Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Messina, la Porta della Sicilia, è anche terra di miti e leggende, in una regione che è porta verso e da Oriente, cuore passionale del Mediterraneo, crocevia di popoli e culture.
Uno dei simboli del carattere messinese è rappresentato da due celebri e imponenti statue: i Giganti di Messina, due figure legate a racconti leggendari. Ma chi sono esattamente i Giganti di Messina, dove si trovano e cosa rappresentano? Scopriamolo insieme.
I Giganti di Messina sono due statue dai rispettivi nomi di fantasia, Mata e Grifone. Mata è l’adattamento dialettale di “Marta”, mentre Grifone è il nome affibbiato a un leggendario guerriero saraceno moro chiamato Hassam-Ibn-Hammar.
Secondo la leggenda, Hammar (Grifone) sarebbe sbarcato in Sicilia verso l’anno 965 per depredare l’isola, assieme ai suoi compagni pirati, come avveniva a quel tempo durante le incursioni da Oriente.
Mata e Grifone sono i protagonisti della leggenda cui sono legati i Giganti. Secondo i racconti popolari, Mata era una bellissima fanciulla messinese, corteggiata dal guerriero saraceno sbarcato in Sicilia alla conquista di Messina. Inizialmente respinto, Grifone si sarebbe convertito al cristianesimo per amore di Mata, e i due si sposarono, diventando i mitici fondatori della città di Messina.
Questo racconto, da guerra e pace, è importante per la città e per tutta la Sicilia poiché simboleggia l’unione tra diverse culture e l’integrazione pacifica, elementi fondanti della storia di Messina e di tutta l’isola siciliana, rinomata per la sua accoglienza e per il suo spirito indomabile che la caratterizza. Uno spirito in cui l’amore prevale sulla guerra e sul dominio.
I due personaggi giganti si sono imposti nei secoli anche per i loro caratteri. Infatti, le statue di Mata e Grifone rappresentano la forza e la resilienza del popolo messinese, ma con le seguenti differenze:
Insieme, i due Giganti simboleggiano l’unione tra culture diverse e la costruzione di una città forte e unita.
Le statue di Mata e Grifone raggiungono un’altezza di circa 8-9 metri. Sono realizzate con strutture di legno e cartapesta, materiali che permettono loro di essere portate in processione durante il corteo estivo che rievoca la leggenda, e porta in scena l’orgoglio messinese.
Oltre a essere un simbolo di Messina, i Giganti rappresentano l’incontro tra Oriente e Occidente, tra il mondo cristiano e quello musulmano, riflettendo la complessità e la ricchezza culturale delle terre di Sicilia.
La storia di Mata e Grifone si è caricata di altri significati e addobbi nel corso dei secoli. Mata è anche una dominatrice vittoriosa, con il serto di alloro tra i capelli e un castello a tre torri, simbolo della “messinesità”. Grifone, dall’aspetto selvaggio, è rappresentato come un vinto con pelle scura, capelli incolti e barba folta, che Mata porta in servitù.
Nel tempo, i Giganti sono stati identificati anche con altri personaggi, come Zanclo e Rea, o Saturno e Cibele. Non si conosce la data esatta della loro creazione, ma si sa che la statua di Grifone fu realizzata nel 1560 dallo scultore fiorentino Martino Montanini e modificata successivamente da Andrea Calamech nel 1581.
La statua di Mata, invece, fu rifatta dopo il terremoto del 1783 e ancora restaurata nel 1951 dal prof. Michele Amoroso.
Mata e Grifone si possono “incontrare” tutto l’anno, recandosi presso il deposito comunale di Messina, dove le statue sono custodite con cura. Ogni estate vengono esposti al pubblico, ed è questa, l’occasione per vederli sfilare durante la tradizionale “Passeggiata dei Giganti”, una processione che attraversa le principali vie della città dello Stretto.
Ogni anno, il 10 agosto, i Giganti vengono prelevati dal deposito e portati nel villaggio Camaro, considerato il luogo di nascita di Mata. Il 13 agosto comincia la “passeggiata”, trainati per le vie di Messina, fino a essere posizionati in piazza Unione Europea, dove vengono ammirati dai cittadini e dai turisti fino alla fine del mese.
Nel passato, la processione era accompagnata da tamburi, zampogne e un “cammellaccio” animato, che rievocava l’ingresso trionfale del Gran Conte Ruggero nel 1061 a Messina.