Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
L’ortica secondo la tradizione popolare e contadina è un insetticida naturale capace di combattere le infestazioni di afidi, acari e cocciniglie delle piante. Per questo motivo, l’ortica è sempre stata usata, sotto forma di un estratto e di un preparato, per proteggere alberi e arbusti.
Ma è davvero così? Si tratta di un rimedio veramente efficace per salvaguardare le colture? Vediamo cosa dice la scienza in proposito, come va usato e su quali piante.
Nel corso del tempo si sono susseguiti vari studi scientifici per verificare la reale efficacia dell’ortica in aiuto alle coltivazioni. In anni recenti, la necessità di trovare soluzioni poco inquinanti e sostenibili dal punto di vista ambientale ha stimolato gli studi sull’uso dell’estratto di ortica.
Nel 2007 una sperimentazione condotta sugli afidi di diverse piante ha evidenziato che l’ortica può avere una certa efficacia su alcune tipologie di afidi e solo se il suo estratto non è diluito, ma che non può essere paragonabile all’effetto degli insetticidi chimici.
Le prove effettuate hanno dimostrato che in realtà il ruolo dell’ortica non è quello di insetticida, ma di repellente: gli afidi non morivano, ma si allontanavano. L’estratto quindi può servire per tenere lontani gli insetti infestanti.
Se si vuole provare a usare questo rimedio completamente naturale, che tra l’altro possiede anche un’azione fitostimolante, contro acari, afidi, ragnetti rossi, mosche bianche e cocciniglie, occorre sminuzzare un chilogrammo circa di ortiche, immergerle in 10 litri di acqua fredda e lasciarle macerare per un paio di giorni, dopodiché l’acqua ottenuta, una volta filtrata, potrà essere spruzzata sulle piante.
L’estratto di ortica può essere usato su qualsiasi tipo di pianta, sia da orto, sia ornamentale.
È particolarmente indicato per la rosa, per gli alberi da frutto (olivo, ciliegio, pero, melo, pesco, vite) e per gli ortaggi, come il pomodoro.
Il composto va spruzzato sulla pianta da una distanza di 40 cm.Il periodo adatto per questo trattamento è da aprile a settembre, a una distanza di 7-14 giorni tra un’applicazione e l’altra e per non più di 5 volte.