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centrale nucleare
Opinioni 3 luglio 2025

Centrale nucleare sì, ma lontano da casa: ecco cosa pensano gli italiani


Nove italiani su dieci non vogliono centrali nucleari vicino casa. Lo confermano i dati dell’ultima indagine Ipsos.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Una centrale nucleare vicino casa? Per la stragrande maggioranza degli italiani è uno scenario da evitare. Lo confermano i dati dell’ultima indagine Ipsos presentata all’Ecoforum di Legambiente, Kyoto Club e Nuova Ecologia.

L’indagine mette in luce un orientamento molto netto degli italiani riguardo all’installazione di centrali nucleari. 

I risultati dell’indagine

Ben il 91 % del campione afferma di non volere centrali nelle vicinanze. Per la precisione: 

Questo scenario disegna una percezione fortemente negativa, un vero “effetto Nimby” che esprime sia timore verso i rischi percepiti – sicurezza, smaltimento delle scorie, costo – sia la sensibilità verso altre fonti energetiche più vicine ai valori condivisi dalla popolazione. 

Inoltre, emerge un altro dato significativo: 

Questo duplice livello di rifiuto – sia per la vicinanza fisica sia per gli esiti futuri – sottolinea come la proposta nucleare resti per ora fuori dal gradimento collettivo.

Per un futuro rinnovabile

Questa diffidenza verso il nucleare si inserisce in un quadro ben più ampio: quello della transizione ecologica. Il 79% degli intervistati – come rivela il sondaggio Ipsos – considera il cambiamento in corso come un processo necessario e positivo. Per il 34% è cruciale per la salvaguardia del pianeta, per il 24% può alleggerire le bollette energetiche, mentre il 22% lo vede come l’unico futuro possibile per le imprese italiane. 

Insomma, i cittadini sembrano avere le idee chiare: l’energia del domani dovrà essere pulita, sicura e sostenibile, ma in quest’ottica, il ritorno al nucleare – per molti una tecnologia costosa, pericolosa e ormai fuori mercato – appare poco compatibile con l’immaginario collettivo della green economy.

Clean Industrial Deal, ma senza centrali atomiche

Nel corso dell’Ecoforum, Legambiente ha rilanciato con forza il suo piano per un “Clean Industrial Deal” tutto italiano, fondato su tre direttrici: 

Per il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, il futuro passa per le rinnovabili e le produzioni circolari nonostante l’ingresso ufficiale dell’Italia, proprio pochi giorni fa, nell’Alleanza nucleare UE, abbandonando il ruolo di semplice osservatore.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin durante il Consiglio Energia a Lussemburgo, ha sottolineato che l’obiettivo è una transizione energetica sostenibile, sicura e resiliente. Per tali motivi il governo intende rivalutare il nucleare come fonte affidabile e programmabile, in linea con gli impegni di decarbonizzazione.

In attesa di una legislazione europea

Esiste una distanza minima dalle abitazioni? In Europa, ad oggi, non risulta ancora stabilita ufficialmente una distanza minima prescrittiva uniforme tra una centrale nucleare e le aree residenziali. L’Unione Europea impone un approccio procedurale e valutativo, basato su strumenti come la Valutazione di Impatto Ambientale (VAS/EIA), e non su distanza fissa.

La Direttiva 2011/92/UE (modificata dalla 2014/52/UE) obbliga a valutazioni approfondite dei potenziali effetti ambientali, sanitari e sociali dei grandi progetti e prevede forme di coinvolgimento della popolazione e delle autorità locali nella fase autorizzativa. 

Inoltre, tutti gli Stati membri, devono implementare le migliori linee-guida internazionali (IAEA) per la scelta dei siti nucleari analizzando: zone di esclusione immediate (difficilmente abitate), zone di protezione circostanti, con misure di sicurezza e piani emergenziali definiti contestualmente al progetto, e infine prevedere misure di salvaguardia e tempi di informazione alla popolazione.

In conclusione: Bruxelles richiede indagini caso per caso, con Valutazione di Impatto Ambientale obbligatoria, coinvolgimento pubblico e applicazione di standard nazionali e internazionali, che determinano misure proporzionate sul piano territoriale e di sicurezza.

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