Link copiato!
Link copiato!
Ponte Gobbo a Bobbio
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 30 maggio 2025

Qual è la leggenda del Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo) a Bobbio e perché si chiama così?


A Bobbio, il Ponte Gobbo è simbolo di mistero e bellezza: c’è chi lo riconosce persino nello "Gioconda" di Da Vinci. Ecco la sua storia.
author-avatar
Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un ponte ingobbito che sembra sbagliato e dannato dal diavolo, sorretto da undici arcate irregolari, serpeggia sopra il Trebbia con un’andatura spezzata e inquieta. È il Ponte Gobbo di Bobbio, in provincia di Piacenza: una delle strutture più singolari d’Italia, simbolo architettonico e leggendario del borgo.

Secondo una teoria affascinante, ma non universalmente accettata, sarebbe proprio il ponte raffigurato sullo sfondo della Gioconda di Leonardo da Vinci. Ma qui, ben prima dell’arrivo di pittori e studiosi, circolano leggende. Ed è proprio da questo ponte, così storto da sembrare maledetto, che cominciano storie popolate di santi, inganni e misteri scolpiti nella pietra. 

Per cosa è famosa Bobbio? 

Bobbio è un piccolo gioiello adagiato nell’alta Val Trebbia, ai piedi del Monte Penice, al confine tra Emilia e Liguria. Borgo medievale noto per la sua abbazia fondata da San Colombano nel VII secolo, le stradine in pietra, i palazzi storici e per essere stato definito la “Montecassino del Nord”. 

Oggi fa parte dei Borghi più belli d’Italia e vanta la Bandiera Arancione del Touring Club. Ma il simbolo più riconoscibile, amato e misterioso di Bobbio è senza dubbio il Ponte Vecchio, chiamato anche Ponte Gobbo del Diavolo.

Un ponte storto da secoli

La costruzione del Ponte del Diavolo (o Ponte Gobbo) risale probabilmente all’epoca romana, ma la struttura attuale fu realizzata a partire dal VII secolo dai monaci dell’Abbazia di San Colombano. La struttura ha subìto danni e restauri nel corso dei secoli, in particolare dopo le piene impetuose del fiume Trebbia.

Ma se fino al Cinquecento contava solo pochi archi, dal Seicento se ne sono aggiunti altri, fino alle attuali undici arcate tutte diverse tra loro, grazie anche all’opera del maestro Magnano da Parma. In passato era attraversato da processioni e pellegrini, e lungo il percorso si possono ancora scorgere croci e immagini votive.

Un ponte a gobbe: un’architettura unica

Lungo quasi 280 metri, il Ponte Gobbo deve il suo soprannome alla particolarità del tracciato: una passerella irregolare, fatta di saliscendi e di archi diseguali per forma e altezza. Alcuni sono così ripidi da sembrare vere e proprie gobbe. 

Attraversandolo, si possono notare almeno tre edicole votive, una delle quali ospita le statue di San Colombano e della Madonna dell’Aiuto. 

Oggi è percorribile solo a piedi, ma il suo aspetto continua a ispirare suggestioni e storie, tra cui una antichissima leggenda.

Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo a Bobbio

Qual è la leggenda del Ponte Gobbo a Bobbio?

Secondo i racconti popolari, sarebbe stato il diavolo in persona a offrirsi di costruire il ponte in una sola notte, a patto di ricevere in cambio l’anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. La leggenda vuole che San Colombano abbia accettato di fare il patto col diavolo, ma al mattino fu il monaco e missionario irlandese a beffare il demonio, mandando sul ponte un povero cagnetto malato (o, secondo altre versioni, un orso o un asino). 

Ma perché questi saliscendi irregolari? I diavoletti, che avevano costruito l’opera durante la notte, erano di statura differente, ed è per questo che gli archi del ponte sono differenti. Infuriato per l’inganno, il diavolo colpì il ponte con un calcio, rendendolo ancora più storto

Perché si chiama Ponte del Diavolo a Bobbio?

Il nome deriva proprio dalla leggenda del diavolo. Come accade in molte tradizioni popolari, costruire un ponte significa unire ciò che la natura ha separato, perciò il Ponte Gobbo era considerato quasi sovrannaturale, di sfida, quindi un’opera “diabolica”. 

In realtà, la denominazione “Ponte del Diavolo” è comune anche altrove, ma a Bobbio è diventata parte integrante dell’identità locale, tanto che una poesia dialettale del 1907, “Al Diavul al fa al Pont Gobb ad Bobbi”, ha contribuito a scolpire il nome nella memoria collettiva.

È il ponte nella Gioconda? Una teoria che fa discutere 

Dal 2011 alcuni studiosi hanno avanzato un’ipotesi suggestiva: il Ponte Gobbo di Bobbio sarebbe lo stesso raffigurato sullo sfondo della Gioconda di Leonardo da Vinci. Secondo la ricercatrice Carla Glori, Leonardo lo avrebbe osservato dal Castello Malaspina-Dal Verme, ritraendolo insieme al paesaggio collinare della Val Trebbia. A sostegno della tesi, è stata elaborata una ricostruzione 3D del 2015 firmata dallo studio Bellocchi.

La comunità scientifica, però, resta divisa: molti storici dell’arte continuano a vedere nello sfondo della Gioconda un paesaggio toscano, forse ispirato al Ponte Romito sull’Arno

Nessuna certezza, dunque, ma l’ipotesi ha acceso i riflettori su Bobbio e ha alimentato ancora di più l’alone di mistero che avvolge questa singolare struttura architettonica.

Come si arriva

Raggiungere Bobbio è semplice. In auto, si arriva uscendo dall’autostrada A1 a Piacenza Sud, ci sono le indicazioni per la Val Trebbia e per imboccare la Strada Statale 45. Da Genova, si percorre la stessa SS45 ma in direzione opposta. Il ponte si trova in via Ponte Vecchio, nel cuore del borgo, ed è facilmente raggiungibile anche a piedi dal centro storico.

Quanti ponti del diavolo ci sono in Italia?

Bobbio non è l’unico borgo italiano a vantare un “ponte del diavolo”. In tutta Italia esistono almeno sei strutture con lo stesso nome e leggende simili:

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it