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Bosso
Animali e Piante 5 febbraio 2025

Come coltivare il bosso e cosa fare se si secca


Ecco tutto quello che c’è da sapere su come coltivare il bosso e cosa fare se rischia di seccare.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Tra le piante da siepe è considerata molto facile da coltivare, ma soprattutto si adatta a molte esigenze diverse, che vi serva profilare un confine o soltanto abbellire un giardino, aggiungere un elemento ormamentale dentro casa o sul balcone oppure realizzare una barriera per la privacy.

Ma come si coltiva il bosso? Quali sono i suoi nemici naturali? E cosa fare per salvarlo se sembra che stia seccando? Ecco una guida.


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Cos’è il bosso

Noto anche come bosso comune, bossolo o, in termini scientifici, buxus sempervirens, il bosso è una pianta estremamente versatile. Appartiene alla alla famiglia delle Buxaceae ed è originaria del bacino del Mediterraneo. Ha origini molto antiche e nella Grecia antica era addirittura considerata una pianta sacra.

Si tratta di un arbusto sempreverde che può crescere sia cespuglio che ad alberello. È una pianta molto longeva, che richiede poche cure. Ha un fusto più grosso alla base e radici molto robuste e ancoranti.

La sua corteccia è verdognola alla base e via via che si sale diventa più grigiastra, quasi bianca. Le piccole foglie hanno forma oblunga e sono lucenti sulla parte superiore e opache sotto.

L’habitat ideale del bosso

Diffusa in Europa, Asia occidentale e Africa settentrionale, è una pianta che predilige il bacino del Mediterraneo per il suo clima. È quello l’habitat più favorevole alla sua crescita.

Il bosso infatti ama le zone rocciose e secche ed è lì che prospera al meglio. Per lo stesso motivo è la scelta ideale per i parchi pubblici perché non richiede troppa manutenzione, salvo la potatura periodica.

Come si usa il bosso

Il bosso sa prestarsi a molti usi differenti, secondo le esigenze più diverse. Come pianta ornamentale, si può potare in forma fantasiose per creare elementi decorativi nei giardini e infatti è stata usata storicamente nei giardini all’italiana dall’impianto geometrico e nella cosiddetta arte topiaria.

È tuttora la più diffusa nei parchi pubblici. È infatti utilizzata per profilare un giardino, delineare le aiuole oppure realizzare un confine che funga anche da barriera per proteggere la privacy, nel caso di giardini privati. Per questa sua versatilità è stata da sempre utilizzata anche per realizzare i sentieri dei labirinti.

In silvicoltura il bosso si usa per consolidare un terreno arido e instabile perché ha radici robuste e ancoranti che contrastano l’erosione del suolo. Il legno di bosso, infine, si utilizza anche per costruire strumenti musicali, per l’intarsio e per il modellismo, specialmente quello navale. È molto duro ed è considerato anche molto pregiato.

Bosso

Le varietà del bosso

Il bosso si articola in diverse varietà che non solo hanno diversi aspetti, ma si prestano anche a usi differenti. Il bosso sempervivens ha una varietà detta suffruticola, nota anche come buxus pumilia. Avendo un portamento nano è l’ideale per realizzare piccole siepi o per bordare un giardino.

La varietà arborescens invece cresce a forma di alberello e si può usare anche in vaso come pianta decorativa da appartamento. In molti casi si fa crescere a forma di palla. La varietà variegata, nota anche come buxus elegantisisma, ha invece foglie screziate di giallo lungo i bordi, motivo per cui è nota anche come aurea.

La varietà pyramidalis è considerata la più adatta all’arte topiaria mentre la variante blauer heinz ha foglie tendenti al blu. Infine, la latifolia pendula ha portamento pendulo ed è perfetta come pianta ornamentale.

Le proprietà del bosso

Meno conosciute ma non meno interessanti sono le virtù medicinali del bosso. Foglie e corteccia sono note soprattutto per il loro potere lassativo. Le foglie si usano, essiccate e polverizzate, per preparare infusi purgativi o antireumatici. La corteccia, preparata in decotto, è febbrifuga e sudorifera. Bisogna però prestare grande attenzione ai dosaggi perché in concentrazioni elevate può diventare tossico.

Come si coltiva il bosso

Perché cresca bene, il bosso ha bisogno di sole, dunque va esposto alla luce solare. Questo lo rende anche una pianta facile da usare all’aperto perché non necessita di essere posizionata in zone riparate o in mezz’ombra.

È una pianta che tollera bene qualunque condizione. Prospera in pieno sole, ma riesce a sopravvivere all’ombra, anche se in questo caso la crescita rallenta un po’ e le foglie virano verso una sfumatura più scura. In inverno, resiste a temperature fino a -15° mentre il caldo estivo più torrido non sembra infastidirla affatto.

Si può annaffiare con moderazione e se la pianta è coltivata in vaso un eccesso d’acqua va evitato per evitare ristagni. Chi lo coltiva in vaso deve inoltre ricordarsi di rinvasarlo ogni 2 anni, nel periodo primaverile. Per concimarlo si può usare ogni 3-4 mesi un fertilizzante granulare, meglio se a rilascio lento.

Il terreno preferito dal bosso è calcareo e drenante. Si pianta tramite semina ma molte varietà si moltiplicano facilmente per talea. Visto che tende a crescere anche in modo disordinato, la potatura diventa necessaria per avere un aspetto geometrico secondo le proprie preferenze estetiche. Ma è una pianta che sopporta la potatura anche frequente, dunque potete regolarla molto spesso senza danni.

Quali sono i nemici del bosso

Il bosso può avere diversi nemici a cui bisogna prestare attenzione perché possono provocare la morte della pianta. Tra gli insetti che attaccano il bosso ci sono la cocciniglia, la psilla, la cecidomia e la piralide del bosso.

Per prevenire o limitare i danni dei parassiti si possono usare le cosiddette trappole a feromoni oppure i classici insetticidi da spruzzare manualmente sulla pianta.

Nemico numero uno: la piralide

Tra i parassiti appena citati, la piralide del bosso (o cydalima perspectalis) è sicuramente la nemica numero uno della pianta. Il bosso è la pianta che attacca più di frequente, portandola rapidamente a defoliazione e disseccamento.

Si tratta di un lepidottero giunto in Europa solo nel 2008 e avvistato in Italia per la prima volta nel 2011. Ha saputo adattarsi e riprodursi facilmente e ora è un problema serio per molte piante. La piralide in forma adulta diventa una farfalla di colore chiaro, ma prima della trasformazione è un bruco voracissimo.

Appena uscita dall’uovo, la larva mangia le foglie del bosso lasciando dietro di sé fili biancastri che somigliano una ragnatela: è il segno di una infestazione. Intervenire in fretta con un insetticida specifico è il solo modo per salvare la pianta da morte certa.

Cosa fare se il bosso sta seccando

Uno dei problemi più frequenti in cui si incorre coltivando il bosso è il marciume radicale, legato a un fungo e alla presenza di un terreno non abbastanza drenato. Il fungo che attacca il bosso si chiama rosellinia buxi.

Agisce danneggiando le radici della pianta e provocando un conseguente marciume radicale. A favorire il problema è il ristagno idrico, dunque è bene evitare di annaffiare troppo la pianta. Un’altra strategia per prevenire il problema è assicurarsi che il terreno sia sempre ben drenato.

Attenzione alla coltivazione

Gli alcaloidi del bosso, presenti in ogni parte della pianta, sono potenzialmente velenosi se ingeriti. Bisogna quindi fare molta attenzione se si coltiva in casa e ci sono animali domestici o bambini piccoli che potrebbero ingerirne le foglie.

Per lo stesso motivo è bene fare attenzione quando ci si trova in un giardino con siepi di bosso portando a spasso il cane o i bambini al parco giochi.

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