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Hotel Haegumgang
Locali Commerciali, Uffici e Hotel 21 gennaio 2025

Hotel Haegumgang, la storia del primo albergo galleggiante al mondo


La lunga storia e le molte vite del primo albergo galleggiante al mondo: tutto sull’Hotel Haegumgang.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Quando fu costruito e messo in funzione nel 1988 nessuno avrebbe immaginato che questo hotel galleggiante avrebbe navigato per mezzo mondo, pur non essendo nato per questo.

Era stato progettato come una nave, ma doveva restarsene ancorato nei pressi della costa australiana. Invece, dopo un certo girovagare, è finito in Corea del Nord, dove si trova ancora. Parliamo dell’Hotel Haegumgang, il primo albergo galleggiante al mondo.



Chi ha ideato l’Hotel Haegumgang?

L’hotel galleggiante fu ideato da Doug Tarca, subacqueo professionista e imprenditore del Queensland, in Australia, nonché pioniere del turismo sulla barriera corallina, che amava molto frequentare durante le sue immersioni.

Nel 1983, Tarca fondò la società Reef Link con l’intento di portare i turisti in catamarano al largo della costa, per visitare la barriera corallina. Tuttavia, decise di ricreare un luogo in cui ospitare i turisti che avessero voluto trascorrere lì la notte.

Il progetto e quanto costò

Inizialmente Tarca realizzò la sua idea ormeggiando alcune vecchie navi da crociera in zona, poi pensò che sarebbe stato un migliore investimento progettare un hotel galleggiante  che potesse costruire esattamente come lo voleva.

Fu messo in cantiere a Singapore nel 1986 e nel giro di due anni era pronto. Costò 45 milioni di dollari e fu trasportato da una nave per carichi pesanti, compiendo il suo primo lungo viaggio per mare.

La posizione scelta era il John Brewer Reef, una barriera corallina a forma di ferro da cavallo con acque protette e placide, parte del più ampio Great Barrier Reef Marine Park. Per ancorarlo al fondale marino furono usate sette grosse ancore posizionate per non danneggiare la barriera corallina.

All’epoca era considerato anche ecologicamente più sostenibile, almeno a confronto con le navi da crociera ormeggiate al largo, anche perché le acque reflue non venivano scaricate in mare, l’acqua veniva rimessa in circolo e i rifiuti venivano portati sulla terraferma.

Il Barrier Reef Floating Resort

Inaugurato nel 1988, in origine si chiamava Barrier Reef Floating Resort e se ne stava ancorato al largo delle coste nord-orientali australiane, nel Queensland, a circa 60 chilometri di distanza e proprio sulla barriera corallina.

Oltre a una vista spettacolare sul mare cangiante, gli ospiti potevano godersi gite in barca e immersioni all’ombra del colosso da quasi 200 camere corredate da:

Poteva accogliere 350 ospiti ed era equipaggiato esattamente come una nave da crociera, ma senza approdare in nessun porto. La vicinanza alla costa favoriva lo spostamento di turisti e l’arrivo di rifornimenti. Si arrivava con un breve volo in elicottero o con un viaggio di due ore in catamarano. Sembrava davvero una grande idea.

Il primo hotel galleggiante al mondo

La pubblicità dell’epoca batteva soprattutto sull’unicità di questo gigantesco hotel da sette piani costruito su una piattaforma galleggiante. Non era nato per viaggiare, come una nave da crociera, ma per starsene ancorato sul fondo.

Secondo il progettista, si poteva ancorare esattamente come le piattaforme petrolifere; all’occorrenza, però, si poteva spostare. Fu la sua fortuna, almeno per un po’: grazie alla sua capacità di spostamento avrebbe avuto presto una nuova vita altrove.

Una zona sfortunata

Per via della posizione, esposta a cicloni e mare in tempesta, l’hotel non ebbe il successo sperato in Australia. Era spesso funestato dal maltempo e subiva ingenti danni che procuravano costi eccessivi.

Inoltre, gli ospiti erano in costante diminuzione perché a parte le immersioni, le partite a tennis e qualche attività serale, non c’era molto svago. Perciò alla fine del 1989, dopo poco più di un anno di esercizio, si decise di spostarlo. Fu venduto, salpò le ancore e se ne andò altrove.

Il Saigon Floating Hotel

L’hotel galleggiante venne rimorchiato per ben 5000 chilometri in direzione nord-ovest fino a raggiungere il fiume Saigon che gli avrebbe dato il suo secondo nome, Saigon Floating Hotel.

Gli abitanti di Ho Chi Minh, in Vietnam, lo chiamavano solamente The Floater. Del resto si faceva notare con la sua mole gigantesca, divenne presto un elemento familiare nel paesaggio locale.

Ebbe subito un grande successo, anche per via del boom economico che travolgeva il Vietnam appena uscito dalla guerra. Fu una meta popolare per diversi anni ma a un certo punto, inevitabilmente, dovette affrontare le difficoltà economiche del nuovo secolo. Il suo destino fu di nuovo incerto.

L’Hotel Haegumgang

Al volgere del millennio, l’hotel galleggiante fu venduto nuovamente e trasportato nella zona di Kumgangsan (cioè Monte Kumgang), un’area turistica lungo la costa orientale della Corea del Nord. Si trova a brevissima distanza dal confine con la Corea del Sud, ma all’epoca non era un potenziale problema.

Erano anni di relativa distensione politica tra le due Coree e quell’hotel era alquanto comodo per offrire un alloggio in zona neutrale (o quasi) ai turisti della zona. Inizialmente si pensò addirittura che la sua collocazione potesse attirare un po’ di turismo in Corea del Nord, non solo dall’interno ma anche dalla Corea del Sud. Effettivamente fu ciò che avvenne.

Ulteriori difficoltà

Nei primi anni l’albergo galleggiante diventò un simbolo della zona turistica di Kumgangsan. Non solo svettava in mezzo al mare facendosi notare a grande distanza, ma era curato da un’azienda della Corea del Sud, la Hyundai Asan, che già gestiva diversi resort sulla terraferma e sapeva come promuovere la zona e gli hotel che offriva.

Nonostante la sua età, l’albergo galleggiante era ancora in ottima forma, gli interni erano ben conservati e ben curati, lussuosi ma senza eccessi, arredati con gusto. I turisti che arrivavano da oltre confine erano spesso accolti qui. Diventò anche il luogo di incontro tra parenti che erano stati separati dalla divisione delle Coree, con tanto di televisioni presenti.

Nel 2008, un incidente nefasto incrinò le relazioni tra i due Paesi. Il turismo in zona venne prontamente chiuso, i viaggiatori dalla Corea dal Sud non erano più i benvenuti. Da allora le cose non sono migliorate.

Il destino dell’albergo galleggiante

Con la pandemia del 2020 la situazione è finita in stallo. Per qualche anno dopo l’incidente l’hotel fu usato da turisti provenienti dalla Cina, poi venne chiuso durante la pandemia, anche se c’è chi ritiene che fosse in abbandono già dall’anno precedente.

Chi ha potuto vederlo dall’esterno in quegli anni ha riportato uno stato di incuria generale e condizioni non proprio ottimali.

Dell’interno, invece, non si ha alcuna notizia certa, né immagini che possano confermarne lo stato. Essendo interdetto o fortemente sorvegliato ogni accesso alla Corea del Nord, al momento non è dato saperne di più.

I piani di Kim Jong Un

Il leader della Corea del Nord, secondo le notizie di stato diffuse dal Paese, avrebbe visitato l’albergo galleggiante nel 2018, quando si pensava alla possibilità di riaprirlo al pubblico.

Contrariamente alle speranze, Kim Jong Un lo descrisse come troppo arretrato e sgradevole, ordinandone la demolizione. Se l’ordine sia stato eseguito o meno non è stato comunicato, ma la sentenza che pende sull’Hotel Haegumgang sembra inappellabile.

Il futuro dell’albergo galleggiante

Un nuovo compratore lo salverà? Vivrà una nuova vita – è attualmente alla terza, dalla sua costruzione – da qualche altra parte? Dovrà affrontare un altro lunghissimo viaggio per mare per salvarsi? Oppure la sua storia terminerà ingloriosamente, lasciato ad arrugginire al largo della costa coreana? 

Per il momento possiamo fare solo ipotesi, dalle più fondate alle più azzardate oppure nutrire una qualche speranza di salvezza. Al momento, c’è soltanto la decisione del leader nord-coreano di abbatterlo.

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