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New York
Opinioni 15 giugno 2023

New York sta sprofondando sotto i grattacieli: perché è importante saperlo


La Grande Mela sta sprofondando, in modo lento e inesorabile. New York City si abbassa di 1-2 millimetri all’anno, sotto la pressione dei suoi stessi grattacieli, con conseguente aumento del rischio di inondazioni. Ma tutte le città costiere del mondo sono a rischio.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La Grande Mela sta sprofondando, in modo lento e inesorabile. New York City si abbassa di 1-2 millimetri all’anno, sotto la pressione dei suoi stessi grattacieli, con conseguente aumento del rischio di inondazioni.

Sono questi i risultati di uno studio promosso dal team di esperti dell’Università di Rhode Island, pubblicata sulla rivista Earth’s Future. Dalle analisi dei dati satellitari e dalla geologia del sottosuolo è emersa una mappatura che risulterà utile per eventuali politiche urbanistiche del futuro.

Quanto pesano i grattacieli

Il team guidato dal geologo Tom Parsons ha calcolato una massa cumulativa di oltre 1 milione di edifici a New York City. Una gigantesca mole di acciaio e cemento che preme sulla superficie della metropoli con un peso di circa 764 milioni di tonnellate, dal quale sono esclusi strade, marciapiedi, ponti e ferrovie.

Dai risultati è stato possibile mappare la città in una griglia di quadrati di 100 metri per lato e calcolare la forza di gravità. Considerando che il sottosuolo newyorchese è per lo più costituito di sabbia, limo, sedimenti argillosi e affioramenti rocciosi, si può arrivare al risultato che la superficie si abbassa di circa 1-2 millimetri all’anno.

La nuova mappa è più complessa dei numeri semplici. Infatti, i terreni ricchi di sedimenti argillosi e tendono più alla subsidenza (che significa “sprofondamento”). Mentre i terreni più elastici reagiscono meglio alla pressione degli edifici.

Da questa mappatura sarà possibile orientare le scelte urbanistiche future. Ogni nuovo grattacielo costruito in zone costiere, fluviali o lungolago potrebbe contribuire al futuro rischio di sprofondamenti e conseguenti possibili inondazioni.

Anche l’Italia sprofonda

Nel 2021, prima di questo recente studio, l’allarme “subsidenza” era stato lanciato da San Francisco (che tra l’altro si trova in una delle faglie più a rischio terremoti nel mondo). Si disse che il terreno di San Francisco si sarebbe abbassato mediamente di ben 30 centimetri entro il 2050, sotto il peso di milioni di tonnellate di vetro, cemento e acciaio. A cui si aggiunge anche il fenomeno dell’innalzamento dei livelli dei mari collegato al cambiamento climatico.

Anche questo studio fu promosso dallo stesso Tom Parsons, all’epoca geofisico dello United States Geological Survey. Il monito dell’esperto riguardava tutte le città costiere del mondo, comprese quelle italiane, in previsione di un innalzamento delle acque a livello globale. Dunque, anche l’edilizia e l’urbanista del futuro dovranno cercare risposte per riqualificare le città, possibilmente più sostenibili e a prova di cambiamento climatico.

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