Link copiato!
Link copiato!
pianta di rabarbaro
Animali e Piante 29 gennaio 2025

Come coltivare la pianta del rabarbaro: ecco una guida completa


Una guida completa su come coltivare il rabarbaro, sia in giardino e sia in vaso sul balcone: dalla semina, alla cura, fino al raccolto di questa pianta.
author-avatar
Silvia Bertuzzi

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il rabarbaro è una pianta perenne che ha guadagnato popolarità negli ultimi anni grazie alle sue numerose applicazioni culinarie e alle sue proprietà benefiche. Molto usato in cucina per la preparazione di marmellate, dolci e torte, il rabarbaro è anche una pianta ornamentale, con grandi foglie e fusti colorati

Sebbene non sia molto diffuso in Italia, la coltivazione del rabarbaro è relativamente semplice e può essere una piacevole aggiunta a qualsiasi giardino o orto. Ecco una guida completa.



Cosa è il rabarbaro e perché coltivarlo

Il rabarbaro (Rheum rhaponticum) è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Poligonacee. La parte commestibile della pianta è costituita dalle coste, ovvero i gambi carnosi che crescono dalla base della pianta. Sebbene le foglie di rabarbaro siano tossiche per l’uomo a causa dell’alto contenuto di acido ossalico, le coste sono utilizzate in molte preparazioni culinarie. Il rabarbaro è molto popolare nei paesi del nord Europa, dove viene utilizzato per fare dolci, marmellate e anche liquori.

Coltivare il rabarbaro nel proprio giardino o orto ha diversi vantaggi. In primo luogo, è una pianta rustica che richiede poca manutenzione, ideale anche per i giardinieri alle prime armi. Inoltre, è una pianta che cresce rapidamente e offre un buon raccolto, con la possibilità di raccogliere le coste durante la stagione primaverile ed estiva. Infine, oltre ad essere un ottimo ingrediente in cucina, il rabarbaro è anche una pianta ornamentale, con fusti colorati e foglie di grande dimensione che aggiungono un tocco di verde al giardino.

Clima e terreno ideale

È importante comprendere le sue esigenze climatiche e il tipo di terreno che preferisce. La pianta del rabarbaro è originaria delle regioni temperate e cresce meglio in climi freschi e umidi. Non ama il caldo intenso, per cui nelle zone con estati molto calde, è consigliabile coltivarlo in mezzombra, lontano dalla luce diretta del sole nelle ore più calde della giornata.

Il rabarbaro è resistente al freddo e può sopravvivere anche durante i mesi invernali, entrando in una fase di dormienza vegetativa. Questo lo rende particolarmente adatto per le coltivazioni nelle zone montuose o in quelle più fredde. Nonostante la sua resistenza al freddo, il rabarbaro cresce meglio quando le temperature sono miti, con una media che si aggira intorno ai 15-20°C.

Per quanto riguarda il terreno, il rabarbaro preferisce un suolo ben drenato, ricco di sostanza organica. Il terreno deve essere fertile e leggermente acido, con un pH che va da 5,5 a 6,5. La pianta non tollera i ristagni d’acqua, che possono causare il marciume delle radici. Pertanto, è fondamentale lavorare il terreno per garantirne un buon drenaggio. Se il terreno tende a compattarsi, è possibile migliorarlo con l’aggiunta di sabbia o compost.

Le varietà di rabarbaro

Esistono diverse varietà di rabarbaro, ognuna con caratteristiche particolari che la rendono più adatta a determinate condizioni di crescita o utilizzi in cucina. Le varietà più comuni si distinguono principalmente per il colore delle coste, che può variare dal verde chiaro al rosso intenso, e per la resistenza alle malattie.

Come abbiamo visto, una delle varietà più diffuse è il rabarbaro da giardino (Rheum rhaponticum), che è caratterizzato da coste di colore verde con sfumature rosse. È una varietà rustica, che si adatta facilmente alla coltivazione in giardino, ed è apprezzata per il suo sapore leggermente acidulo, ideale per le preparazioni dolci e salate.

Un’altra varietà molto apprezzata è il rabarbaro “Victoria”, che produce coste lunghe, carnose e di colore rosso intenso. Questa varietà è particolarmente adatta per chi desidera un raccolto abbondante e saporito, poiché offre rese elevate. Le coste rosse sono anche più dolci rispetto a quelle verdi, il che le rende ideali per la preparazione di marmellate e dolci.

Se si ha poco spazio o si desidera coltivare il rabarbaro in vaso, si può optare per varietà compatte come il rabarbaro “Danish”, che cresce in modo più contenuto ma produce comunque un buon raccolto di coste saporite. Questa varietà è particolarmente adatta per chi coltiva il rabarbaro in balcone o in giardini di dimensioni ridotte.

Quando si sceglie la varietà di rabarbaro da coltivare, è importante considerare anche le condizioni climatiche della propria zona. Ad esempio, le varietà con coste rosse sono generalmente più resistenti alle alte temperature e si adattano meglio ai climi più caldi, mentre le varietà verdi preferiscono climi più freschi e umidi. Se si vive in una zona con estati molto calde, è consigliabile scegliere una varietà resistente al calore, per garantire una crescita ottimale della pianta.

In ogni caso, scegliere la varietà giusta in base alle proprie esigenze e alle condizioni climatiche locali è un passo fondamentale per ottenere una buona coltivazione del rabarbaro, con piante sane e abbondanti raccolti.

Come piantare e curare il rabarbaro

La coltivazione del rabarbaro può avvenire tramite semina o divisione del rizoma. Se si sceglie di partire dai semi, è consigliabile seminare in vaso a fine inverno, per poi trapiantare le piantine in pieno campo in primavera, quando le temperature sono più miti. Tuttavia, la riproduzione tramite divisione del rizoma è un metodo più semplice e veloce. In questo caso, basta espiantare una pianta adulta e dividere il rizoma in più sezioni, ciascuna con almeno una gemma. Ogni sezione può essere piantata nel terreno, e in poco tempo darà vita a nuove piante.

Quando si pianta il rabarbaro, è importante rispettare una distanza di almeno un metro tra le piante, in modo che abbiano spazio sufficiente per crescere e svilupparsi. Se si coltiva in vaso, è necessario scegliere contenitori di grandi dimensioni, in grado di ospitare la radice fittonante, che può diventare piuttosto grande. Inoltre, il vaso deve essere dotato di fori di drenaggio per evitare il ristagno dell’acqua.

La cura del rabarbaro è relativamente semplice. Durante i primi mesi di crescita, è fondamentale mantenere il terreno umido e privo di erbacce. Successivamente, la pianta cresce rapidamente e diventa resistente alla competizione con le infestanti. La pacciamatura, ad esempio, è un’ottima soluzione per evitare la crescita delle erbacce e mantenere il terreno umido. Inoltre, il rabarbaro necessita di concimazioni annuali, preferibilmente con letame maturo o compost, per mantenere la fertilità del terreno.

Le malattie e i parassiti del rabarbaro

Anche se il rabarbaro è una pianta resistente, può essere soggetta a malattie e parassiti, soprattutto se non coltivato in modo adeguato. I parassiti più comuni sono afidi e lumache, che possono danneggiare le foglie e le coste. Per prevenire infestazioni, è utile mantenere l’orto pulito e praticare la rotazione delle colture.

Inoltre, è importante fare attenzione alle malattie fungine, come la ruggine e la muffa grigia. Queste malattie possono compromettere la salute della pianta e ridurre la produzione di coste. Un buon drenaggio e una corretta gestione dell’irrigazione sono essenziali per prevenire questi problemi.

Quando raccogliere e come usare il rabarbaro?

Il rabarbaro è pronto per essere raccolto circa due anni dopo la semina, ma le piante adulte producono un buon raccolto già dal terzo anno. Le coste devono essere raccolte quando sono ben sviluppate, di colore rosso o verde intenso, a seconda della varietà. È importante non raccogliere tutte le coste contemporaneamente, ma lasciare sempre alcune piante intatte per garantire una produzione continua.

Le foglie di rabarbaro, come accennato, non sono commestibili a causa dell’alto contenuto di acido ossalico, tossico per l’uomo. Tuttavia, possono essere utilizzate come repellente naturale per insetti e parassiti. Basta triturare le foglie e utilizzarle come compost o come preparato per difendere altre piante da parassiti.

Le coste di rabarbaro sono invece la parte commestibile della pianta, e si rivelano davvero versatili in cucina. Possono essere utilizzate per preparare marmellate, gelatine, torte e dolci, ma anche per aggiungere un tocco acidulo a piatti salati.
.

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it