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Ferrara
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 20 agosto 2024

Palazzo Schifanoia: perché si chiama così?


Andiamo alla scoperta di Palazzo Schifanoia a Ferrara: la sua storia e perché si chiama così.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Insieme al suo castello sull’acqua, è forse il monumento simbolo di Ferrara: parliamo del Palazzo Schifanoia, la sola residenza urbana degli Estensi rimasta pressoché intatta.

Racchiude tante storie interessanti e soprattutto un magnifico ciclo figurativo che da solo vale il viaggio. Andiamo alla scoperta del del Palazzo Schifanoia.



Perché si chiama Palazzo Schifanoia

La ragione del nome, forse poco affascinante ma certamente bizzarro, è legato allo scopo dell’edificio. Fu costruito esplicitamente per “schifar la noia”, cioè schivare la noia.

E no, la noia non derivava dal non saper che fare, al contrario era legata alle noie dei troppi impegni politici che la corte dell’epoca imponeva ai regnanti che, stufi di star dietro alle beghe di palazzo e alle incombenze amministrative, scappavano qui a rifocillarsi prima di tornare ai doveri.



La storia del palazzo

Palazzo Schifanoia fu edificato nel 1385 su richiesta del signore di Ferrara Alberto V d’Este che volle per l’appunto una dimora dedicata all’ozio e agli svaghi. Originariamente la struttura prevedeva un solo piano che venne ampliato qualche anno dopo, nel 1391.

Fu ulteriormente modificato tra il 1450 e il 1471 sotto la signoria di Borso d’Este, che lo ampliò e adornò perché raccontasse la magnificenza della famiglia. Nel 1465 furono costruiti un piano nobile per gli appartamenti ducali e lo stupefacente Salone dei Mesi, una sala di rappresentanza che è tuttora la meraviglia del palazzo.

Il Salone dei Mesi

Per decorare la sala il duca estense si rivolse ad alcuni degli artisti più in vista della città come Ercole de’ Roberti e Francesco del Cossa. Il risultato fu un vero capolavoro d’arte rinascimentale che tuttora lascia a bocca aperta chi lo ammira.

Lungo le pareti si snoda il racconto pittorico dei mesi con rappresentazioni mitologiche e astrologiche e riferimenti alla casa estense.

La Sala delle Virtù

Subito oltre si trova la Sala delle Virtù, un altro ambiente riccamente decorato. Il fregio e il soffitto a cassettoni, in stucco dorato e dipinto, sono opera di uno dei più importanti scultori dell’epoca, Domenico di Paris, originario di Padova e attivo in tutto il Nord Italia.

La scoperta degli affreschi

Dopo essere passato di mano in mano per disposizioni testamentarie, il palazzo finì in abbandono nel 1598, quando gli Este lasciarono Ferrara. I successivi proprietari attuarono varie modifiche e qualche demolizione, causando anche il deterioramento degli intonaci, specie quando parte dell’edificio fu concesso a una manifattura di tabacchi.

Nel 1821 un restauratore decise di riportare alla luce le pitture quattrocentesche. Nel corso degli anni seguenti gli affreschi furono recuperati e dalla fine dell’800 il palazzo è diventato un museo.

Il Museo Schifanoia oggi

Dopo il restauro seguito al terremoto del 2012, il percorso di visita include 21 sale estendendosi per 1400 metri quadri con oltre 250 opere esposte oltre agli splendidi affreschi del Salone dei Mesi.

Lungo il tragitto si potranno vedere miniature del XV secolo, sculture quattrocentesche, pittura rinascimentale e barocca, ceramiche estensi, conii e punzoni pontifici.

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