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due persone si scambiano un portachiavi
Borsino Immobiliare • 2 ottobre 2024

Affitti transitori, impennata di domanda e prezzi: Roma e Milano in testa


Stock, domanda e prezzi in aumento pressoché omogenei per gli affitti transitori: ecco l'ultimo studio di Immobiliare.it Insights.
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Paola D'Ambrosio

Digital Content Specialist di Immobiliare.it

L’ultima indagine di Immobiliare.it Insights, proptech company del gruppo di Immobiliare.it, ha analizzato l’andamento dell’affitto transitorio in Italia.

Dallo studio emerge che la domanda per questa tipologia di contratto è aumentata in modo pressoché omogeneo in tutto lo Stivale, con un rialzo anche dello stock di case disponibili. Scopriamo di più.



Cosa si intende per contratto transitorio

Il contratto di locazione a uso transitorio è una tipologia di contratto che ha delle caratteristiche che lo differenziano sia dall’affitto tradizionale sia dall’affitto breve (che non superare i 30 giorni).

In particolare, deve avere durata di massimo di 18 mesi ma non inferiore ai 30 giorni.

Contratto di locazione transitorio: di quanto è aumentata la domanda in Italia?

Come accennato i precedenza, la fotografia scattata da Immobiliare.it Insights mostra un incremento generale della domanda di affitto transitorio in Italia (+33%) e, nello specifico, in 8 capoluoghi di regioni italiani. Ecco di quanto è aumentata la richiesta:

L’andamento dei prezzi

L’aumento della domanda di contratti di locazione transitori ha influito anche sui prezzi, che sono cresciuti quasi ovunque (+17% in generale), tranne che a Trieste (-3%) e a Bologna (solo 1%).

Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi nelle altre città d’Italia, si è registrato un aumento:

L’andamento dell’offerta

Anche lo stock di case disponibili per questa tipologia di affitto è cresciuto del +39% in Italia, con incrementi anche negli 8 capoluoghi di regione (in particolare, a Milano l’offerta è più che raddoppiata in confronto all’anno scorso) analizzati nello studio di Immobiliare.it Insights.

In merito a questi trend crescenti, come segnala Antonio Intini, Chief Business Development Officer di Immobiliare.it, “si tratta di una tipologia di contratto che incontra il favore sia dei proprietari, in quanto remunerativa e meno rischiosa, sia dei locatari, soprattutto di studenti e giovani lavoratori – che non hanno intenzione di vincolarsi per lungo tempo e ne apprezzano la flessibilità – e di giovani coppie, che ancora non possono permettersi di comprare casa e rimangono in attesa di un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse o di una congiuntura economica più favorevole per decidersi a farlo».

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