Link copiato!
Link copiato!
Pisa
Architettura e Design 3 luglio 2024

A Pisa c’è una cabina telefonica del vento per parlare con chi non c’è più


Cos’è la cabina del vento? Come funziona e dove si trova esattamente? Scopriamo insieme questa idea che conforta tante persone.
author-avatar
Alice Bocca

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nelle vicinanze di Pisa, tra le dolci e verdi colline toscane, si trova un luogo unico e carico di emozioni: una cabina telefonica del vento. Questa insolita installazione, ispirata a un’idea giapponese, offre un rifugio intimo e spirituale a coloro che desiderano comunicare con i propri cari scomparsi.

Non si tratta di una semplice cabina telefonica, ma di uno spazio simbolico dove il vento trasporta parole, ricordi e sentimenti oltre i confini del visibile per cercare di alleviare le sofferenze di un lutto. Andiamo alla scoperta della storia delle cabine del vento, come si sono diffuse e chi ha deciso di installarne una anche nel nostro territorio italiano.



Il creatore della prima “Wind phone”

Il Telefono del Vento è nato in Giappone grazie all’idea di Itaru Sasaki, che cercava un modo per elaborare il lutto per la perdita del cugino, deceduto a causa di un tumore. Sasaki acquistò una vecchia cabina telefonica e la posizionò nel suo giardino, inserendovi un telefono a disco non collegato a nessuna linea, un simbolo tangibile per mantenere un legame con il defunto.

Questo strumento divenne per lui una fonte di conforto, aiutandolo a sentirsi connesso al cugino nonostante la sua assenza fisica. La cabina venne battezzata “Kaze No Denwa”, che significa “Il telefono del vento”.

Nel 2011, un devastante terremoto di magnitudo 9,1 provocò uno tsunami con onde di nove metri che spazzarono via intere città lungo la costa giapponese, causando migliaia di vittime. Tra i luoghi più colpiti ci fu la città di Ōtsuchi, che subì la perdita di numerosi abitanti, molti dei quali non furono mai ritrovati.

La comunità, distrutta fisicamente ed emotivamente, si trovò a dover affrontare un dolore incommensurabile. Itaru Sasaki riuscì a recuperare la sua cabina telefonica e la trasferì su una collina ventosa affacciata sull’Oceano Pacifico, ai piedi del monte Kujira-Yama, vicino a Ōtsuchi. Offrì la possibilità agli abitanti in lutto di utilizzare la cabina per “chiamare” i loro cari perduti, sperando che questo potesse offrire loro lo stesso conforto e la stessa sensazione di connessione che aveva sperimentato lui.

La diffusione nel mondo

Itaru Sasaki ha dato vita a un movimento globale di creazione di spazi dedicati a chi soffre per la perdita di una persona cara, offrendo un modo simbolico per mantenere un legame con i defunti. La sua idea ha ispirato l’installazione di migliaia di cabine del vento in tutto il mondo, da parte di persone che hanno trovato profonda e confortante la sua intuizione.

Queste cabine, che fungono da santuari personali per il ricordo e la connessione spirituale, si trovano ora in molti paesi, portando il messaggio di speranza e guarigione di Sasaki a una vasta comunità internazionale. Sul sito ufficiale del progetto è disponibile una mappa che mostra tutti i luoghi dove è possibile trovare una cabina del vento, permettendo a chiunque di scoprire e visitare questi toccanti monumenti del ricordo.

La cabina del vento di Capannoli

Marco Vanni, fotografo e direttore artistico dell’associazione Life for Music, ha proposto ai titolari dell’azienda agricola Podere Tegolaja l’idea di installare una cabina del vento. La proposta è stata accolta e realizzata a San Pietro Belvedere, una località incantevole situata nel comune di Capannoli, in provincia di Pisa.

Immersa tra il mare e gli Appennini, questa cabina offre un luogo di riflessione e connessione con i propri cari scomparsi, incorniciato dalla bellezza naturale del paesaggio toscano.

Per raggiungere la cabina del vento, sono stati creati due percorsi suggestivi. Il primo attraversa il bosco, permettendo ai visitatori di scoprire la flora tipica della Foresta Toscana, con querce, alloro, acacie e altre piante che riempiono l’aria di profumi e suoni rilassanti. Il secondo percorso è caratterizzato da aiuole di lavanda e rosmarino e conduce a un ampio prato fiorito. Entrambi i sentieri preparano i visitatori, attraverso un’esperienza sensoriale immersiva, a raggiungere il telefono del vento.

La posizione della cabina è stata scelta con cura, situata sulla collina più alta del terreno circostante per permettere al vento di accompagnare le parole e i pensieri dei visitatori mentre ammirano il paesaggio mozzafiato. Questa scelta non solo esalta la bellezza del luogo, ma amplifica il significato simbolico della cabina, trasformandola in un punto di incontro tra terra e cielo.

Dunque, la cabina del vento di San Pietro Belvedere rappresenta un rifugio spirituale dove il contatto con la natura e il ricordo dei propri cari si fondono, offrendo un’esperienza profondamente toccante.

Condividi articolo
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it