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Olive
Animali e Piante 18 settembre 2025

Mosca olearia: cos’è, quali danni provoca, trappole e rimedi naturali


La mosca olearia è un parassita delle olive: scopriamo i danni che provoca e come affrontarla con trappole e rimedi naturali.
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Dafne Perico

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La mosca olearia (Bactrocera oleae) è uno dei parassiti capace di compromettere seriamente la qualità e la quantità della produzione di olive. 

Scopriamo cos’è, i danni che provoca, come riconoscerla ed affrontarla.

Che cos’è la mosca olearia

La mosca olearia, appartenente alla famiglia dei Tephritidae, è un piccolo insetto di circa 4-5 mm, di colore bruno-rossiccio, con ali trasparenti e una caratteristica macchia scura all’apice. 

Il suo ciclo vitale si articola in diverse fasi:

Temperature miti e ambienti umidi favoriscono la sua proliferazione, mentre il caldo eccessivo tende a ridurne la presenza: non a caso, la mosca olearia è molto diffusa nelle aree mediterranee, comprese gran parte delle regioni olivicole italiane.

Quali danni provoca la mosca dell’olivo

La mosca olearia può causare danni diretti e indiretti sul raccolto di olive, impattando sulla produzione e sulla qualità dell’olio.

Danni diretti ai frutti: olive non commercializzabili

La presenza di larve compromette direttamente il frutto: le olive danneggiate, infatti, non solo cadono precocemente dall’albero, ma sono anche suscettibili a infezioni fungine

Le olive colpite mostrano piccoli fori, spesso circondati da aree brunastre, che indicano il punto di deposizione delle uova: all’interno, la polpa appare scavata dalle larve, con conseguente deterioramento del frutto.

Di conseguenza, la resa di raccolta si riduce e la porzione di prodotto non utilizzabile aumenta drasticamente, causando perdite economiche significative.

Danni indiretti: impatto sulla resa e sull’acidità dell’olio

Questo parassita non si limita a un semplice foro nell’oliva, ma ne aumenta significativamente il contenuto di acidità, parametro chiave per la classificazione dell’olio: se il tasso di acidità è superiore allo 0,8%, l’olio può perdere la dicitura di “extra vergine”.

Una maggiore acidità e l’alterazione del profilo aromatico sono indicatori chiari dell’infestazione, che si traduce in un prodotto finale di qualità inferiore, meno appetibile per il consumatore e con un minor valore commerciale.

olive

Prevenzione: ecco come difendersi

La prevenzione resta il metodo più sicuro contro la mosca olearia. Si consiglia di:

Le trappole per la mosca olearia

Le trappole rappresentano un metodo utile sia per monitorare l’infestazione che per ridurre la popolazione del parassita. 

Tra le più comuni si trovano:

Come posizionare le trappole

Un corretto posizionamento delle trappole è essenziale per la loro efficacia: devono essere collocate all’interno della chioma, nella zona più arieggiata e soleggiata dell’albero, preferibilmente a un’altezza di circa 1,5-2 metri da terra, lontano da rami e foglie che potrebbero ostruire la loro azione. 

È consigliato disporle in modo uniforme in tutto l’uliveto, con una maggiore concentrazione nei punti più esposti.

Manutenzione e sostituzione

Per garantire l’efficacia le trappole vanno monitorate regolarmente: quelle con esca alimentare o feromonica devono essere svuotate e l’esca rinnovata ogni 2-4 settimane, a seconda della temperatura e dell’infestazione.

Anche le trappole cromotropiche, una volta ricoperte di insetti o polvere, perdono la loro efficacia e vanno sostituite.

Quali sono i rimedi contro la mosca olearia

Accanto alle trappole, esistono diversi rimedi naturali che consentono di ridurre i danni della mosca dell’olivo senza ricorrere a pesticidi chimici:

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