Link copiato!
Link copiato!
cabine mare
Architettura e Design 19 luglio 2023

Cabine balneari: la storia di un simbolo dell’estate italiana


Le cabine balneari sono delle strutture tipiche dei lidi italiani, ma le loro origini vanno rintracciate nell'Inghilterra del XVIII secolo.
author-avatar
Vinci Formica

Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Quando si fanno le vacanze al mare e si frequenta uno stabilimento balneare, un elemento tipico e immancabile è la cabina, che serve per cambiarsi e riporre i propri oggetti durante la giornata.

Si tratta di una architettura tipica delle spiagge italiane, presente ovunque e molto utilizzata.

In realtà, la cabina balneare, la cui origine risale ad alcuni secoli fa, non nasce in Italia.

Vediamo quindi quale è la sua storia e quando appare per la prima volta nel nostro Paese.

Le origini

Le origini delle cabine balneari vanno ricercate in Inghilterra e risalgono addirittura al Settecento.

Le prime forme di questa struttura vennero usate nelle più frequentate località costiere britanniche, come Bath, Scarborough e Brighton.

Esse venivano chiamate “bathing machines“.

A quell’epoca, a differenza dei tempi moderni, mostrare il proprio corpo e indossare un abbigliamento che lo lasciasse intravedere erano azioni giudicate come inappropriate e scandalose.

Queste strutture erano diverse da come le conosciamo oggi.

Infatti non servivano solo a cambiarsi, ma anche a immergersi in mare.

Le cabine erano strutture mobili, che venivano collocate direttamente in acqua, ed erano dotate di ruote per spostarle e di una scaletta per fare il bagno lontano dalla riva e da sguardi indiscreti.

Le bathing machines vennero usate in Inghilterra fino al Novecento e furono esportate anche negli Stati Uniti, dove furono dotate di motore, in modo che si potessero utilizzare autonomamente e senza bisogno di qualcuno che le spingesse in acqua.

Le cabine balneari in Italia

Le bathing machines inglesi possono essere considerate le antenate delle attuali cabine balneari presenti sulle spiagge, sia per quanto riguarda l’architettura, sia per quanto riguarda l’utilizzo, anche se non vennero adottate in Italia.

Qui infatti, nei primi lidi balneari per fare il bagno furono usate delle strutture su palafitte, chiamate kursaal, che erano fisse e collocate in acqua e dalle quali ci si poteva tuffare.

La cabina fissa sulla spiaggia, come la conosciamo, apparve per la prima volta nel 1740 a Viareggio, dove vennero poste delle strutture che servivano da spogliatoio a servizio di residenze destinate alla villeggiatura.

Successivamente, sempre in Toscana, a Livorno, nel 1781 nacquero i Bagni Baretti, che devono essere considerati il primo stabilimento balneare in assoluto ad avere le cabine.

Nel corso dell’Ottocento e agli inizi del Novecento esse erano realizzate in legno, canne e stoffe e, avendo un uso stagionale, venivano montate con l’inizio dell’estate e poi smontate quando non servivano più.

Solo a partire dal Secondo Dopoguerra, le cabine iniziarono a essere strutture fisse e a essere costruite in muratura, con la tipica forma quadrata e con il tetto a capanna o a piano inclinato. 

Condividi articolo
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it