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Studentati, verso un aumento a 100mila posti entro il 2027
Opinioni 17 luglio 2024

Studentati, verso un aumento a 100mila posti entro il 2027


In aumento gli studentati e i posti letto, ma c’è un netto divario tra Nord e Sud Italia. L'analisi di Scenari Immobiliari.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

In Italia cresce il numero di alloggi e posti letto per studenti. Dopo le occupazioni in tenda davanti alle università, e poteste per il caro-affitti, si prevede un aumento dell’offerta almeno fino al 2027. Tuttavia, questo sviluppo non sembra uniforme, anzi, i dati di uno studio a cura di Scenari Immobiliari, mettono in luce un significativo divario tra le regioni del Nord e del Sud Italia. Vediamo più in dettaglio come cambia questa fetta importante del mercato immobiliare, e come affrontare le sfide future.

Quanti studentati e posti letto ci sono in Italia?

Oggi in Italia sono disponibili oltre 85mila posti letto per studenti universitari, gestiti per lo più da operatori specializzati. Questo numero è destinato a crescere fino a superare le 100mila unità entro il 2027, grazie all’interesse di investitori privati e a nuove operazioni residenziali previste soprattutto nelle regioni settentrionali. 

È quanto emerge dalla ricerca “Lo student housing, da mercato di nicchia a comparto maturo“, a cura di Scenari Immobiliari, e commissionata da Re.Uni. Lo studio prevede che la maggior parte delle nuove aperture si concentreranno nel 2026, ma sulla questione studentati l’Italia del diritto allo studio sembra viaggiare a due velocità.

Affitti per studenti: il divario tra Nord e Sud

I dati della ricerca di Scenari Immobiliari mettono in luce un netto divario tra Settentrione e Mezzogiorno d’Italia, con una forte disomogeneità nella distribuzione degli studentati. Questa la situazione attuale, con previsioni future non proprio rosee per il Sud Italia, che perde attrattività. Quest’ultimo dato emerge dalla distribuzione degli investimenti, difatti:

Questo squilibrio accentua il divario tra i poli universitari settentrionali, come Milano, Torino, Padova e Bologna, e quelli meridionali, contribuendo al calo delle iscrizioni nelle università del Sud. Le città del Nord, con Pavia in testa, mostrano, invece, una capacità di offerta superiore alla media nazionale, mentre il Sud resta significativamente indietro.

Il risultato è che la maggiore attrattività delle università del Nord ha reso appetibile il settore immobiliare degli studentati e degli alloggi per studenti. I numeri delle risorse investite, o in fase di stanziamento, dimostrano questa tendenza:

Le residenze per studenti convenzionate con gli organismi regionali per il Diritto allo studio (Dsu) e i Collegi universitari di merito (Ccum) rappresentano una parte significativa dell’offerta di posti letto per studenti. Allo stato attuale, la situazione è come segue:

Nonostante i segnali positivi, la copertura di posti letto rimane bassa, con solo il 7,3% degli studenti complessivi che trova posto in queste strutture convenzionate. L’offerta non riesce a coprire il numero elevato di studenti fuori sede, o in trasferta soprattutto dal Sud Italia.

Affitti per studenti e posti letto in aumento

La spirale del caro-affitti non sembra fermarsi, infatti i canoni di affitto nelle città universitarie hanno registrato un aumento medio del 12% negli ultimi 12 mesi. Milano e Venezia sono tra le città più care, mentre al Sud, la città di Bari segnala l’incremento maggiore, con un aumento superiore al 30%. 

Questa tendenza indica una crescente pressione sugli studenti in termini di costi abitativi, quindi maggiore è la domanda, minore sarà l’offerta, e più probabili sono i rincari. Un quadro che suggerisce alle istituzioni un incremento dell’offerta di posti letto e di progetti di student housing. 

Dalla ricerca di Scenari Immobiliari emergono tre seguenti aspetti da considerare per il futuro:

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