Link copiato!
Link copiato!
una persona legge un documento
Opinioni 10 luglio 2025

Addizionale Irpef: ecco dove si paga di più in Italia


Nel 2025 Salerno, Roma e Napoli risultano tra le città con le addizionali Irpef più alte, con grandi differenze territoriali a parità di reddito.
author-avatar
Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Le addizionali Irpef sono imposte locali che si sommano all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef) nazionale. Sono articolate in due componenti distinte: quella regionale e quella comunale. Entrambe vengono stabilite annualmente dagli enti territoriali in base alle proprie esigenze di bilancio, e l’ammontare effettivo da versare dipende dal reddito imponibile del contribuente e dal luogo di residenza.

In sostanza, a parità di reddito, due cittadini che vivono in regioni o comuni diversi possono trovarsi a versare importi molto differenti in addizionali. Questo sistema, pensato per finanziare i servizi pubblici locali come sanità, trasporto pubblico o istruzione, è spesso al centro del dibattito per la sua scarsa equità e trasparenza.

Scopriamo cosa emerge da una recente analisi della Uil.

Le città dove si pagano più addizionali Irpef nel 2025 con 40.000 euro di reddito

Per i contribuenti con un reddito imponibile di 40.000 euro, nel 2025 le città dove il prelievo complessivo di addizionali Irpef è più elevato sono Salerno e Roma, entrambe oltre la soglia dei 1.450 euro annui. Seguono a poca distanza:

Nel caso di Roma, la cifra raggiunge i 1.452 euro, mentre a Milano (che non applica addizionale comunale per redditi pari a 20.000 euro) il totale è fermo a 916 euro. A Cagliari si registra il dato più basso tra le città metropolitane, con 778 euro. Questo divario evidenzia quanto il carico fiscale locale sia disomogeneo e dipendente dalle scelte delle amministrazioni territoriali.

Il confronto tra Roma e Milano: un divario strutturale

Il caso più emblematico resta quello del confronto tra Roma e Milano. A fronte di 1.542 euro pagati da un contribuente romano, chi risiede nel capoluogo lombardo e ha lo stesso reddito ne versa appena 916. La differenza è particolarmente marcata anche nei redditi bassi: con un imponibile da 20.000 euro, si passa dai 606 euro richiesti a Roma ai 263 euro di Milano.

Quest’ultima, infatti, figura tra le città che non applicano addizionale comunale, insieme a Firenze, Mantova, Bolzano, Trento ed Enna.

Le città più costose per i redditi da 20.000 euro

Nel caso dei contribuenti a basso reddito, lo scenario si modifica, ma non nella sostanza. A guidare la classifica delle città più “care” per l’addizionale Irpef troviamo Vibo Valentia, con 686 euro.

Seguono Salerno (627 euro), Avellino e Napoli (607 euro), Roma (606 euro), Frosinone, Latina e Rieti (586 euro), Viterbo (576 euro) e Perugia (570 euro). La situazione mette in evidenza come le differenze non siano solo tra regioni, ma anche all’interno delle stesse aree geografiche.

Le addizionali Irpef come strumento per finanziare i servizi locali

Non va dimenticato che le addizionali Irpef, pur rappresentando un aggravio per i contribuenti, sono anche uno strumento con cui gli enti locali finanziano servizi fondamentali. Tuttavia, la mancanza di correlazione diretta tra l’aumento del prelievo e la qualità dei servizi percepiti, potrebbe minare la fiducia dei cittadini.

Secondo i sindacati, sarebbe necessario garantire una tracciabilità dell’uso delle risorse, per assicurare che le somme incassate vadano effettivamente a migliorare la sanità, l’istruzione, il trasporto pubblico e il welfare locale.

Condividi articolo
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it