Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
La pacciamatura con cippato è una pratica che prevede la copertura del suolo libero – dove non ci sono le piante – per impedire la crescita di erbe infestanti e proteggere al contempo il terreno.
Il concetto è semplice: si ricoprire il suolo per non consentire alla luce di raggiungere la terra e bloccare la crescita di piante indesiderate che entrerebbero in competizione con quelle che si è invece scelto di mettere a coltura.
Scopriamo cos’è e come si fa la pacciamatura con il cippato.
Il termine cippato, che deriva dall’inglese chip (scaglia, frammento), indica il legno proveniente da tronchi, ramaglie o residui di lavorazione del legno ridotto in piccole scaglie grazie all’impiego di macchine chiamate cippatrici.
Oltre che in agricoltura e giardinaggio, il cippato è utilizzato anche come biocombustibile per impianti di riscaldamento e come materia prima per l’industria.
Usare il cippato fresco per la pacciamatura è sicuramente una scelta interessante:
Grazie alla presenza del cippato nel terreno si sviluppano i saprofiti, funghi che si nutrono di legno morto e lo trasformano in ricco humus che va ad aumentare la fertilità del suolo. L’azione dei funghi stimola anche l’attività dei lombrichi, rendendo lo strato di pacciamatura umido e più friabile.

Per ottenere il cippato, è consigliabile utilizzare una cippatrice, un macchinario che sminuzza i rametti trasformandoli in piccole “chips” di legno. Per fare la pacciamatura è necessario:
Il momento ideale per produrre e distribuire il cippato è l’inverno, quando il terreno necessita di protezione e copertura. In primavera, lo strato di cippato deve essere interrato, così da nutrire il terreno e restituirgli le sostanze organiche accumulate durante la stagione fredda.