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I prezzi degli affitti in Italia e in Europa si stanno stabilizzando (ma non ovunque)
Opinioni 8 aprile 2025

I prezzi degli affitti in Italia e in Europa si stanno stabilizzando (ma non ovunque)


Secondo un report di HousingAnywhere, i prezzi degli affitti si stabilizzano in Europa e in Italia, ma in alcune si registrano ancora aumenti consistenti.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Dopo la battuta d’arresto imposta dalla pandemia, il mercato immobiliare europeo ha riacceso i motori, ma con dinamiche profondamente mutate. La domanda di affitti è esplosa nel giro di pochi anni, sospinta da una nuova ondata di mobilità studentesca e professionale. 

A mancare, però, è stata la controparte: un’offerta adeguata e accessibile. Il risultato è stato un aumento continuo dei canoni, con punte critiche tra il 2022 e il 2023, che ha messo sotto pressione fasce sempre più ampie di inquilini.

In Italia e in Europa i prezzi degli affitti si stanno stabilizzando

Secondo l’International Rent Index pubblicato da HousingAnywhere per il primo trimestre del 2025, il mercato sembra finalmente mostrare segnali di assestamento. A livello europeo, si registra un aumento annuo dello 0,8% nei prezzi degli affitti, evidenziando una tendenza verso la stabilizzazione dopo anni di rialzi costanti. Nello specifico, i prezzi degli appartamenti ammobiliati sono diminuiti del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre gli affitti delle stanze sono aumentati del 2,2% e quelli dei monolocali del 3,7%.

Secondo Antonio Intini, CEO di HousingAnywhere, il mercato immobiliare sta offrendo un sollievo temporaneo agli inquilini che negli ultimi anni hanno dovuto far fronte a continui rincari. Le prospettive restano però complesse, a causa della persistente carenza di alloggi e dell’intensa concorrenza.

Quali sono le città italiane più care per affittare un appartamento

Nel panorama italiano, la situazione risulta eterogenea. In alcune città si osservano segnali di rallentamento, mentre in altre si registrano aumenti importanti. A incidere sono diversi fattori: attrattività turistica, presenza universitaria, e concentrazione di professionisti internazionali.

Firenze

Firenze guida l’aumento dei prezzi per i monolocali, con un rincaro del 14,3% su base annua, portando il costo medio a circa 1.200 euro. Anche l’affitto delle stanze è in salita (+5%, 630 euro). Per quanto riguarda gli appartamenti, i prezzi restano stabili intorno ai 1.600 euro, ma la domanda continua a superare l’offerta disponibile, in particolare nel centro storico e nelle zone universitarie.

Milano

A Milano i prezzi si mantengono elevati: per un appartamento ammobiliato si spendono in media 1.700 euro, mentre i monolocali hanno visto un incremento dell’8,7%, arrivando a 1.250 euro. Le stanze restano stabili a 680 euro. Nonostante la stabilità apparente, Milano resta una delle città più care d’Italia e d’Europa per chi cerca una sistemazione temporanea o di medio termine.

Como

Anche Como si distingue per l’alto costo degli affitti, complice l’attrattività internazionale del lago e la vicinanza alla Svizzera. Sebbene non sia tra le città più monitorate dal report, il mercato locale segue da vicino le dinamiche milanesi, con prezzi che sfiorano o superano i 1.500 euro per un bilocale in zone centrali o panoramiche.

Roma

Nella Capitale si registrano dinamiche contrastanti. Gli affitti degli appartamenti sono in calo del 9,6%, scendendo a una media di 1.875 euro, ma i monolocali hanno registrato un incremento del 9,1%, toccando i 1.200 euro. Anche le stanze sono in aumento (+7,5%, 645 euro). La domanda si concentra prevalentemente nei quartieri centrali e universitari, dove l’offerta è limitata.

Bologna

Bologna mostra una leggera crescita nei canoni per appartamenti (+1,6%, 1.625 euro), mentre i monolocali hanno visto un calo del 4,1%, scendendo a 1.295 euro. Le stanze rimangono stabili a 680 euro. Nonostante ciò, la città continua ad attrarre studenti e giovani lavoratori, mantenendo un mercato dinamico e competitivo.

Quanto costa in media affittare una stanza

In Italia, il costo medio per una stanza ammobiliata varia sensibilmente da città a città. Roma guida l’aumento con un +7,5% (645 euro), seguita da Firenze (+5%, 630 euro) e Torino (+2,9%, 525 euro). A Milano e Bologna i prezzi restano stabili (680 euro). Le città italiane non figurano ancora tra le più care d’Europa per questa tipologia, ma si avvicinano ai livelli di Amburgo e Rotterdam (850 euro) e restano ben lontane da Amsterdam (971 euro) o L’Aia (900 euro).

Come si presenta la situazione degli affitti in Europa

A livello europeo, i dati evidenziano forti differenze tra le città. Le maggiori riduzioni nei prezzi degli appartamenti si registrano a Praga (-21,9%, 1.250 euro), Budapest (-15,8%, 800 euro) e Monaco di Baviera (-15,3%, 1.500 euro). Significative diminuzioni anche a Francoforte, Amburgo e Colonia, dove i prezzi calano tra il 7% e il 12%. In controtendenza, Vienna (+12,6%), Bruxelles (+12,5%) e Rotterdam (+8,3%) mostrano rincari notevoli.

Nel segmento stanze, si registrano invece aumenti a Madrid (+7,3%, 590 euro) e Düsseldorf (+6,7%, 645 euro), mentre si osservano cali a Berlino (-4,3%), Budapest (-3%) e Lisbona (-2%). Per i monolocali, le città con gli aumenti più rilevanti, oltre alle italiane, includono Valencia (+12,6%) e Barcellona (+9,5%).

I costi più alti per gli appartamenti ammobiliati si trovano ad Amsterdam (2.500 euro) e Utrecht (1.993 euro), mentre le opzioni più economiche restano Budapest (800 euro) e Atene (1.000 euro).

I fattori che hanno contribuito alla stabilizzazione e cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Dietro alla recente stabilizzazione dei prezzi degli affitti si possono individuare alcuni fattori comuni a tutta la regione europea:​

Nonostante la tendenza alla stabilizzazione, l’accessibilità abitativa continua a rappresentare una criticità. Sempre secondo l’analisi di HousingAnywhere, il divario tra le aspettative di spesa degli inquilini e i prezzi di mercato si è ridotto solo marginalmente, passando da 248 a 233 euro nel corso del 2024. Inoltre, la crescente diffusione degli affitti brevi nelle città turistiche ha ulteriormente ridotto l’offerta di soluzioni a lungo termine, aggravando le difficoltà per i residenti locali.

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