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Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, perché è famosa e come visitarla
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 10 agosto 2025

Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, perché è famosa e come visitarla


La Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna è famosa per i suoi mosaici paleocristiani, simbolismo teologico e l’imponente architettura. Scopriamola insieme.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Situata a circa otto chilometri a sud di Ravenna, nella località di Classe, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe è uno degli otto monumenti della città riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1996. Fu costruita tra il 535 e il 549 su un’antica area cimiteriale risalente al II-III secolo d.C., per volontà del vescovo Ursicino e con il sostegno economico del banchiere Giuliano Argentario. La consacrazione avvenne il 9 maggio 549 sotto l’arcivescovo Massimiano.

L’edificio fu concepito per accogliere le spoglie di Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, traslate nel luogo ritenuto vicino alla sua sepoltura. In età tardoantica, Classe ospitava un importante porto militare della flotta romana adriatica, da cui il toponimo Classis, e si affacciava direttamente sul mare.

Perché la Basilica di Sant’Apollinare in Classe è famosa

Considerata il più imponente esempio conservato di architettura paleocristiana, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe combina proporzioni grandiose con un linguaggio architettonico essenziale. La facciata alta trenta metri e il campanile cilindrico scandiscono il profilo dell’edificio, che conserva ancora oggi l’assetto originario del VI secolo.

All’interno, lo spazio ampio e la luce diffusa conducono lo sguardo verso l’abside, fulcro iconografico e teologico del complesso. Qui si sviluppa uno dei cicli musivi meglio conservati dell’antichità: il mosaico della Trasfigurazione. Al centro, Sant’Apollinare è raffigurato in preghiera tra dodici agnelli bianchi, simbolo degli apostoli. Alle sue spalle, un paesaggio pastorale disseminato di piante, rocce e uccelli anticipa l’apparizione celeste.

Mosaico a Sant'Apollinare in Classe
Mosaico a Sant’Apollinare in Classe

Nel cielo dorato risalta una croce gemmata che racchiude il volto di Cristo, accompagnato dalle lettere Alpha e Omega. Sopra la scena, la mano di Dio emerge dalle nubi; ai lati, Mosè ed Elia assistono all’evento, mentre tre pecorelle rappresentano Pietro, Giacomo e Giovanni, i testimoni della Trasfigurazione secondo i Vangeli.

Capitelli, colonne e luce: l’effetto immersivo dello spazio

Il corpo centrale della Basilica è scandito da ventiquattro colonne in marmo greco, con leggere venature grigie, sormontate da capitelli finemente scolpiti con motivi a foglie d’acanto. La luce naturale, modulata lungo la navata, accentua i chiaroscuri delle decorazioni e crea l’impressione di attraversare un paesaggio vegetale, come un bosco stilizzato che conduce verso l’abside.

Un’impressione che colpì anche T.S. Eliot, che nel 1920, nel poemetto Luna di miele, ricordava la basilica come un luogo “noto agli estimatori di capitelli d’acanto arricciati dal vento”, evocando con pochi versi la delicatezza scultorea e l’atmosfera sospesa dello spazio.

Esterno di Sant'Apollinare in Classe
Esterno di Sant’Apollinare in Classe

Storia delle spoliazioni e restauri

Nel corso dei secoli, la basilica è stata oggetto di numerose spoliazioni, tra cui anche quella del XV secolo ad opera di Sigismondo Malatesta, che prelevò parte dei marmi originari per riutilizzarli nella costruzione del Tempio Malatestiano a Rimini. Nel Settecento, le pareti della navata centrale furono arricchite con stucchi e decorazioni pittoriche. Nonostante le trasformazioni, l’edificio ha conservato intatto il suo impianto architettonico, affermandosi come uno degli esempi meglio preservati di architettura sacra tardoantica. La cripta, che oggi custodisce le reliquie di Sant’Apollinare, fu realizzata probabilmente nel IX secolo.

Informazioni per visitare la Basilica di Sant’Apollinare in Classe

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe fa parte del Parco Archeologico di Classe (insieme al Museo Classis e all’Antico Porto) ed è aperta tutti i giorni con orari stagionali regolari:

La basilica resta chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio.

Il biglietto intero costa 5 euro, mentre i visitatori tra i 18 e i 25 anni cittadini dell’Unione Europea pagano un ingresso ridotto di 2 euro. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e durante le prime domeniche del mese, così come in occasione di alcune festività nazionali. Sono disponibili anche biglietti cumulativi per l’accesso a più siti del Parco Archeologico di Classe, come il Museo Classis e l’Antico Porto.

Il sito è raggiungibile facilmente in auto, autobus o bicicletta, grazie alla pista ciclabile che collega il centro di Ravenna alla frazione di Classe.

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