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Come si coltiva la pianta del dragoncello
Animali e Piante 20 giugno 2025

Come si coltiva la pianta del dragoncello


Dalla talea alla raccolta: tutti i segreti per coltivare con successo il dragoncello in vaso o in piena terra.
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Ludovica Russotti

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La coltivazione della pianta di dragoncello è un’attività che coniuga il piacere dell’orto domestico con l’opportunità di disporre di un’erba aromatica dalle eccellenti proprietà culinarie e medicinali. Conosciuta anche come Artemisia dracunculus, questa pianta perenne della famiglia delle Asteraceae, originaria della Siberia e dell’Asia centrale, è apprezzata per il suo aroma intenso e per la versatilità in cucina. In Italia non cresce spontaneamente se non in rare aree alpine, ma si adatta bene alla coltivazione in vaso o in piena terra. Vediamo nel dettaglio tutti gli aspetti legati alla coltivazione del dragoncello, dalla scelta della varietà alla raccolta e conservazione delle foglie.

Scegliere la varietà giusta: dragoncello francese o russo?

Per iniziare correttamente la coltivazione della pianta di dragoncello, è necessario distinguere tra le due principali varietà: il dragoncello francese (Artemisia dracunculus var. sativa) e quello russo (Artemisia dracunculoides).

Il primo è la varietà più pregiata dal punto di vista aromatico, con un profilo olfattivo complesso e persistente, molto utilizzato nella gastronomia francese. Tuttavia, è una pianta sterile e non produce semi vitali, motivo per cui può essere propagata solo per via vegetativa, attraverso talee o divisione del cespo.

Al contrario, il dragoncello russo produce semi fertili, ma il suo aroma è meno marcato e spesso considerato inferiore.

La scelta della varietà incide significativamente sull’intero processo di coltivazione: chi desidera un uso gastronomico intensivo dovrebbe orientarsi sul dragoncello francese, pur accettando una propagazione meno immediata.

Quale clima predilige il dragoncello?

Il dragoncello predilige climi temperati, con estati calde e inverni miti. Teme le gelate prolungate e le escursioni termiche estreme, mentre sopporta discretamente la siccità, purché il terreno non si prosciughi completamente. Per proteggere la pianta dalle basse temperature invernali, è consigliabile predisporre una pacciamatura con foglie secche o paglia alla base, specie nelle coltivazioni in piena terra.

L’esposizione ideale è in pieno sole o, in alternativa, in una zona semiombreggiata ma luminosa. La luce solare diretta per almeno sei ore al giorno garantisce una crescita vigorosa e una maggiore concentrazione di oli essenziali nelle foglie.

Come preparare il terreno per coltivare il dragoncello

Il substrato ideale per la coltivazione della pianta di dragoncello è un terreno fertile, ben drenato e moderatamente calcareo. I ristagni idrici sono da evitare, in quanto favoriscono l’insorgenza di marciumi radicali. In caso di terreno argilloso o compatto, è opportuno alleggerirlo con sabbia e compost maturo. L’aggiunta di sostanza organica, come humus o letame ben decomposto, migliora la struttura del terreno e ne arricchisce il profilo nutritivo, favorendo lo sviluppo di una pianta sana e produttiva.

Per la coltivazione in vaso, è consigliabile utilizzare contenitori di almeno 25-30 cm di diametro, con un fondo ben forato e uno strato drenante a base di argilla espansa. Il terriccio universale può essere miscelato con sabbia e perlite per aumentare la porosità e il drenaggio.

Tecniche di propagazione e messa a dimora

Come anticipato, la propagazione della pianta di dragoncello francese avviene esclusivamente per via vegetativa. La divisione del cespo si effettua in primavera o in autunno, selezionando porzioni di pianta dotate di radici e trapiantandole in un nuovo sito. Le talee apicali, lunghe circa 10-12 cm, si prelevano in tarda primavera e si pongono in acqua o in terriccio sabbioso fino all’emissione delle radici.

Il trapianto delle giovani piantine o delle talee radicate va eseguito tra marzo e maggio, mantenendo una distanza di 40-50 cm tra una pianta e l’altra per favorire la circolazione dell’aria e lo sviluppo del cespo. Dopo la messa a dimora, è consigliabile irrigare moderatamente e mantenere il terreno leggermente umido nei primi giorni, fino all’attecchimento.

Irrigazione e manutenzione: come prendersi cura della pianta

Il dragoncello richiede cure minime una volta stabilizzato. L’irrigazione deve essere regolare ma contenuta: il terreno deve rimanere fresco senza mai risultare saturo. Nei mesi estivi può essere utile aumentare la frequenza delle annaffiature, soprattutto se la coltivazione avviene in vaso. Durante la stagione fredda, le irrigazioni vanno drasticamente ridotte o sospese del tutto.

È consigliabile rimuovere periodicamente le erbe infestanti che possono sottrarre nutrienti e limitare la ventilazione. La potatura leggera a fine estate stimola una nuova vegetazione, mentre un taglio più deciso a fine autunno prepara la pianta al riposo invernale.

Le malattie fungine sono rare se si rispettano le condizioni di drenaggio e spaziatura, ma può manifestarsi la ruggine o la presenza di afidi e acari in caso di stress idrico. In questi casi, si possono adottare rimedi naturali come il macerato d’ortica o il sapone molle potassico.

Raccolta e conservazione delle foglie di dragoncello

La raccolta del dragoncello avviene durante il periodo vegetativo, da maggio a settembre, quando le foglie sono più ricche di principi attivi e aroma. È preferibile raccogliere le foglie al mattino, dopo che la rugiada si è asciugata, ma prima delle ore più calde.

Le foglie fresche si conservano in frigorifero per alcuni giorni, avvolte in carta assorbente leggermente umida. Per una conservazione più prolungata, è possibile essiccarle in un luogo ombreggiato e ben ventilato, oppure surgelarle subito dopo il raccolto. Una terza opzione consiste nel preparare oli o aceti aromatici, lasciando le foglie in infusione per alcune settimane.

Perché coltivare il dragoncello? Vantaggi e utilizzi

Coltivare il dragoncello offre numerosi vantaggi, sia dal punto di vista gastronomico sia da quello salutistico. L’aroma raffinato delle sue foglie si sposa con carni bianche, pesce, uova, legumi e salse, valorizzando le preparazioni culinarie senza bisogno di aggiungere sale. Il dragoncello entra nella composizione di salse classiche come la bernese e la tartara, ma anche di aceti, vini e liquori aromatizzati.

Sul piano fitoterapico, il dragoncello è noto per le sue proprietà digestive, antisettiche e stimolanti. Infusi e decotti preparati con le foglie possono favorire la digestione, alleviare lievi disturbi gastrointestinali e contribuire a una buona igiene del cavo orale.

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