta verso l’efficienza energetica e all’integrazione con le tecnologie smart.
Ma cosa rende davvero speciale il tetto a dente di sega? E perché continua a essere una scelta strategica per capannoni, edifici produttivi e persino spazi polifunzionali?
Scopriamo cos’è una copertura a shed, come funziona, quali vantaggi offre e quali rischi è necessario conoscere, e soprattutto prevenire, per una progettazione davvero a regola d’arte.
La copertura a shed, detta anche copertura a dente di sega, è una tipologia di tetto caratterizzata da una successione di falde piane inclinate, alternate tra superfici opache e superfici vetrate verticali. Il profilo che ne deriva ricorda, appunto, quello di una lama di sega.
Dal punto di vista funzionale, nasce per garantire illuminazione naturale uniforme in ambienti di grandi dimensioni. Le superfici trasparenti, generalmente orientate a nord, permettono l’ingresso di luce diffusa e indiretta, evitando abbagliamenti e surriscaldamento. Non a caso, questa soluzione è storicamente legata all’architettura industriale, dove la qualità della luce incide direttamente su comfort, produttività e sicurezza.
Strutturalmente, la copertura a shed è composta da:
La distanza tra le aperture zenitali non deve superare 2,5 volte l’altezza dell’ambiente, una regola fondamentale per ottenere un’illuminazione omogenea e corretta.
Il funzionamento della copertura a shed si basa su un equilibrio preciso tra geometria, orientamento e materiali. Ogni elemento concorre a ottimizzare luce naturale, comfort termico e durabilità nel tempo.
L’orientamento delle superfici vetrate è un aspetto importante. Nella maggior parte dei casi sono rivolte a nord, così da intercettare una luce costante e morbida durante tutto l’arco della giornata. Esistono tuttavia shed orientati a sud, utilizzati soprattutto in climi freddi per aumentare l’apporto solare invernale.
Altrettanto importante è l’inclinazione delle falde:
Per questo motivo, la progettazione deve sempre partire da uno studio accurato dell’angolo solare, delle condizioni climatiche e delle esigenze specifiche dell’edificio.
I principali vantaggi della copertura a shed includono:
Inoltre, l’esposizione a nord delle superfici vetrate rende questa copertura ideale anche per ambienti che ospitano merci sensibili ai raggi UV o infrarossi.
Come ogni sistema di copertura, anche quella a shed presenta criticità specifiche, soprattutto in termini di sicurezza durante la manutenzione. Tuttavia, una progettazione consapevole permette di ridurre drasticamente i rischi.
I principali rischi riguardano:
Per eliminarli o mitigarli, è fondamentale intervenire con: