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Storia e curiosità della Mole Vanvitelliana o Lazzaretto di Ancona
Monumenti, Musei ed Edifici Storici 23 aprile 2025

Storia e curiosità della Mole Vanvitelliana o Lazzaretto di Ancona


Costruita nel Settecento per isolare i malati, oggi è tra i luoghi più amati di Ancona. La Mole Vanvitelliana, stella pentagonale sull’acqua, è diventata spazio culturale aperto, simbolo indiscusso del capoluogo marchigiano.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Un pentagono che galleggia sull’acqua, muto testimone di secoli di solitudine, trasformazioni e rinascite. È questo, per molti, il volto più affascinante della Mole Vanvitelliana di Ancona: un’isola artificiale dalla pianta stellata, un grande complesso architettonico di forma pentagonale costruito per isolare i malati, nei secoli utilizzato come deposito, caserma e manicomio. 

Da baluardo dell’isolamento, oggi è un simbolo di apertura e cultura, nascosto tra le meraviglie del “gomito d’Italia”, quella curva naturale che disegna il profilo unico del capoluogo marchigiano. Scopriamo quali segreti nasconde la Mole Vanvitelliana, detta anche “il Lazzaretto di Ancona”.

Per cosa è famosa la città di Ancona?

Ancona è l’unica città della costa adriatica dove è possibile vedere il sole sorgere e tramontare sul mare, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Città dei due soli”. Infatti, la vista panoramica è circondata dal mare ovunque, grazie alla particolare conformazione del territorio, un promontorio curvato come un gomito. Non a caso il toponimo “Ancona” deriva dal greco “Ankon”, che significa proprio “gomito”. 

Oltre alle spiagge come la rocciosa Passetto, la selvaggia Mezzavalle o la bianca e ciottolosa Portonovo, la città custodisce gioielli d’arte e architettura. Dal Duomo di San Ciriaco all’Arco di Traiano, dalla Loggia dei Mercanti alla Fontana del Calamo, Ancona è un mosaico di bellezze. Ma è anche luogo di cultura viva, grazie a spazi pubblici come la Mole Vanvitelliana, uno dei simboli più potenti della città. 

Dov’è situata la Mole Vanvitelliana?

La Mole Vanvitelliana sorge nello specchio d’acqua del porto di Ancona, all’ingresso dello scalo antico, collegata alla terraferma da ponti e un tempo raggiungibile solo via mare. Si trova di fronte al quartiere Archi e vicino ai principali parcheggi e terminal portuali. Un luogo strategico e facilmente raggiungibile. 

Chi ha costruito la Mole Vanvitelliana?

La Mole fu progettata tra il 1733 e il 1743 da Luigi Vanvitelli, l’architetto della Reggia di Caserta. La sua costruzione fu voluta da papa Clemente XII in un periodo di grande sviluppo per Ancona, da poco proclamata porto franco. Durante il suo soggiorno nelle Marche, Vanvitelli la concepì come opera straordinaria per funzione e bellezza. Scopriamo per quali motivi è diventata così strategica e moderna allo stesso tempo.

La Mole di Ancona, il pentagono sull’acqua

La Mole ha una forma pentagonale, forse per rappresentare la capacità umana di controllare e modellare la natura. Il complesso occupa circa 20mila metri quadrati di superficie

Al centro del cortile interno si trova il tempietto neoclassico di San Rocco, protettore degli appestati, che serviva da cisterna per l’acqua potabile e come spazio pubblico per assistere in sicurezza alle funzioni religiose. 

Sotto i suoi pavimenti scorre una rete di cisterne, un ingegnoso sistema idrico nascosto alla vista ma vitale per la vita che un tempo la animava. Lungo il perimetro, le garitte difensive e il rivellino ricordano che la Mole fu anche una fortezza protettiva. Il canale che la separa dalla terraferma si chiama “mandracchio“, termine antico per indicare una piccola darsena protetta. 

Le finestre con vetri blu, ancora oggi visibili, risalgono al 1947 e servivano a filtrare la luce per conservare al meglio il tabacco, periodo in cui la Mole fu destinata a manifattura di tabacchi. 

Oggi l’ex Lazzaretto ospita il Museo Tattile Omero, mostre, concerti e attività per bambini, con spazi espositivi distribuiti su più livelli.

Perché la Mole Vanvitelliana si chiama così

In origine era nota come Lazzaretto, poiché destinata alla quarantena di merci e persone sospette. Solo in seguito venne riconosciuta come “Mole Vanvitelliana” in onore del suo progettista. 

Il termine “mole“, utilizzato spesso in architettura, deriva dal latino “moles”, che significa “massa” o “grandezza”. In italiano, “mole” indica una costruzione monumentale di grandi dimensioni e dall’aspetto massiccio. Questo termine è stato adottato per descrivere edifici imponenti come la Mole Antonelliana a Torino. Allo stesso modo, la Mole Vanvitelliana di Ancona è così chiamata per la sua struttura massiccia e la forma pentagonale, che le conferiscono un aspetto imponente. 

Un luogo in continua trasformazione, il posto del cuore degli anconetani

Nata come presidio sanitario, la Mole di Ancona è stata anche forte militare, ospedale, caserma, raffineria di zucchero e fabbrica di tabacchi. Durante le guerre mondiali fu base logistica, e solo negli anni Ottanta del Novecento iniziarono i lavori di restauro per restituirle l’aspetto originale. 

È anche un luogo di storie leggendarie: si racconta che persino Giacomo Casanova vi abbia sostato, fantasticando tra vivandiere e infermiere.

Oggi la Mole è uno dei luoghi del cuore degli anconetani, meta tra le più affascinanti per chi visita la città. Offre uno spazio vivo e multifunzionale dove l’arte, la storia e la quotidianità convivono. Qui si svolgono concerti al tramonto, laboratori per bambini, mostre e rassegne.

Un tempo si poteva accedervi solo via mare e ancora oggi, entrando, si ha la sensazione di attraversare un confine invisibile, una soglia tra la città e il mare. Osservandola dall’alto, la Mole appare come una stella a cinque punte che galleggia sull’acqua, sospesa tra la memoria e il futuro.

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