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Monumenti, Musei ed Edifici Storici 25 febbraio 2026

Pirellone, storia e curiosità sul grattacielo simbolo di Milano


Tra i giganti di cristallo e acciaio che oggi popolano i quartieri di Porta Nuova e CityLife, il Pirellone è diventato un simbolo della città di Milano.
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Dafne Perico

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il Pirellone di Milano, nome con cui è comunemente conosciuto il Grattacielo Pirelli, è uno degli edifici più iconici del capoluogo lombardo. 

Slanciato, elegante e innovativo per l’epoca della sua costruzione, ha rappresentato per anni il grattacielo più alto d’Italia e ancora oggi è considerato un capolavoro dell’architettura moderna del Novecento.

Scopriamo la storia del Pirellone, le sue caratteristiche architettoniche, le trasformazioni d’uso e le curiosità meno note.

Pirellone di Milano: perché è così famoso

Per decenni la sua silhouette sottile e affusolata ha dominato lo skyline di Milano e, ancora oggi, nonostante la presenza di torri più recenti, resta una delle forme architettoniche più riconoscibili della città.

Il soprannome “Pirellone” deriva dalla sua originaria funzione: il palazzo fu infatti costruito come sede direzionale del gruppo Pirelli. Il suffisso “-one” richiama le dimensioni imponenti dell’edificio rispetto agli altri fabbricati dell’epoca.

Una volta ultimato, con i suoi 127 metri d’altezza  e i suoi 31 piani, mantenne il record di edificio più alto dell’Unione Europea dal 1958 al 1966.

Per anni ospitò uffici e direzione del gruppo industriale, diventando un simbolo del capitalismo italiano.

Dove si trova e perché è in una posizione strategica

Il grattacielo si trova in zona Stazione Centrale, in un punto strategico dello sviluppo urbano milanese del secondo dopoguerra. 

La scelta dell’area non fu casuale: qui sorgevano precedenti stabilimenti industriali legati al gruppo Pirelli.

La storia del Grattacielo Pirelli

La storia del Pirellone inizia nel 1956, anche se il progetto era già stato avviato sei anni prima, in un’Italia in piena ebollizione industriale: le grandi aziende cercano sedi moderne e rappresentative che comunichino innovazione, solidità e apertura internazionale.

Alberto Pirelli, allora presidente dell’omonimo gruppo, decise di commissionare una sede che celebrasse il prestigio dell’azienda proprio dove sorgevano gli antichi stabilimenti distrutti dai bombardamenti del 1943. 

La genesi e il progetto

A capo del progetto figurava Gio Ponti, l’architetto-filosofo che voleva superare la rigidità dei grattacieli americani. 

Accanto a lui Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi ed Egidio Dell’Orto garantirono che quella visione poetica potesse reggersi in piedi. 

Il cantiere fu un laboratorio a cielo aperto: in soli quattro anni, il grattacielo fu completato, venendo inaugurato il 4 aprile 1960.

Il passaggio alla Regione Lombardia

La crisi petrolifera del 1973 aveva travolto anche il gruppo Pirelli, che utilizzava il grattacielo solo per un quinto degli spazi disponibili, rendendo insostenibili i costi di gestione; dunque, nel 1978 l’edificio venne ceduto alla Regione Lombardia e nel 1995 venne riconosciuto come monumento artistico.

Da centro operativo del “re della gomma”, il palazzo divenne il cuore politico e amministrativo del territorio, una transizione che ne ha preservato l’importanza simbolica per tutti i cittadini lombardi, rendendolo un bene pubblico di valore inestimabile.

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Architettura e caratteristiche tecniche del Pirellone

Analizzando la struttura del Pirellone, si nota immediatamente come esso si discosti dai canoni del funzionalismo puro. 

Ponti parlava di “forma finita” perché l’edificio non deve sembrare un segmento tagliato da una barra infinita, ma un oggetto con un inizio e una fine ben precisi.

I colori (il giallo, il grigio, il nero) vennero studiati per creare un ambiente di lavoro luminoso e razionale, dove ogni maniglia o lampada portava la firma del design d’autore.

Curiosità e leggende sul Pirellone

Oltre alla sua importanza architettonica, il Pirellone è circondato da aneddoti che fanno parte della narrazione popolare. 

La sfida alla Madonnina

Per secoli a Milano è esistita una regola non scritta: nessun edificio poteva superare in altezza la Madonnina del Duomo (posta a 108,5 metri). 

Quando il Pirellone raggiunse i 127 metri, si gridò al sacrilegio e per rispettare la tradizione e il cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, decise di apporre la copia della Madonnina in cima al grattacielo

Ancora oggi, ogni volta che un nuovo grattacielo supera il record precedente (come è successo con Palazzo Lombardia e la Torre Allianz), una copia della Madonnina viene traslocata sul tetto più alto della città.

L’incidente aereo del 2002

Il 18 aprile 2002 il Pirellone visse la sua ora più buia: un piccolo aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano e l’incidente causò la morte di tre persone.

Nonostante il trauma, però, la struttura di Nervi dimostrò una resistenza eccezionale, evitando il collasso. 

Il restauro che seguì fu un esempio di eccellenza, restituendo il palazzo alla città in tempi record e dotandolo di sistemi di sicurezza all’avanguardia e il 26° piano, quello colpito dall’aereo, non fu riassegnato ad uffici ma lasciato come spazio commemorativo.

La dedica ai cantautori milanesi

Il 31° piano ospita oggi il Belvedere intitolato al cantautore Enzo Jannacci, uno dei punti panoramici migliori per ammirare Milano dall’alto.

Da qui, attraverso le immense vetrate, si può godere di una vista a 360 gradi che spazia dalle guglie del Duomo fino alle Alpi. 

È il punto più alto accessibile al pubblico, un luogo dove l’architettura incontra l’orizzonte.

Inoltre, vi è un auditorium intitolato a Giorgio Gaber.

Visitare il Pirellone oggi: si può salire?

Nonostante la costruzione di Palazzo Lombardia (la nuova sede della Giunta regionale), il Pirellone ospita ancora il Consiglio Regionale, nonché mostre d’arte e architettura.

La struttura, però, non ha orari di apertura fissi al pubblico: è visitabile solo in occasioni speciali; bisogna controllare periodicamente il sito ufficiale di Regione Lombardia per le date disponibili.

L’occasione più strutturata e ricorrente è Open House Milano: l’undicesima edizione è confermata per sabato 23 e domenica 24 maggio 2026.

Infatti, il Pirellone è stato incluso nelle edizioni precedenti con un percorso guidato che include l’Aula Consiliare e il Belvedere Jannacci al 31° piano. 

Inoltre, attualmente (fino al 6 marzo 2026) è in corso la mostra “Maestose montagne lombarde” al piano terra (spazio IsolaSET), che spesso prevede aperture correlate del Belvedere.

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