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Perché a Sanremo c'è una grande Chiesa ortodossa?
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 27 gennaio 2025

Perché a Sanremo c’è una grande Chiesa russa ortodossa?


La Chiesa Russa di Cristo Salvatore a Sanremo racconta l’intreccio tra l'Italia e la nobiltà russa, in particolare la zarina Maria Aleksandrovna.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Alla fine del XIX secolo, Sanremo diventò una meta ambita dalla nobiltà russa, attratta dal clima e dalla bellezza naturale della Riviera ligure. Un legame nato grazie alla zarina Maria Aleksandrovna, moglie dello zar Alessandro II, che visitò per la prima volta la città nel 1874. La zarina scelse Sanremo come luogo di soggiorno per motivi di salute, trovando sollievo dal clima rigido della Russia. 

Il contributo della zarina alla città

Importante fu il contributo della zarina alla città: oltre alla donazione delle prime palme che oggi adornano la Passeggiata Imperatrice, il suo arrivo favorì una migrazione aristocratica che trasformò Sanremo in un piccolo enclave russa. Qui si stabilirono famiglie nobili come i Demidov, gli Olsufieva e i Sheremetev, che costruirono ville e residenze prestigiose. La comunità russa divenne, con il passare del tempo, parte integrante del tessuto cittadino, creando biblioteche, farmacie e persino panetterie dedicate alle tradizioni culinarie russe.

La necessità di un luogo di culto ortodosso

Con l’espansione della comunità russa, emerse il bisogno di un luogo di culto che rispondesse alle esigenze spirituali dei fedeli ortodossi. Prima della costruzione della chiesa, le celebrazioni religiose si svolgevano in cappelle private, come quella di Villa Gloria, o nella cappella russa del cimitero della Foce. Si trattava tuttavia di soluzioni temporanee, e non erano sufficienti per accogliere la crescente comunità.

Nel 1910, grazie al sostegno dello zar Nicola II e alla determinazione del senatore Vladimir Sabler, ex Procuratore del Santo Sinodo, venne istituito un comitato per la costruzione della chiesa. Lo zar approvò personalmente il progetto, autorizzando  una raccolta fondi in tutta la Russia, donando egli stesso una somma considerevole.

Chiesa Ortodossa

La scelta del sito e l’inizio dei lavori

Il comitato individuò un terreno panoramico posto all’inizio di Corso Imperatrice, posizione strategica, oltre che volutamente simbolica. La costruzione fu affidata all’architetto russo Aleksey Schusev, particolarmente apprezzato per la sua esperienza in architettura religiosa, che si ispirò agli stili moscoviti e suzdaliani del XVI e XVII secolo. I lavori iniziarono nel 1912 sotto la supervisione degli ingegneri Pietro Agosti e Antonio Tornatore. La posa della prima pietra avvenne con una cerimonia solenne, alla quale parteciparono membri della comunità russa e autorità italiane.

L’architettura della Chiesa Russa di Cristo Salvatore

La Chiesa di Cristo Salvatore a Sanremo è un notevole esempio di architettura neobizantina: presenta una pianta rettangolare con una grande navata centrale riservata ai fedeli, un’abside semicircolare e un’iconostasi che separa la navata dal santuario. L’esterno dell’edificio è caratterizzato da quattro archi laterali e cinque cupole policrome, la centrale delle quali raggiunge un’altezza di circa 50 metri. Le cupole, che forse rappresentano l’elemento più distintivo dell’intero edificio, sono rivestite con piastrelle policrome sfaccettate e sormontate da croci russe a tre braccia. La chiesa è orientata secondo la tradizione ortodossa verso est. Alla parte orientale è annessa l’abside, a quella occidentale il nartece, mentre il campanile si erge presso il muro meridionale.

La consacrazione e il ruolo della chiesa nella comunità

La cerimonia di consacrazione avvenne il 23 dicembre del 1913, fu un evento importante, al quale parteciparono grandi personalità russe e italiane. La liturgia fu celebrata dal vescovo Vladimir Putjata, affiancato da un coro proveniente da Nizza e Mentone. Da allora, la Chiesa Russa di Cristo Salvatore è diventata anche un centro di aggregazione per la comunità russa. Le sue attività hanno incluso celebrazioni religiose, eventi culturali e iniziative di beneficenza, contribuendo a rafforzare il legame tra la Russia e Sanremo.

Le sfide affrontate nel corso del Novecento

Nonostante la sua importanza, la chiesa ha affrontato diverse difficoltà nel corso della sua storia. Tra queste, una lunga disputa legale avviata nel 1953 dal conte Vittorio Tallevici, con la quale chiedeva il rimborso di un prestito concesso per la costruzione. La causa, durata oltre un decennio, si concluse solo nel 1966, con il riconoscimento della chiesa come ente morale da parte dello Stato italiano. Questa vicenda non ha impedito alla comunità russa di continuare a sostenere la chiesa, che è rimasta un punto di riferimento spirituale e culturale.

Il memoriale montenegrino nella cripta

Uno degli ambienti più suggestivi della chiesa è la cripta, che per decenni ha ospitato le spoglie di Nicola I del Montenegro e della sua famiglia. Dopo la morte in esilio ad Antibes, Francia, nel 1921, le spoglie di Re Nicola I del Montenegro furono trasferite nella cripta della chiesa, secondo le sue disposizioni testamentarie, che prevedevano la sepoltura “fino al trionfo della verità nella storia del Montenegro”. Due anni dopo, nel 1923, anche la regina Milena, deceduta anch’ella in esilio, fu sepolta accanto al marito. Successivamente, le loro figlie, le principesse Xenia e Vera, trovarono riposo nello stesso luogo. 

Nel 1989, con il crescere dei sentimenti patriottici in Montenegro, si intensificarono le richieste per il rimpatrio delle spoglie reali. In risposta, il 29 settembre dello stesso anno, le salme di Nicola I, della regina Milena e delle principesse Xenia e Vera furono solennemente trasferite dalla chiesa di Sanremo alla cappella reale di Cipur, a Cettigne, l’antica capitale montenegrina. Oggi, la cripta della chiesa non ospita più le spoglie della famiglia reale, ma rimane un luogo di memoria storica. Nel cortile della chiesa sono presenti due busti in bronzo raffiguranti il re d’Italia Vittorio Emanuele III e la regina Elena del Montenegro, figlia di Nicola I.

Una tappa obbligata per visitare la Chiesa

Se vi trovate a Sanremo, una tappa alla Chiesa Russa Ortodossa di Cristo Salvatore è d’obbligo. La Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo è aperta ai visitatori con i seguenti orari:

Si consiglia di verificare eventuali variazioni degli orari di apertura, soprattutto in occasione di festività religiose o eventi speciali, consultando il sito ufficiale della chiesa. La visita alla chiesa offre un’esperienza unica per ammirare l’architettura neobizantina, le iconografie sacre e per immergersi nella spiritualità della tradizione ortodossa russa.



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