Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
La perdita di un animale domestico è un momento difficile e doloroso per chiunque, sia che si tratti di morte naturale o che si debba prendere la decisione di praticare l’eutanasia. Tuttavia, è importante sapere quali passi seguire in questo delicato momento, dalle pratiche burocratiche alle modalità di gestione del corpo dell’animale.
Quando un animale domestico muore, la prima cosa da fare è contattare un veterinario, che potrà certificare la morte e rilasciare il certificato. Il documento è fondamentale se l’animale, come nel caso del cane, è dotato di microchip. Il certificato dovrà essere consegnato all’ASL competente entro un periodo che varia da 3 a 15 giorni, a seconda delle normative locali. Questo passaggio è necessario per la cancellazione dall’anagrafe canina. Se l’animale è deceduto a causa di una malattia infettiva, potrebbero esserci ulteriori restrizioni sulla gestione del corpo. Nel caso di un gatto, solitamente non è richiesto un certificato di morte, ma è comunque importante informarsi presso il veterinario o l’ASL per le procedure da seguire.
Molti proprietari desiderano seppellire il proprio animale domestico nel giardino di casa. Questa è un’opzione possibile, ma solo a determinate condizioni. La sepoltura deve avvenire in un terreno privato e solo se l’animale non è morto a causa di una malattia infettiva. Inoltre, è necessario informare il veterinario, poiché, in caso di microchip, questo deve essere disattivato prima della sepoltura. Per evitare che altri animali scavino, è consigliabile seppellire il corpo a una profondità sufficiente, aggiungendo calce per accelerare il processo di decomposizione.
La cremazione è un’altra opzione per chi non può o non vuole seppellire l’animale nel giardino. Esistono due tipi di cremazione:
Entrambe le opzioni possono essere organizzate tramite il veterinario, che si occupa di contattare le ditte specializzate. I costi variano a seconda del servizio, della città in cui viene richiesto e in base al peso dell’animale. La cremazione collettiva rappresenta l’opzione più economica, con un costo che generalmente parte da 50-65 euro. La cremazione individuale ha un costo più elevato, che varia tra i 200 e 400 euro.
In alcune città esistono veri e propri cimiteri per animali, dove è possibile seppellire il proprio amico a quattro zampe. Questa opzione prevede la presentazione del certificato di morte rilasciato dal veterinario. Nei cimiteri per animali, il corpo può essere sepolto per un periodo che varia dai 5 ai 10 anni, dopodiché potrebbe essere trasferito in una fossa comune per questioni di spazio. Anche questa scelta può avere costi significativi, ma garantisce un luogo di riposo dedicato, dove il proprietario può recarsi per commemorare il proprio animale.
In alcuni casi, la morte dell’animale non avviene naturalmente, ma tramite eutanasia. Questa scelta, spesso dolorosa ma necessaria, viene presa quando l’animale soffre di una malattia incurabile o una condizione che ne compromette la qualità della vita. La procedura di eutanasia viene eseguita dal veterinario, che prima somministra un anestetico per addormentare l’animale e successivamente una seconda iniezione per porre fine alla vita senza dolore. Dopo l’eutanasia, le stesse opzioni di cremazione o sepoltura sono disponibili per il corpo dell’animale.