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Animali e Piante 25 agosto 2025

Alternaria, cos’è e come combatterla


L’Alternaria è una malattia fungina che attacca le colture. Ecco quali sono le  cause, i sintomi, i rimedi naturali e quando bisogna ricorrere ai fungicidi.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

L’Alternaria, o alternariosi (Alternaria solani), è un genere di funghi fitopatogeni appartenente alla famiglia delle Pleosporaceae, responsabile di malattie che colpiscono un’ampia varietà di colture agricole.

Conosciuti per la loro capacità di attaccare sia il fogliame sia i frutti delle piante, i funghi compromettono gravemente lo sviluppo, la produttività e la qualità finale del raccolto. Particolarmente temuta in orticoltura e nella coltivazione di cereali, l’Alternaria si diffonde velocemente in campo aperto, nelle serre e durante la conservazione del raccolto, causando danni economici rilevanti per agricoltori e produttori.

Le condizioni che favoriscono l’insorgenza dell’alternaria

L’Alternaria prospera in specifiche condizioni ambientali: umidità elevata e temperature comprese tra i 20 e i 25 °C costituiscono l’habitat ideale per lo sviluppo delle spore fungine. Le piogge frequenti, la scarsa ventilazione delle colture e le irrigazioni abbondanti sul fogliame, creano il microclima perfetto per l’insorgenza dell’infezione.

Piante già debilitate, frutti lesionati o attacchi di altri patogeni, contribuiscono inoltre a creare un ambiente più favorevole all’azione dell’Alternaria. Anche la mancata rotazione delle colture e l’accumulo di residui vegetali sul terreno, sono fattori che possono predisporre alla contaminazione.

Come riconoscere i sintomi dell’Alternaria

I sintomi dell’infezione da Alternaria variano in base al tipo di pianta, anche se si manifestano principalmente su foglie, fusti e frutti. Le foglie colpite presentano lesioni formate da macchie concentriche di colore marrone scuro o nero, spesso con alone giallastro, che allargandosi rapidamente provocano la caduta prematura delle foglie, riducendo la fotosintesi della pianta.

Nei casi più gravi, le macchie possono comparire anche su steli e frutti, rendendo il raccolto inutilizzabile.

L’Alternaria del pomodoro

Una delle colture più sensibili all’attacco dell’Alternaria è il pomodoro, soprattutto quando si trova nelle fasi intermedie di crescita. Causata dall’Alternaria solani, l’infezione si manifesta inizialmente con piccole macchie scure sulle foglie inferiori, che si espandono verso l’alto. I frutti colpiti sviluppano lesioni spesso accompagnate da muffe secondarie che ne accelerano il degrado.

Se non si interviene tempestivamente, l’intera pianta può deperire in poche settimane, compromettendo irrimediabilmente la produzione. Anche le piantine da trapianto sono a rischio, con effetti negativi sull’intero ciclo colturale.

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Danni da Alternaria: cosa succede alle piante colpite

Le piante infette da Alternaria subiscono un deterioramento generale, con riduzione della superficie fotosintetica, rallentamento della crescita e maggiore esposizione verso altri elementi patogeni. La defogliazione precoce compromette lo sviluppo dei frutti, portando a una perdita diretta di produzione.

Nei casi più gravi, in presenza di condizioni climatiche favorevoli al fungo, si può assistere alla morte della pianta. L’infezione può ridurre sensibilmente la quantità di raccolto, aumentando i costi di gestione e incidendo negativamente sulla redditività aziendale.

Prevenire l’Alternaria

La prevenzione dell’Alternaria parte da una corretta gestione agricola, effettuando ad esempio la rotazione delle colture, scegliendo varietà resistenti. Anche l’irrigazione va gestita con attenzione, privilegiando i sistemi a goccia rispetto a quelli a pioggia, per evitare di bagnare il fogliame.

È molto importante mantenere sempre il terreno ben drenato e aerato, limitando l’eccesso di azoto, che rende i tessuti vegetali più vulnerabili all’infezione. Infine, è necessario monitorare regolarmente lo stato di salute delle piante, per intervenire tempestivamente alla comparsa dei primi segnali.

Come intervenire ai primi segni di infezione

Se compaiono i primi sintomi riconducibili all’Alternaria, bisogna agire con prontezza per contenere la sua diffusione, rimuovendo ed eliminando le foglie colpite, senza lasciarle sul terreno, riducendo inoltre la frequenza delle irrigazioni per migliorare la ventilazione tra le piante e ostacolare lo sviluppo delle spore.

Nei casi in cui l’infezione sia localizzata o poco estesa, si possono utilizzare trattamenti a base di rame o bicarbonato per limitare il problema in modo naturale.

I trattamenti naturali e chimici

Tra i vari rimedi naturali, sono efficaci anche il decotto di equiseto e l’olio di neem, entrambi noti per le loro proprietà antifungine. Trattamenti che possono essere usati in maniera preventiva o come primi interventi nei casi di lieve infestazione.

Tuttavia, se l’alternaria si diffonde rapidamente, compromettendo vaste porzioni di coltura, è necessario ricorrere a trattamenti chimici più complessi o di contatto, da applicare con attenzione, rispettando le dosi e i tempi di carenza indicati in etichetta.

Quando è necessario ricorrere ai fungicidi

L’utilizzo dei fungicidi diventa inevitabile se la malattia è diffusa o ha già causato danni evidenti sul raccolto. È fondamentale scegliere prodotti registrati per la specifica coltura e principio attivo. L’applicazione va effettuata in condizioni meteo favorevoli (assenza di pioggia), seguendo scrupolosamente le indicazioni per evitare fenomeni di resistenza.

È infine importante alternare i principi attivi per non selezionare ceppi fungini resistenti, garantendo l’efficacia del trattamento nel lungo periodo.

Perché rimuovere i residui colturali aiuta

Una pratica semplice ma spesso trascurata nella lotta all’Alternaria è la rimozione dei residui colturali. Le spore del fungo possono infatti sopravvivere su resti vegetali secchi e infetti lasciati sul terreno o nelle serre, rappresentando una fonte diretta di inoculo per le stagioni successive.

Eliminare foglie, fusti e frutti malati permette di ridurre sensibilmente la carica patogena nel suolo e nell’ambiente. Anche la sanificazione degli attrezzi agricoli e dei contenitori di raccolta, contribuisce a limitare la diffusione della malattia.

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