Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Il riscaldamento in casa, acceso d’inverno anche per molte ore di fila, non è il migliore amico del verde da appartamento.
Il calore secco prodotto dai caloriferi provoca uno stress alle piante, che spesso si traduce in foglie che ingialliscono – o cadono – e un terreno che si asciuga troppo velocemente.
Scopriamo come far convivere piante e termosifoni in inverno nello stesso ambiente.
In generale, le piante non dovrebbero stare troppo vicino al termosifone.
I termosifoni producono un calore costante e diretto che altera l’equilibrio naturale delle piante. I principali problemi nei quali si incorre sono:
Alcune piante tropicali o da interno, che richiedono un’umidità costante – è il caso, ad esempio, di ficus, felci e orchidee – ne soffrirebbero particolarmente.
Nonostante le premesse, si può cercare di limitare al minimo i danni. Basta mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti, come il rispetto di una distanza minima o il mantenimento di un tasso di umidità costante, per farli convivere nella maniera più indolore possibile.
La prima regola è non appoggiare mai le piante direttamente sopra o attaccate al termosifone.
Idealmente, dovrebbero essere posizionate:
Se lo spazio è poco, potreste valutare l’utilizzo di mensole o supporti rialzati per tenerle lontane dal flusso di aria calda.
L’aria secca è il principale problema in inverno. Per contrastarla si può:
Con il riscaldamento acceso, come è naturale che sia, il terriccio tende ad asciugarsi più velocemente ma, contrariamente a quanto sarebbe naturale pensare, questo non significa che bisogna esagerare con l’acqua. Per evitare problemi:
Alcune piante, come ad esempio la Sansevieria, tollerano meglio la siccità rispetto ad altre specie più delicate.
In questo caso, può essere utile utilizzare dei coprivaso isolanti, in modo da proteggere le radici dal calore diretto. Inserite uno strato di sughero o legno tra il vaso e la superficie calda, evitate inoltre di ricorrere a materiali metallici che tendono a trattenere il calore.
Aprire le finestre per far cambiare l’aria è importante, ma attenzione agli shock termici. Prima di farlo, spostate temporaneamente le piante, ed evitate che vengano raggiunte da correnti fredde direttamente sulle foglie.
Utile è poi eliminare la polvere che, in inverno, si accumula più facilmente sulle foglie a causa dell’aria secca. Non è solo una questione di pulizia: le foglie sporche hanno lo stoma (i piccoli pori sulla superficie) parzialmente ostruito dalla polvere o dallo sporco. Di conseguenza, la fotosintesi diventa meno efficiente. Quindi, passateci sopra un panno umido ed evitate di spruzzarle con dei prodotti lucidanti chimici.
Nonostante tutte le buone pratiche per proteggere le piante, può capitare che alcune soffrano ugualmente vicino ai termosifoni. In questi casi è fondamentale intervenire tempestivamente non appena compaiono i primi segnali di stress.
Tra quelli più evidenti ci sono le foglie secche ai bordi, un ingiallimento improvviso, il terriccio che si asciuga in meno di 24 ore e le foglie che si accartocciano.
Se si notano questi sintomi, è necessario spostare immediatamente la pianta in una zona più fresca e lontana dal calore diretto e aumentare l’umidità in casa: la si aiuterà a recuperare e a tornare rigogliosa.
Tra le più resistenti, ci sono:
Scegliendo le piante giuste, anche gli ambienti più caldi e secchi possono risultare adatti. L’importante è mettere in atto le cure fin qui elencate per mantenerle sane e rigogliose anche vicino al calorifero.