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Colosso dell'Appennino
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 10 febbraio 2025

Il Colosso dell’Appennino e le meraviglie delle ville medicee: qual è la storia?


Realizzata dal Giambologna, questa statua apparteneva al parco di quella che forse un tempo fu la più bella villa medicea, poi andata distrutta.
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Sofia Barbetta

Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

È un colosso che si fa notare, eppure non sono in tanti a conoscerlo. Parliamo del Colosso dell’Appennino, un’imponente statua realizzata per quella che un tempo era una villa appartenuta alla casata dei Medici, situata a Pratolino, poco lontano da Firenze.

Oggi fa parte del parco di Villa Deminoff, dal cognome della ricca famiglia di commercianti industriali di origine russa che acquisì la proprietà.

Colosso dell’Appennino: come è fatto e chi lo ha realizzato

Realizzata dallo scultore fiammingo Giambologna (1529-1608), la statua misura ben 14 metri ed è situata sulle sponde di un piccolo laghetto, arroccata su una naturale formazione rocciosa.

Barba e lunghi baffi definiscono questa figura protesa in avanti come a proteggere l’ingresso della grotta sottostante.

La grotta nasconde una sorpresa: è la via di accesso non solo a un antro roccioso, ma anche la porta che conduce ad alcuni ambienti situati all’interno del colosso stesso.

Una stanza è ospitata all’interno della testa del gigante, illuminata dalle fessure degli occhi e delle orecchie.

In origine questo non era l’unico vano, ma ve ne erano diversi, poi chiusi nel tempo.



La storia del Colosso dell’Appennino

Voluta da Francesco de’ Medici e realizzata nella seconda metà del XVI secolo, la villa che ospitava il Colosso era una costruzione magnifica, probabilmente la più bella fra le tenute medicee.

Purtroppo però, nel 1820 fu fatta esplodere per volere della casata dei Lorena, privando così il nostro Paese di una straordinaria opera rinascimentale.

Se è vero che forse abbiamo perso una delle più affascinanti ville medicee, possiamo comunque consolarci visitando il suo incantevole giardino e le altre residenze tuttora esistenti.

Questi beni fanno parte parte del circuito delle ville e dei giardini medicei e sono patrimonio mondiale dell’Unesco.

La famiglia Deminoff e il nuovo splendore

Nel 1872, la proprietà fu acquistata dai Demidoff, che restaurarono l’edificio della paggeria, la palazzina che ospitava i paggi di corte, ampliandolo e trasformandolo nel blocco principale della residenza.

Anche i giardini e il Colosso godettero delle cure dei nuovi padroni di casa e tornarono a splendere. Oggi la villa è di proprietà dello Stato ed è aperta al pubblico pubblico.

Cosa vedere oltre al Colosso dell’Appennino

Il Colosso non è l’unica attrattiva ospitata dal parco, al suo interno possono essere ammirati anche le opere dell’architetto mediceo Buontalenti (tra cui la cappella, la grotta di Cupido, le scuderie, la Villa Paggeria, le Gamberaie), due giardini all’italiana e un giardino-paesaggio in stile romantico. Il parco ospita anche 99 diverse specie animali e una ricca e pregiata vegetazione.

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