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Arengario a Monza
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 1 luglio 2024

Cos’è un arengario? Significato ed esempi celebri


Vediamo insieme cos'è un Arengario, qual è il suo significato storico e gli esempi celebri in Italia, come l'Arengario di Milano.
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Silvia Bertuzzi

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Monza e Milano sono legate a doppio filo anche grazie alla presenza di una struttura architettonica molto importante e di grande rilevanza storica e culturale, l’arengario.

Quali sono le sue origini e qual è stata la sua evoluzione nel corso dei secoli? Quali sono gli arengari più celebri in Italia? Scopriamo la storia dell’arengario e come questo luogo abbia contribuito a modellare il tessuto urbano e culturale delle città italiane.

Arengario: cos’è?

Il termine arengario trae le sue origini dal latino medievale “arengarius“, collegato al concetto di “arengo“. In diverse città dell’Italia settentrionale, l’arengario indica il palazzo comunale, noto anche come broletto, che fungeva da sede per il libero Comune.

Questi edifici erano caratterizzati da un’architettura distintiva: il piano terra era solitamente costituito da un porticato aperto, che permetteva l’accesso pubblico e favoriva l’aggregazione cittadina. Al piano superiore, invece, si trovava un ampio salone utilizzato per le assemblee e le riunioni del consiglio comunale.

In alcuni casi, dal salone si accedeva a un balcone esterno, chiamato “parlera”, dal quale si tenevano discorsi pubblici e arringhe.

L’arengario non era solo un simbolo del potere politico e amministrativo, ma rappresentava anche un centro nevralgico della vita sociale e comunitaria, dove si svolgevano decisioni cruciali per la città e si rafforzava il senso di appartenenza della cittadinanza.

Questo tipo di struttura architettonica ha lasciato un’impronta significativa nella storia urbana delle città del Nord Italia, evidenziando l’importanza della partecipazione collettiva nelle antiche repubbliche comunali.

L’Arengario di Monza, quali sono le sue origini?

Nel cuore di Monza, precisamente in piazza Roma, sorge l’Arengario, uno degli edifici storici più emblematici. Da qui si diramano tutte le principali arterie che attraversano la città.

La sua costruzione risale al XIII secolo, periodo in cui fu eretto per ospitare l’antico palazzo comunale, che svolgeva un ruolo cruciale nella gestione della vita cittadina. Adiacente all’Arengario, un passaggio sospeso lo collegava un tempo al palazzo pretorio, noto anche come palazzo del podestà, di cui oggi non rimane traccia.

Un elemento distintivo dell’Arengario è la torre campanaria, aggiunta successivamente sul lato nord dell’edificio. Questa torre presenta una merlatura ghibellina a coda di rondine, tipica dell’architettura medievale e simbolo di appartenenza alla fazione ghibellina durante le lotte tra guelfi e ghibellini.

Al primo piano dell’Arengario si trova una vasta sala che oggi funge da spazio espositivo. Questo ambiente ospita regolarmente mostre, eventi culturali, rassegne e manifestazioni varie, tutte organizzate dall’Amministrazione Comunale di Monza.

L’Arengario, quindi, non è solo un monumento storico, ma anche un vivace centro culturale che continua a svolgere una funzione importante nella vita comunitaria di Monza. 

La storia di Palazzo dell’Arengario a Milano

Il Palazzo dell’Arengario, situato nella centralissima piazza del Duomo a Milano, è un esempio di architettura in stile Novecento. Composto da due edifici gemelli, la sua costruzione si svolse tra il 1936 e il 1956. Dopo un periodo di abbandono causato dalla guerra, negli anni ’50 l’edificio fu restaurato e destinato a ospitare uffici comunali e provinciali.



L’Arengario è caratterizzato da due corpi identici che incorniciano l’arco della Galleria Vittorio Emanuele II, situato sul lato opposto della piazza. Questo assetto architettonico fu ideato per creare un equilibrio estetico nella piazza, segnando una transizione armoniosa dall’architettura antica a quella moderna.

Le facciate dell’edificio, originariamente rivestite in marmo di Candoglia, sono impreziosite da una doppia serie di arcate a tutto sesto al primo e secondo piano, mentre alla base si aprono portali rettangolari ornati da eleganti motivi vegetali, opera dello scultore Arturo Martini.

Nel 2009, un nuovo e ambizioso progetto di riqualificazione ha trasformato l’Arengario nella sede del Museo del Novecento, grazie all’intervento degli architetti Italo Rota e Fabio Fornasari. Questo restauro ha permesso di conferire all’edificio una nuova vita, facendolo diventare un centro culturale di grande rilievo. Il Museo del Novecento ospita una vasta collezione di opere d’arte del XX secolo, offrendo ai visitatori un percorso attraverso le principali correnti artistiche del secolo.

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