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Quando arriva il momento di richiedere un mutuo per comprare casa, spesso ci si trova davanti a due figure che sembrano simili, ma che in realtà hanno ruoli molto diversi: il cointestatario e il garante. Entrambi possono aiutarti a ottenere il mutuo, ma lo fanno in maniera molto diversa.
Scopriamo nel dettaglio qual è la loro funzione e quando conviene scegliere l’uno o l’altro.
Il cointestatario è una persona che richiede il mutuo insieme a te. In pratica, firmate entrambi il contratto con la banca e vi assumete le stesse identiche responsabilità.
Non esiste, dunque, una distinzione tra “intestatario principale” e “intestatario secondario”. Questo vuol dire che ogni rata è a carico di entrambi, a prescindere da chi la paga materialmente. In pratica, se uno dei due smette di versare la sua parte, l’altro deve comunque coprire l’intera somma. La banca, infatti, non divide la rata in quote, ma pretende il pagamento completo da uno qualsiasi degli intestatari.
In ogni caso, anche se il mutuo viene spesso cointestato da due persone, ricorda che puoi aggiungere anche altri cointestatari. Ad esempio, se la banca lo consente, potresti richiedere un mutuo cointestato con altre due o tre persone.
Un mutuo cointestato ha diversi pro rispetto a un mutuo con un singolo intestatario:
Nonostante i vantaggi, prima di cointestare il mutuo ci sono diversi aspetti che devi prendere in considerazione:
Ricorda, inoltre, che essere cointestatari del mutuo non vuol dire essere automaticamente proprietari della casa. Infatti, puoi:
Prima di cointestare un mutuo, quindi, è importante valutare bene le responsabilità di tutti gli intestatari, così da fare una scelta più consapevole ed evitare possibili problemi futuri.
Il garante del mutuo, a differenza del cointestatario, non richiede il mutuo insieme a te, ma si impegna a pagare le rate al tuo posto in caso di tue difficoltà. Si tratta, dunque, di una figura che serve a fornire una sicurezza in più alla banca.
Il garante, infatti, non paga nulla finché tu rispetti le scadenze. Solo se smetti di pagare, a quel punto la banca può rivolgersi a lui e pretendere i soldi.
Avere un garante al tuo fianco può offrirti diversi punti a favore:
Prima di chiedere a qualcuno di fare da garante, è bene valutare anche gli eventuali svantaggi che questa posizione può comportare:
In definitiva, fare da garante è meno impegnativo dal punto di vista economico rispetto al ruolo di cointestatario, ma resta un impegno spesso sottovalutato perché comporta comunque grande impegno e responsabilità.
Anche un pensionato può fare da garante per un mutuo, perché la pensione viene spesso considerata una fonte di reddito stabile.
Tuttavia, c’è un aspetto molto importante da considerare: l’età del garante. Molte banche, infatti, richiedono che il garante non superi solitamente gli 80 anni alla fine del contratto. Questo significa che l’età può influire direttamente sulla durata massima del mutuo.
Facciamo un esempio pratico. Se il garante ha 65 anni, difficilmente la banca concederà un mutuo di 20 anni o superiore, perché alla fine del contratto il garante avrebbe superato il limite di età previsto. In questi casi, la banca potrebbe:
In ogni caso, le valutazioni sull’età del garante possono cambiare da banca a banca, quindi chiedi sempre maggiori informazioni in filiale.
Quando richiedi un mutuo con un garante o con un cointestatario, la banca non si limita a verificare soltanto il tuo reddito. L’obiettivo è capire se anche le persone coinvolte sono davvero in grado di sostenere il pagamento delle rate nel tempo.
Per questo motivo, uno dei primi aspetti che viene analizzato è proprio il reddito del tuo cointestatario o del tuo garante. La banca controlla quanto guadagna ogni mese e soprattutto se le sue entrate sono stabili. Inoltre, vengono valutati anche altri aspetti come:
La banca analizza questi aspetti per capire se puoi davvero contare sul garante o sul cointestatario che hai scelto. In particolare:
Sia il cointestatario che il garante sono figure che possono aiutarti ad ottenere il mutuo più facilmente, ma hanno ruoli differenti.
Ecco quando dovresti scegliere l’uno e quando l’altro.
Il cointestatario è la scelta migliore quando:
Ecco un esempio pratico: se guadagni 1.500 € netti al mese, la tua rata massima sostenibile è di circa 500 € al mese. Se chiedi un mutuo di 150.000 € (tasso fisso 3%, durata 30 anni), la rata di 632 € potrebbe risultare troppo alta rispetto al tuo stipendio.
Tuttavia, se aggiungi un secondo intestatario con altri 1.500 € di stipendio, la rata massima sostenibile diventa di 1000 € al mese. In questo modo, la rata di 632 € rientra comodamente nel rapporto rata-reddito, rendendo il mutuo facilmente ottenibile.
Inserire un garante nel tuo contratto di mutuo è una soluzione che devi prendere in considerazione soprattutto quando:
Facciamo anche qui un esempio. Hai un contratto di apprendistato, guadagni 1.500 € al mese e vuoi richiedere un mutuo da 120.000 € (tasso fisso 3%, durata 30 anni). La rata sarebbe di circa 505 € al mese.
Anche se il rapporto rata-reddito è teoricamente rispettato, è comunque al limite. Inoltre, il contratto di apprendistato non aiuta perché non viene considerato stabile come un contratto a tempo indeterminato. Di conseguenza, la banca potrebbe rifiutare la tua richiesta di mutuo.
Tuttavia, se tuo padre o tua madre si offrono come garanti, le probabilità di ottenere il mutuo aumentano di molto perché garantiscono alla banca il pagamento delle rate del mutuo anche in caso di tue difficoltà economiche.
Non è detto che tu debba scegliere per forza tra uno o l’altro. Esiste anche la possibilità di avere sia un cointestatario che un garante.
Questa combinazione viene usata quando la banca vuole la massima sicurezza: per esempio, due persone chiedono il mutuo insieme e viene aggiunto anche un garante (magari un genitore con un reddito solido) per rendere la richiesta ancora più forte.
Se hai richiesto un mutuo per comprare la tua prima casa, puoi detrarre il 19% sugli interessi passivi e sulle spese accessorie fino a un tetto massimo di 4.000 € all’anno. In pratica,puoi recuperare fino a 760 € ogni anno per tutta la durata del mutuo.
Tuttavia, quando nel mutuo sono presenti più soggetti, come un cointestatario o un garante, le detrazioni possono cambiare.
Vediamo nel dettaglio come funzionano nei vari casi.
Se sei cointestatario del mutuo e allo stesso tempo comproprietario della casa, puoi beneficiare della detrazione sugli interessi passivi nei limiti della tua quota.
Di conseguenza, ognuno di voi può detrarre il 19% degli interessi su un massimo di 2.000 €. Questo significa che potete risparmiare fino a 380 € a testa per ogni anno di mutuo
La situazione cambia se sei solo cointestatario del mutuo ma non risulti proprietario della casa. In questo caso, non puoi usufruire della detrazione sugli interessi passivi.
Per accedere alle detrazioni, infatti, è necessario che tu sia contemporaneamente intestatario del mutuo e proprietario dell’abitazione. Se manca uno di questi due requisiti, il diritto alla detrazione non si applica.
Il garante, invece, non ha diritto alla detrazione degli interessi passivi del mutuo. Questo perché non è né intestatario del contratto né proprietario dell’immobile.
Anche nel caso in cui il garante dovesse intervenire pagando alcune rate al posto del mutuatario, questa situazione non gli permette di accedere alle agevolazioni fiscali previste per il mutuo prima casa.
In sostanza, il beneficio fiscale resta sempre legato a chi è contemporaneamente intestatario del mutuo e proprietario dell’immobile, mentre il garante ha un ruolo esclusivamente di sicurezza per la banca.
Cointestatario e garante hanno ruoli diversi: il cointestatario condivide subito con te la responsabilità del mutuo, mentre il garante interviene solo se non riesci a pagare. Per questo, se cerchi un importo più alto e vuoi condividere il mutuo, il cointestatario è la soluzione ideale. Se invece hai bisogno di rassicurare la banca per ottenere l’importo richiesto, il garante può fare la differenza.
In ogni caso, accendere un mutuo spesso significa fare una scelta di lungo periodo: valuta bene chi coinvolgere, perché obblighi e responsabilità possono durare per molti anni.
Disclaimer: le informazioni fornite in questo articolo sono valide alla data di pubblicazione. Ti consigliamo di consultare sempre il foglio informativo della banca per avere dati aggiornati. I documenti relativi alle nostre banche convenzionate sono disponibili al seguente link.